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S’Irighinzu (Or). Archeosperimentare in Sardegna

Si è tenuta il 30 maggio 2010 la seconda edizione dell’iniziativa “Archeosperimentare in Sardegna”, un incontro internazionale dedicato alle tecnologie primitive e all’archeologia sperimentale e svoltosi in località S’Irighinzu, sul Lago Omodeo (Oristano). L’organizzazione dell’evento è stata curata dal Paleoworking Arduali, la sede sarda dell’Associazione Paleoworking, rete composta da ventidue delegazioni sparse sul territorio italiano, che si propone di divulgare e ricercare attraverso la sperimentazione archeologica.

L’edizione 2010, grazie alla produttiva collaborazione dell’Ente Foresta della Sardegna che ha allestito la Mostra sul Monte Arci, ha affrontato l’argomento “Natura e ambiente”. Durante l’incontro, è stata riservata particolare attenzione ai laboratori dell’ossidiana, diretti da V. Brizzi, professore dell’Università di Ferrara, e basati sugli studi sperimentali svolti su alcune punte di freccia scoperte sul Monte S. Vittoria di Neoneli. Quella proposta da P. Leoni di Pistoia non è stata una semplice esibizione di tiro con l’arco, ma un test dell’entità della forza di penetrazione dei proiettili primitivi ricostruiti con lo scopo di comprendere la loro efficacia nella caccia preistorica. Invece, il dottor Marrero, il professor Camara Serrano e la dottoressa Spanedda dell’Università di Granada hanno illustrato le indagini riguardanti l’accensione del fuoco relative all’insediamento preistorico di Los Castillejos in Las Penas de los Gitanos (Granada). Lo sviluppo di queste tecnologie è stato oggetto del laboratorio curato da G. Porcu e dedicato alla fabbricazione di acciarini. L’erborista R. Bangoni ha mostato le tecniche di produzione dell’olio di lentisco. Il metodo multidisciplinare ha consentito di ottenere preziosi dati nelle discipline dell’archeologia e della botanica.

La grande ricchezza di domus de janas diffuse sul territorio del Barigadu, esposta dalla straordinaria mostra fotografica “Pietre dal passato” di A. Lombardi e M. Puddu, ha suggerito lo studio delle caratteristiche petrografiche e geologiche delle rocce che le ospitano, allo scopo di trovare una possibile interpretazione delle dinamiche di escavazione attraverso l’uso di soli utensili in pietra. La sperimentazione è stata affidata agli scultori G. Viglino e R. Fadda, guidati dall’archeologa A. Depalmas.

La manifestazione ha entusiasmato anche i bambini che, grazie alla sapiente guida degli archeotecnici, hanno potuto partecipare a tutte le attività, come quelle finalizzate alla realizzazione – attraverso la lavorazione di ossa, legno e pelli – di accurate riproduzioni miniaturistiche delle maschere tradizionali del Barigadu.

2 Commenti su S’Irighinzu (Or). Archeosperimentare in Sardegna

  1. Confermo anch’io il valore di questa iniziativa, alla quale ho partecipato. A tale proposito, vorrei sottolineare l’impegno riuscito nel saper combinare, con le dovute proporzioni, capacità comunicative e rigore scientifico, nonchè l’ospitalità e la competenza degli organizzatori (non menzionati nell’articolo), la dott. Cinzia Loi e il dr. Simone Vero.
    Spettacolarizzare l’archeologia è un compito molto difficile e “pericoloso”. Speriamo che alla seconda edizione di quest’anno seguano altre iniziative!

    Romeo Carli

  2. Bellissima iniziativa. Coniuga il rigore scientifico con la divulgazione, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. In un momento di crisi della cultura, un esempio da elogiare ed a cui augurare la migliore fortuna.

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