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Serapide

 Serapide

Serapide

Serapide è una divinità greco-egiziana introdotta nella religione greca da Tolomeo I. Si tratta di un dio ctonio, dell’Oltretomba, della fertilità, del mare, ha il potere di guarire e di dare oracoli. Sul piano del culto ufficiale, fu assimilato a Ra-Helios nel culto egiziano e a Zeus in quello greco; il suo animale sacro era il toro. Il culto di Serapide ha un carattere impositivo, in quanto il dio stesso compariva in sogno a far erigere per sé una statua o un tempio. Il santuario più maestoso a lui dedicato si trovava ad Alessandria d’Egitto: qui gli fu dedicata una statua tempestata di pietre preziose.

Serapide veniva rappresentato come un uomo barbuto (similmente a Zeus e ad Ade) seduto sul trono; ha spesso un moggio di grano sulla testa, e con una mano tiene uno scettro , con l’altra spesso tocca Cerbero.

Origini del culto e miti connessi a Serapide

Nel IV libro delle Historiae lo storico Tacito ci riferisce una leggenda sull’origine del culto di Serapide. Tolomeo I fece un sogno in cui un giovane di grande statura gli ordinava di trasportare ad Alessandria una statua di sé che si trovava nel Ponto. Tolomeo consultò Timoteo l’Esegeta, secondo il quale affermò che la statua in questione poteva essere un grande simulacro di Zeus Dites, oggetto di grande venerazione a Sinope; dopo varie difficoltà e resistenze, la statua fu trasportata ad Alessandria.

Oltre a questa tradizione ci sono altre due testimonianze autobiografiche simili: una lettera del 258/257 a.C. scritta da un certo Zoilo di Aspendio, ministro delle finanze di Tolomeo II Apollonio e un’epigrafe incisa su una colonna del Serapeo di Delo che rievoca l’insediamento del tempio nell’isola.

Nella sua lettera all’Apollonio, Zoilo racconta che, qualche tempo prima, Serapide gli era apparso in sogno ordinandogli di andare ad Alessandria a chiedere al sovrano di far costruire un Serapeo in una città (il cui nome è illeggibile a causa di un guasto del papiro) e di fornirlo di un sacerdote. Zoilo, inizialmente, non eseguì l’ordine e cadde ammalato, solo allora promise di fare ciò che il dio voleva e si recò nella città in cui doveva essere costruito il tempio; qui un certo Cnido si mise all’opera per iniziare la costruzione, ma Serapide la bloccò: dopo quattro mesi di malattia Zoilo obbedì fedelmente e scrisse all’Apollonio chiedendogli di prendere l’iniziativa voluta da Serapide.

Serapide da Leptis Magna
Statua di Serapide da Leptis Magna

L’epigrafe di Delo, datata tra il III e il II sec a.C., contiene un testo in prosa e un testo in versi, contenente, quest’ultimo, un inno a Serapide e Iside. Il testo in prosa fu scritto da un tale Apollonio, nipote di un sacerdote egiziano che aveva il suo stesso nome e che da circa un anno si era stabilito a Delo, portando con sè una statua di Serapide per organizzare in locali provvisori un centro di culto del dio. Una notte il dio comparve in sogno ad Apollonio nipote e gli disse di volere un tempio per sé, indicando anche dove erigerlo. Apollonio acquistò il terreno che Serapide aveva indicato e fece costruire il tempio in sei mesi, nonostante le difficoltà dovute ad un’azione giudiziaria intentata da alcuni abitanti che volevano far multare come abusiva la costruzione del tempio. La divinità comparve in sogno ad Apollonio, anticipandogli la vittoria della causa e, infatti, la causa fu vinta e dopo poco tempo, lo stato promosse la costruzione di un altro tempio a Serapide.

Il culto di Serapide si affermò stabilmente, in quanto Tolomeo introdusse nel Pantheon egiziano, come dio supremo dello stato, una divinità che, pur nella forma di Osiri-Api, aveva gli attributi tipici di Zeus, Asclepio e Ade/Plutone, probabilmente per favorire il sincretismo religioso tra Greci ed Egiziani. I miracoli di Serapide erano nuovi per la maggiore spettacolarità rispetto a quelli degli dei tradizionali greci ed ebbero rapida diffusione perla ricerca, da parte della popolazione, di irrazionali fiduce soteriologiche. A Delo esisteva addirittura un funzionario religioso, l’aretalogo, con l’incarico di registrare i miracoli di Serapide e di Iside; durante l’età imperiale fiorono le aretalogie, scritti che celebravano lodi e miracoli delle due divinità.

Serapide

Per approfondire

AA. VV., Dizionario della civiltà classica, BUR, Milano 1994.

L. Ciancio, Le colonne del tempo. Il tempio di Serapide a Pozzuoli, Firenze 2009.

2 Commenti su Serapide

  1. sicura di avere discendenze egiziane,mi piacerebbe approfondire le mie origini

  2. è corretta l’interpretazione data circa le origini del culto di Serapide.

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