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Sudan, Karima – riesce a partire la missione archeologica italiana rivolta all’ esplorazione di Napata

L’Università di Torino e l’Accademia Kronos Viterbo avevano stipulato un accordo e sovvenzionato i lavori di scavo presso l’area archeologica di Gebel Barkel, nella parte settentrionale del Sudan, nell’odierna città di Karima, che si trova a quattrocento chilometri dalla capitale in linea d’aria. Pareva andare tutto per il verso giusto quando una settimana prima della partenza ecco le cattive notizie: le autorità della città di Khartoum si rifiutano di concedere i visti d’entrata. 

Cos’è successo? Perché le autorità hanno cambiato idea? La ragione fu subito chiara ed era addossata alla solita furberia italiana. L’anno scorso una ONG italiana era riuscita a trovare i finanziamenti per l’attivazione di una o due strutture ospedaliere nell’area del Darfur, ma la somma non giunse mai e gli ospedali non partirono. Ecco spiegata la rabbia delle autorità sudanesi nei confronti di tutti gli italiani.

Per questa ragione erano in gioco tutta l’attività preparatoria, le attese e l’impegno di Accademia Kronos. Così, è stata necessaria l’attivazione di conoscenze a Parigi, Khartoum e alla Farnesina da parte dei dirigenti della società, che con uno sforzo eroico sono riusciti, a soli tre giorni dalla data di partenza, a sbloccare la situazione a far arrivare i visti. Alla fine, l’equipe di studiosi è riuscita a partire dall’aeroporto romano di Fiumicino l’8 febbraio.

L’obiettivo di questa missione archeologica è quello di perfezionare la planimetria della città di Napata, grane centro nel mezzo di un impero che nell’ottavo secolo avanti Cristo si estendeva dall’Egitto a Menfi, realizzando a sua volta nelle vicinanze alcuni cimiteri monumentali, contraddistinti dalla ripresa della forma piramidale per i sepolcri regali. Quella dei Meroti è una civiltà poco nota sviluppatasi tremilacinquecento anni prima di Cristo e adombrata da quella dei faraoni. L’obiettivo della missione è proprio quello di conoscerla meglio. Le scoperte saranno, in seguito, rese note nel corso di alcune conferenze, la prima delle quali si terrò a Viterbo il prossimo novembre.

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