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Sorrento: la città antica

Sorrento: la città antica

La città antica di Sorrento (Na)

Il toponimo di Sorrento è direttamente collegato al mito delle Sirene che, in queste zone, ammaliavano con il loro canto i naviganti fino a fargli perdere la rotta. Non fu così per Ulisse che, secondo Omero, si fece legare all’albero maestro della sua nave per resistere al melodioso canto delle creature metà donne e metà uccelli. Le origini storiche della città sono collegate comunque alla navigazione: si pensa, infatti, che i primi ad approdare lungo le sue coste siano stati i Fenici che costruirono un primo centro abitato su un costone di tufo protetto dal mare e da profondi burroni.

Alla dominazione fenicia seguì quella etrusca, osca, greca e infine romana. Il suo sviluppo economico si ha quando diventa municipium di Roma con l’iscrizione alla tribù Menenia e quando arrivano i maggiori esponenti dell’aristocrazia romana per godersi la pace e la bellezza dei luoghi. La città romana si sviluppa su quella greca mantenendone intatto l’impianto e la cinta muraria che fu rifatta più volte nel XVI secolo a seguito delle lotte tra Angioini e Aragonesi e a seguito dell’invasione turca.

Oggi attraverso una grata è possibile vedere l’antica porta greca che si trova sotto l’attuale porta di Parsano Nuova. Dell’antica cinta muraria greca sono anche visibili anche alcuni tratti in opera isodomica che cingevano l’antico impianto urbanistico di tipo ippodameo.

All’interno dell’impianto urbano le insulae erano pensate per accogliere spazi di verde che potessero offrire agli abitanti una fonte di luce naturale per le domus. Accanto alle abitazioni della gente comune, Sorrento ospitava importanti ville dalle strutture architettoniche grandiose come quelle dei palazzi imperiali. Un caso del genere è quello della villa di Agrippa Postumo,le cui strutture murarie insieme a capitelli sono stati inglobati in un albergo. Sorrento offre al visitatore moderno anche la testimonianza di come avveniva l’approvvigionamento idrico.

I Cisternoni di Spasiano, infatti, furono costruiti in età augustea per servire le case dei veterani di Augusto e raccoglievano l’acqua portata dall’acquedotto del Formiello. Queste grandi cisterne furono poi restaurate sotto Antonino Pio, come testimonia un’iscrizione su una fistula di piomba oggi conservata al Museo Correale insieme ad altri reperti d’età greca e romana. Spasiano erano i conti che, nel XVI secolo, possedevano gli orti dove si trovano i Cisternoni.

Il territorio sorrentino si estendeva fino a Punta Campanella, dove si trovava un importante santuario dedicato alla dea Atena, un Athenaion, costruito da Ulisse dopo essere scampato alle Sirene. Il santuario era raggiungibile attraverso la Via Minervia, il cui tratto è stato di recente messo in luce. L’Athenaion fu frequentato fino al II sec. a.C., più tardi, sui suoi resti, fu fatta costruire una villa che serviva all’imperatore Tiberio per alloggiarvi quando per il mare in tempesta non poteva arrivare a Capri.

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