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Serbia, Cari?in Grad. Città romana

Cari?in Grad, la città di Giustiniano

La città balcanica di Cari?in Grad, nel distretto di Nis, in Serbia, fu costruita ex novo da Giustiniano attorno al 530, come sede della prefettura dell’Illirico, sul sito del villaggio natale dello stesso imperatore.

La città è posta su un’altura e si presenta di forma allungata e piuttosto piccola; tre, in particolare, sono i nuclei che compongono l’area archeologica, ognuno avente un proprio sistema difensivo consistente in una cerchia muraria: l’acropoli, sulla sommità dell’altura; ad est e sud dell’acropoli si sviluppa la città alta, mentre al piano meridionale è ravvisabile la città bassa.

L’acropoli ospita gli edifici del potere religioso e amministrativo: la basilica episcopale, a tre navate con abside poligonale esternamente; il battistero di forma tetra conca, e il consignatorium vescovile. La parte settentrionale dell’acropoli ospitava probabilmente il palazzo episcopale.

La città bassa era attraversata da un cardo colonnato, mentre un decumano più corto lo tagliava perpendicolarmente. Nel punto di intersezione sorgeva una piazza circolare, che costituiva il centro commerciale della città, anche se la presenza di frammenti di una statua bronzea, raffigurante forse lo stesso Giustiniano, lascia presupporre l’idea che quell’area rispondeva perlopiù all’idea di un foro celebrativo. Quattro chiese sono rinvenute sul lato est del cardo e una sul lato ovest.

Il lato orientale della cinta muraria dell’acropoli ospitava una porta fiancheggiata da due torri, che riprendeva il tradizionale tema dell’ingresso monumentale; la città alta era dotata anch’essa di una porta difesa da due torri, che permetteva l’accesso al grande cardo.

Cari?in Grad prevedeva una popolazione prevalentemente rurale, e l’unico edificio pubblico è il complesso termale, alimentato da un’ acquedotto che correva per 20 km.

In virtù del suo ruolo amministrativo (fu nominata sede dell’arcivescovo dell’Illiria) la città fu estranea al contesto economico dell’Illirico, e nel VI secolo, con l’avanzare degli slavi lungo la frontiera del Danubio, si avviò verso una rapida decadenza, culminata nel VII secolo con un devastante incendio.

Bibliografia

  • Enrico Zanini, Introduzione all’archeologia bizantina, Carocci;
  • Cyril Mango, Architettura Bizantina, Electa

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