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Sulci: necropoli fenicia

La necropoli fenicia di Sulci (Fig. 1 n. 10) è stata identificata nell’area a sud-est dell’abitato arcaico, ma purtroppo, per gran parte, è stata obliterata dalle costruzioni della città moderna. Il rito funerario attestato per questa fase più antica è l’incinerazione: il defunto veniva bruciato e, nei casi in cui tale rito non avveniva nella stessa fossa di sepoltura, allora veniva deposto successivamente in fosse, chiuse generalmente da lastre di pietra, che contenevano anche il corredo.

I lembi della necropoli individuati sono emersi durante i lavori di risistemazione della rete stradale e di alcune abitazioni della città moderna e sono riferibili a un periodo compreso tra l’VIII e il VI secolo a.C. Le sepolture sono delle tombe a fossa in cui sono stati rinvenuti frammenti di ossa incinerate e alcuni oggetti appartenenti al corredo. Inoltre, è stata individuata anche una sepoltura in Via Perret (Fig. 2), strada che si stacca dalla piazza dove è ubicata la fonte romana e che, proseguendo verso est, giunge fino al mare. Da questa tomba proviene una brocca con orlo a fungo rinvenuta in situ, che non presenta tracce di decorazione e che, sulla base dello studio tipologico, è stata datata alla fine del terzo quarto del VII secolo a.C. Alla stessa sepoltura è stata attribuita anche una brocca con orlo bilobato, rinvenuta durante i lavori alla rete ferroviaria, che presenta una decorazione realizzata per immersione in una vernice rossa e che, sulla base della tipologia, è stata datata al primo quarto del VI secolo a.C (Fig. 3, 4).(1)

Le tombe a fossa ospitavano la sepoltura di un solo individuo, i cui resti erano contenuti in un recipiente di terracotta o in un sudario, con il quale sono stati rinvenuti alcuni elementi appartenenti al corredo originario tra cui gioielli, armi e vasi.

Però, con l’occupazione cartaginese della Sardegna, il rito funerario viene a mutare e così si abbandona l’incinerazione per l’inumazione. Questo mutamento si evince chiaramente dalla necropoli ipogeica del periodo punico che ha provocato l’abbandono dell’area cimiteriale fenicia, della quale purtroppo abbiamo pochissime notizie proprio a causa dell’obliterazione moderna.

Note

  1. La presenza di due aree a occupazione funeraria non è una novità nel periodo arcaico, dato che una situazione simile è attestata anche nel sito di Tharros (dove sono presenti la necropoli meridionale e quella settentrionale).

Immagini

Sulci: necropoli fenicia
Fig. 1. Pianta generale del sito di Sulci (in Bartoloni 1989, p. 25 fig. B).

Sulci: necropoli fenicia
Fig. 2. Ubicazione della necropoli fenicia e della tomba in Via Perret (in Bartoloni 2004, p. 88 fig.1).

Sulci: necropoli fenicia
Fig. 3. Brocca con orlo a fungo proveniente dalla tomba in Via Perret (in Bartoloni 2004, p. 89 fig.3).

Sulci: necropoli fenicia
Fig. 4. Brocca con orlo bilobato proveniente dalla tomba in Via Perret (in Bartoloni 2004, p. 90 fig.4).

Riferimenti Bibliografici

  • Acquaro E., 1988, Gli insediamenti Fenici e Punici in Italia, Roma.
  • Bartoloni P., 1989, Sulcis, Roma.
  • Bartoloni P., 2004, Nuove testimonianze dalla necropoli fenicia di Sulky, in Rivista di Studi Fenici Vol. XXXII, 1, Roma, pp. 87-91.

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