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Silio Italico

Battaglia di Zama. Incisione di Cort Cornelis del 1967 sulla base di un disegno di Raffaello

Silio Italico nasce probabilmente in Campania attorno al 26 d.C. e muore a Napoli nel 101 d.C.; è un brillante avvocato, politico e letterato alla corte di Domiziano.

Vita di Silio Italico

Le notizie relative alla vita di Silio Italico sono poco numerose e derivano esclusivamente da una lettera di Plinio il Giovane (Epistulae III, 7), alcuni epigrammi di Marziale (Epigrammaton libri VII, 63; XI, 48, 50) e un’iscrizione di Afrodisia, in Asia Minore, provincia che Silio aveva governato in qualità di proconsole.

Sappiamo che nasce probabilmente in Campania, in un anno attorno al 26 d.C., che svolge con successo l’attività di avvocato e di uomo politico e che nel 68 d.C. diventa console, forse anche grazie al fatto di essere stato delatore presso Nerone.

Dopo un decennio di attività politica, nel 77 d.C. si ritira a vita privata; da questo momento in poi, si dedica esclusivamente all’attività letteraria e alle sue collezioni di libri e opere d’arte. A questo periodo risale una maniacale dedizione per Virgilio, di cui restaura il sepolcro (al quale suole recarsi come fosse un luogo sacro) e di cui celebra solennemente l’anniversario della nascita, finché nel 101, colpito da una malattia incurabile, si lascia morire di inedia in una sua villa di Napoli.

Opere di Silio Italico

I Punica, composti probabilmente a partire dall’88 d.C., con i loro diciassette libri costituiscono il più lungo poema epico della letteratura latina che sia a noi pervenuto. La sua struttura lascia pensare che il piano originale contemplasse diciotto libri, sul modello di Ennio, o forse, addirittura, ventiquattro, come nei poemi di Omero; confermerebbe questa ipotesi il contrasto tra la frettolosità dell’ultima parte e l’estrema accuratezza dei primi libri, indice della volontà da parte dell’autore di portare a compimento la sua opera prima del sopraggiungere della morte.

Il poema tratta meticolosamente di tutti gli avvenimenti della prima guerra punica (219-202 a.C.). Per i fatti storici narrati, Silio si avvale abbastanza liberamente – sono presenti nell’opera evidenti omissioni e falsificazioni – delle principali fonti storiografiche, quali la terza decade di Tito Livio (libri XXI-XXX) e le Storie di Polibio, mentre per gli aneddoti si richiama agli annalisti minori e alle compilazioni di carattere erudito e antiquario.

Il modello letterario a cui si rifà maggiormente è, invece, l’Eneide: in conseguenza della sua adorazione per Virgilio, Silio inserisce numerosi episodi ripresi dal suo poema, quali il dialogo fra Venere e Giove e la discesa agli Inferi di Scipione (parallela alla catabasi di Enea) oppure crea un seguito alle storie di alcuni personaggi virgiliani, come, ad, esempio, Anna.

Notevole anche l’influenza di Lucano. Ad esso, Silio Italico si rifà attraverso la scelta di collocare come episodio centrale del suo poema una battaglia; se per Lucano, però, la battaglia di Farsàlo rappresenta il crollo di Roma e di tutti i suoi valori avìti, per Silio la sconfitta di Canne è l’occasione che viene offerta ai Romani per rinnovare la loro virtus e riscattarsi nei confronti del nemico. Non mancano echi da Ennio, Nevio e Omero.

I personaggi principali sono Annibale, connotato da un’improba virtus (I, 58), un valore malvagio che lo spinge continuamente a compiere azioni coraggiose ed eroiche, ma nefande e perverse, come il Cesare lucaneo, e Scipione, valoroso comandante dotato di energie smisurate, ma sempre indirizzate verso il bene, all’insegna della fides e pietas, i due valori romani per eccellenza, come l’Enea virgiliano.

Lo stile di Silio Italico è estremamente accurato, ma privo di brio e originalità: spesso, egli sopperisce alla povertà della sua ispirazione con una tecnica abile e dotta e con l’inserzione di episodi eruditi, specie di carattere geografico ed etnografico.

Bibliografia

  • G. Brugnoli, Seneca tragico e Silio Italico, Galatina: Congedo 1989.
  • F. G. Casale, Silio Italico, Mercato S. Severino 1984.
  • L. Castagna – G. Biffino Galimberti – C. Riboldi, Studi su Silio Italico, Milano 2011.
  • L. Cotta Ramosino, Il supplizio della croce in SIlio Italico: Pun. I, 169-181 e VI, 539-544, Milano 1999.
  • T. De Luca, L’oltretomba nelle puniche di Silio Italico, Fano 1937.
  • G. Laudizi, Silio Italico. Il passato tra mito e restaurazione etica, Galatina (Lecce) 1989.
  • C. Santini, La cognizione del passato in Silio Italico, Roma 1983.
  • Id., La lingua di Silio Italico: sette parametri di analisi, Milano 2008.
  • Silio Italico, Le guerre puniche, traduz. di M. A. Vinchesi, Milano 2000.
  • M. A. Vinchesi, L’episodio del serpente libico nel VI libro dei Punica di Silio Italico e il gusto del sensazionale, Milano 2008.
  • P. Venini, La visione dell’Italia nel catalogo do Silio Italico (Pun. 8, 356-616), Milano 1978.

Foto

  • Battaglia di Zama. Incisione di Cort Cornelis del 1967 sulla base di un disegno di Raffaello

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