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Spina etrusca

Spina città etrusca
Cartina dell’area costiera di Spina nel V secolo a.C.

Spina città etrusca

L’antico emporio etrusco di Spina è stato grande protagonista di rinvenimenti di eccezionale valore storico. Il centro si trovava a 16 km dall’antica linea di costa in epoca etrusca ed era già noto presso gli autori classici come Strabone (Geogr., V, 1, 7) e Plinio il Vecchio (Nat. Hist., III, 16), anche se non più popolato. Dionigi d’Alicarnasso (Storie, I, 18) riferisce della sua fondazione a opera di genti pelasgiche ma la documentazione archeologica non risale oltre il VI secolo a.C.

L’area delle Valli di Comacchio era attraversata da una rete di canali navigabili, opera degli ingegneri etruschi, che permettevano una strepitosa comunicazione tra i centri dell’entroterra e il mare. I commerci tra genti etrusche, greche e venetiche erano fiorenti.

Gli scavi archeologici condotti, a partire dagli anni ’20 del XX secolo, hanno portato alla luce circa 3000 tombe sparse in due necropoli a rituale misto (cremazione e inumazione), e una porzione dell’abitato, organizzato su palafitte lignee di cui sono state trovate le fondamenta.

La fondazione della città risale alla fine del VI secolo a.C., periodo dell’espansionismo etrusco nella pianura Padana e della fondazione della capitale Felsina (Bologna) e di centri come Marzabotto (forse Misa), Mantua (Mantova), Arimna (Rimini), Mutina (Modena), Parma, Piacenza, Melpum (non ancora identificato con certezza), Acerrae (forse l’odierna Pizzighettone) e l’insediamento del Forcello di Bagnolo San Vito (Mn). Una vivace presenza della cultura etrusca, almeno a livello commerciale, è registrata soprattutto nell’emporio greco di Hadria ma anche lungo la valle dell’Adige e l’arco alpino.

L’impostazione dell’assetto urbano era regolare, disegnata secondo incroci ortogonali delimitati da cippi stradali.

L’influenza commerciale marittima di Spina raggiunse il mondo greco come testimoniato dal thesauròs (donario) delfico di cui parla Strabone (IX, 3, 8) e dalla presenza di capolavori dei ceramisti attici di V secolo a.C. nelle tombe delle necropoli spinetiche.

Cratere a volute in ceramica greca a figure rosse da Spina
Cratere a volute in ceramica greca a figure rosse da Spina

La fama del porto etrusco offuscò quello della greca Adria ma la retrocessione della linea di costa, causata dall’espansione del delta del Po, causò dagli inizi del IV secolo a.C. il lento declino di questo emporio. Alla problematica ambientale si aggiunsero le ondate di migrazioni celtiche nel IV secolo a.C.

I mercanti etruschi commerciarono più a nord, ad Adria, e più a sud, a Ravenna.

Bibliografia

  • CRISTOFANI M. 1981, Etruschi: cultura e società. Novara. (voce “Spina”).
  • PALLOTTINO M. 1984, Etruscologia. Milano
  • GIULIANO A, BUZZI G. 2002, Etruschi. Milano, pp. 115-118.

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