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Sudafrica. Scoperti frammenti di uova di struzzo dell’Età della Pietra incisi e decorati

 

E’ davvero strano pensare alle modalità di comunicazione umana utilizzate prima dell’ incessante evoluzione della tastiera, ed è ancora più strano pensare che le persone un tempo usassero graffiare gusci di uova. Alcuni ricercatori sostengono infatti di aver scoperto alcuni frammenti di uova di struzzo incisi con disegni geometrici, dimostrando in questo modo l’esistenza di un sistema di comunicazione simbolico, tra i cacciatori-raccoglitori africani, risalente a circa 60.000 anni fa.

L’ insolito ritrovamento consiste in circa 270 frammenti di gusci; la maggior parte è il frutto degli scavi svoltisi durante gli ultimi anni a Diepkloof Rock Shelter in Sudafrica. Secondo il team di studiosi, guidato dall’ archeologo Pierre-Jean Texier dell’Università di Bordeaux 1 di Talence (Francia), è possibile individuare tra essi due modelli standard. Secondo una prima datazione i reperti sembrano risalire a un periodo che oscilla tra 65.000 e 55.000 anni fa, così come emerge da alcuni documenti presenti in una relazione pubblicata a marzo 2010, nel Proceedings of the National Academy of Sciences.

I ricercatori erano già consapevoli del fatto che la cultura “Howiesons Poort”, quella cui appartengono gli individui che hanno inciso i gusci, fosse impegnata in altre pratiche simboliche, come ad esempio l’ incisione di disegni su alcuni pezzi di pigmento. Queste pratiche sono considerate cruciali per il progresso dell’ evoluzione del comportamento umano. Texier afferma che i ritrovamenti di Diepkloof rappresentano il primo campione archeologico abbastanza grande, in termini numerici, con cui si può dimostrare come gli individui vissuti durante l’Età della Pietra si impegnassero nel tentativo di trasmettere le loro tradizioni attraverso delle incisioni.

Le evidenze di alcuni fori, intenzionalmente prodotti in diversi gusci trovati a Diepkloof, indicano che le popolazioni antiche avevano creato quelle che possono essere definite delle vere e proprie “borracce”. Questa pratica è stata riscontrata dai ricercatori, tra i cacciatori-raccoglitori dell’ Africa del Sud.

Texier afferma che le incisioni identificate sui gusci indicano l’appartenenza a un particolare gruppo o comunità, in base alle caratteristiche grafiche che racchiudono. “Le incisioni di Diepkloof erano chiaramente create per essere mostrate, ed erano riconosciute come mezzo di comunicazione da un grande numero di persone all’interno della comunità, probabilmente anche da altre comunità correlate ad essa,” commenta l’archeologo Francesco d’Errico, dell’ Università di Bordeaux, esperto della materia che però non è stato coinvolto nel nuovo studio.

D’ Errico ha partecipato alla recente scoperta di 13 pezzi di pigmenti incisi risalenti a un periodo che oscilla tra 75.000 e 100.000 anni fa, ritrovati nella grotta di Blombos, sempre in Sudafrica. Queste scoperte, che comprendono conchiglie marine forate e altri ornamenti personali, già precedentemente trovati in Africa e in Medio Oriente, dimostrano come degli accessori con un significato simbolico venissero creati oltre 60.000 anni fa, sia dall’uomo moderno che da quello di Neandertal.

Secondo l’archeologo Curtis Marean, dell’ Università dell’Arizona, risulta essere ancora più emozionante la presenza sui gusci sudafricani di alcuni beccucci per bere. Questi “contenitori d’acqua”, diedero infatti all’ antico popolo infatti il via a un nuovo modo di viaggiare attraverso le regioni aride. “La capacità di trasportare e conservare l’acqua è un vero e proprio passo in avanti epocale nel progresso tecnologico, e abbiamo qui delle prove reali che dimostrano la pratica di ciò nell’Età della Pietra”, dice Marean.

“I frammenti di gusci provenienti dai sedimenti più antichi di Diepkloof mostrano un motivo a banda tratteggiata. Queste incisioni sono costituite da due linee parallele e lunghe, intersecate da un numero variabile di righe brevi. Alcuni esemplari contengono una banda tratteggiata, mentre altri ne mostrano due o tre. Gli incisori prediligono quasi sempre l’ utilizzo delle linee parallele prima e il successivo inserimento di linee intersecanti a spazi regolari”, ha spiegato Texier.

“Alcuni gusci provenienti da strati di terreno più giovane a Diepkloof contengono invece degli esemplari costituiti da linee parallele profondamente incise, che talvolta convergono o si intersecano. Uno di questi gusci presenta un particolare modello con delle linee orizzontali leggermente curvate che attraversano una linea verticale centrale”. – prosegue Texier – “Tra i vari siti della Howiesons Poort che hanno portato alla luce dei gusci di struzzo, solo quello di Diepkloof mostra le prove di una tradizione di incisioni stilistiche”.

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