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Spello. Topografia romana e principali strutture superstiti

Topografia antica di Spello

Topografia antica di Spello

L’abitato romano di Spello occupò sia l’altura alle falde del Monte Subasio, dove sorse il nucleo più antico, che rimase il centro amministrativo-religioso, sia la pianura sottostante, come denunciano i resti di murature e di mosaici rinvenuti in campagna.

La città aveva una forma triangolare, con le pendici est ed ovest molto scoscese e ai piedi del sito correva la via Flaminia in direzione di Perusia (Perugia), ma un collegamento diretto esisteva anche con il centro di Mevania (Bevagna).

L’estensione e la topografia dell’abitato sulla collina sono chiaramente indicati dalle mura, ancora esistenti per lunghi tratti, e dalle porte, che costituiscono uno degli esempi meglio conservati di cinte murarie di epoca romana.

Principali strutture superstiti della Spello romana

Nell’interno della città moderna restano alcuni tratti di muri a grossi blocchi, avanzi di opere sostruttive create per regolarizzare il terreno degradante della collina. Della primitiva urbanizzazione, sollecitata in gran parte dagli sconvolgimenti sociali causati dalla colonizzazione di Spoleto nel 241 a.C. e contemporanea ad altre città del territorio umbro, si ha documentazione attraverso alcune costruzioni a secco nell’area di S. Andrea.

Di poco più tardo è il terrazzamento del Foro, in blocchi squadrati di calcare, e la fondazione di un edificio presso S. Rufino, di cui si è conservato solo il primo filare dei blocchi d’alzato. Saggi di scavo hanno messo in luce nell’area meridionale esterna del foro resti di una domus della fine del I sec. a.C. e dalla stessa zona proviene anche un’iscrizione con dedica ad Apollo.

In questa fase della progettazione si realizza una viabilità interna alle mura, attuata talvolta anche attraverso le c.d. viae tectae, ovvero coperte, per raccordare tra loro le porte: un esempio è presente e documentato nel tratto compreso tra la porta Urbica e porta Venere.

Al rifornimento idrico della città e del territorio provedeva la sorgente di Fontecanale che partendo da Collepino, in località S. Silvestro, raggiungeva la città a Porta Montanara e, proseguendo verso l’odierna via Giulia e la via Garibaldi, fino alla Porta Consolare e alla porta Venere, raggiungeva l’anfiteatro.

Cunicoli per il deflusso delle acque dopo il loro utilizzo, sono stati rinvenuti presso il foro in località S. Andrea e lungo le mura, mentre alcune cisterne servivano la parte alta del centro, sotto il colle dei Cappuccini.

A seguito dei lavori iniziati per la realizzazione di un parcheggio nel 2005, sono tornati alla luce resti di una villa di notevole estensione in località Sant’Anna, nell’immediato suburbio della città romana, a poche decine di metri dalla Porta Consolare ed appena fuori dal circuito delle mura di età augustea.

Doveva trattarsi, con grande probabilità, di una villa suburbana, posta nelle immediate vicinanze del più importante asse viario cittadino (corrispondente alle odierne via Torre di Belvedere, via Garibaldi, via Cavour), che costituiva il tratto urbano del diverticolo della via Flaminia, in una zona ricca di segnalazioni archeologiche che attestano una importante occupazione abitativa.

Solo una piccola parte dell’originario complesso è stata indagata, ma gli ambienti hanno restituito interessanti resti pavimentali, attraverso i quali è stato possibile documentare le fasi di vita dell’edificio.

In uno degli ambienti scoperti il mosaico bianco e nero mostra, oltre i motivi geometrici, anche quattro figure angolari riconosciute come le personificazioni delle Stagioni.

Sulla base di confronti con simili resti musivi è stata proposta una datazione tarda, tra metà del III ed il IV sec. d.C., periodo di grande rinnovamento politico ed economico per l’antica Spello.

Alla prima metà del IV sec. d.C. fa, inoltre, riferimento anche una moneta, proveniente da alcuni sondaggi effettuati nell’area.

La città aveva anche un teatro ed un anfiteatro, entrambi fuori dalla cinta muraria e prosumibilmente parte integrante di un più articolato complesso dalla valenza religiosa (santuario di Villa Fidelia).

Da sottolineare le dimensioni del teatro, che con i suoi 106 m di diametro, è il più grande dell’Umbria.

Nel palazzo del Comune si conservano frammenti lavorati ed iscrizioni, compresa quella del rescritto costantiniano, rinvenuti nel territorio, mentre tre statue panneggiate sono collocate sin dal 1700 sopra l’arco della Porta Consolare.

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