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Siberia, Altai. Scoperto il cane addomesticato più antico

Siberia. Scoperto il cane addomesticato più antico

Il ritrovamento del cranio di un cane risalente a circa 33.000 anni fa, avvenuto in una caverna situata nelle montagne dell’Altai, in Siberia, è la chiara e più antica evidenza di un’antica pratica di addomesticamento degli animali da parte dell’uomo, in questo caso dei cani.

Insieme a quelli ritrovati in precedenza in una caverna in Belgio, questi resti indicano chiaramente che l’addomesticamento dei cani è stata una pratica avviatasi autonomamente in diverse zone geografiche e che ha avuto luogo non nello stesso momento storico, ma in diverse fasi. Questo vuol dire che i migliori amici degli uomini possono avere origini da antenati diversi, contrariamente a quello che invece sostengono le verifiche del DNA fatte sino a oggi.

Secondo quanto affermato da un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona, entrambi i cani, ossia quello siberiano e quello belga, sono stati identificati come specie addomesticate in base alle loro caratteristiche morfologiche. Questa affermazione si basa sul fatto che i lupi hanno il muso lungo e sottile, con i denti non ravvicinati, mentre il processo di addomesticazione ha portato (con il passare del tempo) all’accorciamento del muso, all’ampliamento della mandibola e all’avvicinamento dei denti.

Tra l’altro, il cranio ritrovato nelle montagne della Siberia è straordinariamente ben conservato, cosa che ha permesso agli archeologi di poter effettuare delle misurazioni molto accurate e da diverse angolazioni del cranio, dei denti e della mandibola.

I ricercatori, che hanno utilizzato l’acceleratore dell’Università dell’Arizona per poter arrivare a una datazione precisa del cranio ritrovato in Siberia, hanno anche aggiunto che ci sono prove sufficienti del fatto che si tratti di un animale domestico, anche se la cosa più curiosa è che non sembra essere un possibile antenato dei cani contemporanei.

I resti di questo animale sono stati ubicati, cronologicamente parlando, poco prima dell’ultima glaciazione, ossia quindi tra 26.000 e 19.000 anni fa, quando le distese di ghiaccio avevano raggiunto la loro massima estensione e avevano modificato in modo estremamente drammatico la vita degli esseri umani e degli animali. E sembra che né il lignaggio del cane belga né quello del cane siberiano siano riusciti a sopravvivere a un’era tanto spietata dal punto di vista della qualità della vita.

Senza dubbio, i due crani indicano chiaramente che l’addomesticamento dei cani da parte degli esseri umani è una pratica che si è verificata in diverse occasione nel corso della storia, e in diverse località geografiche: questa affermazione potrebbe voler dire che i cani del giorno d’oggi potrebbero avere diversi avi diversi invece che un unico antenato comune come si ipotizza da più parti.

Secondo i ricercatori, il fatto più interessante è che solitamente, ed erroneamente, si tende a pensare che l’addomesticamento nei tempi antichi sia stato circoscritto ad animali che, come mucche, pecore e capre, avessero qualche utilità come fonti di cibo o di pelliccia da utilizzare per gli indumenti. I cani, invece, sono stati addomesticati non perché fossero in grado di diventare fornitori di un qualche tipo di “prodotto”, ma come animali da compagnia, di aiuto nella caccia e, non per ultimo, per la maggiore protezione indivuduale in un periodo in cui la vita certo non doveva essere facile. E sono stati addomesticati prima di qualsiasi altro animale simile.

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