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Sumhuram: la città

Sumhuram
Vista della città da nord

Sumhuram: la città

La città di Sumhuram è posta su una collina appiattita che raggiunge i 25 m sopra il livello del mare. L’intero sito copre una superficie di quasi un ettaro. Vedendo la città, ci si rende conto subito che ricopre un’area piuttosto ristretta rispetto alle città vicino-orientali ed alle grandi città dei regni sudarabici contemporanee.

Le campagne di scavo degli ultimi anni hanno messo in luce la struttura architettonica della città, la distribuzione funzionale degli spazi è divenuta così più chiara. E’ emerso che Sumhuram è suddivisa in quartieri con finalità ben precise: lo stoccaggio, il culto, l’artigianato e la vita domestica. E’ importante ricordare la presenza di un piccolo tempio extra muros a qualche centinaio di metri dalla città, rimasto in uso solo nella sua prima fase di vita.

Fortificazioni

Sumhuram

Le mura perimetrali hanno una forma che somiglia ad un pentagono allungato e variano le loro caratteristiche secondo la zona: a sud, dove la conformazione geologica del territorio fa si che le mura sorgano su un ripido pendio roccioso, già di per se difendibile, lo spessore è di 1,80 m. A nord, invece, la collina si affaccia sul pianoro interno che guarda verso le montagne da questa parte la città è certamente più vulnerabile, per questo le fortificazioni sono più imponenti raggiungendo uno spessore pari a 3,30 m. Inoltre, lungo i lati nord ed est si innalzano alte torri non direttamente collegate alle mura perimetrali.

La cinta muraria si è sorprendentemente conservata fino ad un’altezza di 4,50-5,00 m, ma verosimilmente si ergeva fino a 6-7 metri di altezza, almeno per quanto riguarda i fronti nord ed est.

Le mura sono costituite da blocchi litici di notevoli dimensioni, sgrossati e sagomati in modo diseguale. Le pietre usate per i bastioni ai lati della porta ed i rinforzi angolari di tutti i muri, invece, sono costituiti da blocchi di grandi dimensioni perfettamente sagomati. La muratura è “a sacco”, composta da due paramenti esterni di blocchi calcarei tenuti assieme da una malta di terra e un riempimento interno incoerente di pietre sbozzate, pietrisco e malta di terra.

Residui d’intonaco bianco negli strati di crollo delle mura fanno ipotizzare che esse fossero, almeno nella parte superiore, completamente rivestite di questo materiale. Il complesso della porta d’accesso alla città fuoriesce di circa 21 metri dalla linea delle mura, evidenziando così la sua imponenza e rendendolo perfettamente visibile anche da una grande distanza.

Porta urbica

L’ingresso alla città si colloca presso il lato nord della cinta muraria e si articola in un percorso piuttosto tortuoso ed in salita. Era inoltre controllato da un triplo sistema di chiusure verso l’esterno.

Lo sbarramento più esterno del complesso era formato da un imponente muro isolato che delimitava uno spazio aperto affiancato da due torri. E’ fra queste che si trovava la prima porta a cui si accedeva da una piattaforma rialzata preceduta da alcuni gradini in pietra. Superando una prima curva a gomito si doveva percorrere uno stretto ambiente allungato che conduceva ad una nuova curva a gomito seguita da pochi gradini e dalla seconda porta. Essa immetteva in un corridoio in forte pendenza ed a forma di L affiancato da due alti bastioni pertinenti la cinta muraria. L’ultima porta era posta subito dopo l’ennesima curva a gomito e permetteva finalmente l’ingresso alla città.

Poco dopo la porta mediana si apriva un passaggio, di dimensioni molto ridotte ed a forma di S, che permetteva di uscire all’esterno della cinta muraria. Lungo il percorso di accesso sono state rinvenute sei iscrizioni monumentali che ricordavano la fondazione della città. Ad oggi solo due di esse rimangono musealizzate in loco.

Sumhuram
Le iscrizioni in lingua sudarabica lungo il percorso di accesso alla città.

Sumhuram

Le indagini archeologiche hanno permesso di capire che questo complesso urbico non fu costruito in una sola occasione, ma fu il risultato di annessioni pertinenti più fasi costruttive.

Area residenziale

E’ la parte della città a cui si accede dal complesso della porta urbica, è composta da una vasta area residenziale e dall’imponente struttura del Monumental Building subito ad ovest.

Monumental Building (Edificio Monumentale)

A questa costruzione si accedeva tramite uno stretto e tortuoso passaggio che ha molte somiglianze col sistema di sbarramento della porta cittadina. I muri perimetrali hanno uno spessore che si avvicina ai 6,00 m e sono in parte addossati direttamente alla cinta muraria. Questi muri racchiudevano un unico ambiente di forma squadrata, con al centro un pozzo profondo 25 m realizzato con lastre di pietra perfettamente lavorate. Il pozzo scendendo diminuiva di dimensione terminando a contatto con la roccia vergine. Vicino al pozzo si trova una vasca calcarea collegata ad un canale di scorrimento delle acque.

Si può affermare che l’edificio racchiudesse la più grande riserva idrica della città e che per questo venne protetto mediante un imponente sistema difensivo. In passato, erano state fatte affermazioni sulla possibile interpretazione dell’edificio come un tempio o un palazzo, ma nessuna delle due ipotesi trova riscontri certi.

Edilizia privata

Il quartiere residenziale è collocato proprio davanti al Monumental Building ed è caratterizzato da costruzioni piuttosto omogenee fra loro. I muri esterni sono normalmente fatti in pietra sfruttando una muratura a secco, per quelli interni possiamo avere sia pietra che mattoni crudi mentre i pavimenti sono normalmente in terra battuta, molto rari sono i casi di pavimenti intonacati. Non sembra fosse presente un piano edilizio ben preciso visto che gli edifici sono addossati gli uni agli altri e gli ambienti sono giustapposti, così da sfruttare al massimo lo spazio disponibile. E’ molto probabile che le abitazioni fossero disposte su più piani, come sembra confermare la presenza di numerose scale in pietra all’interno degli edifici.

Si deduce che gli ambienti propriamente abitativi fossero collocati ai piani superiori, mentre il pianterreno doveva ospitare ambienti di servizio e laboratori artigianali. Tutto il quartiere è attraversato da un canale di scolo che, avviandosi verso l’esterno, seguiva il percorso della porta d’ingresso precedentemente descritto.

L’analisi stratigrafica e lo studio dei reperti ritrovati ha permesso agli archeologi d’individuare diverse fasi costruttive dell’area, segnalate spesso dal cambiamento della distribuzione nell’area di spazi aperti, quali piazze e strade.

Sumhuram
Ricostruzione ipotetica del quartiere residenziale.

Area di stoccaggio

Questo quartiere si estende nell’angolo sud-est della città, ed è composto da una serie di vani ed ambienti usati come magazzini per lo stoccaggio dei prodotti che venivano commerciati. Il quartiere è composto da una grande piazza rettangolare che, nella prima fase d’utilizzo, dava accesso a sette ambienti di forma rettangolare allungata, a quattro magazzini ed a una stanza bipartita posta nell’angolo est della città. Quest’ultima probabilmente era usata per le pratiche fiscali e di controllo.

In una fase successiva, gli ingressi che davano direttamente accesso alla piazza vennero tamponati e probabilmente posti direttamente sul tetto, così da avere un controllo ancora maggiore delle merci in entrata ed uscita. Venne anche aggiunto un nuovo ambiente rettangolare nell’area il cui spazio interno era diviso da cinque basi di pilastri che verosimilmente sostenevano la copertura.

Nel muro di cinta su uno dei lati corti della piazza si apre una porta di dimensioni ridotte (non raggiunge un metro di larghezza) che si affaccia direttamente all’esterno del circuito difensivo delle mura, questo era l’unico altro accesso alla città dall’esterno. Quest’apertura è stata denominata “porta a mare” e permetteva il collegamento diretto con la laguna formata dall’estuario del wadi Darbat, luogo dove probabilmente arrivavano le merci che poi venivano condotte nei magazzini della città. Uscendo verso l’esterno dalla “porta a mare”, tramite due gradini in pietra, si veniva
condotti al livello della roccia vergine di cui è composta la collina.

A nord della porta è stato portato in luce una specie di podio che probabilmente serviva come piedistallo per una stele.

Sumhuram
Vista dalla porta a mare

Area di culto interna

Il quartiere si colloca nell’angolo nord-ovest della. L’impianto originario è da collocare nella prima fase edilizia di Sumhuram. Al centro di questa zona si apriva una grande piazza, i cui lati erano circondati da edifici. Inoltre, una strada che correva a nord della piazza, dava accesso ad una scalinata monumentale che permetteva di raggiungere la sommità delle mura difensive e, verosimilmente, permetteva di accedere anche alla torre posta in angolo al muro di cinta. La scalinata era probabilmente provvista di un parapetto.

L’edificio di dimensioni monumentali che si trova addossato alle mura della città è stato identificato come un tempio intra muros (tempio dentro le mura). Le iscrizioni dedicatorie rinvenute all’interno della città, hanno rivelato che il tempio era dedicato al dio Sin.

L’ingresso al tempio avveniva dalla grande piazza antistante, una scala monumentale dava accesso ad un ambiente quadrato, costruito con blocchi di arenaria ben squadrati e con pietre calcaree di medie e grandi dimensioni. Da qui si accedeva, tramite un’apertura, ad un grande ambiente rettangolare, dove nell’angolo sud-ovest è stato rinvenuto un grande bacile di forma oblunga, utilizzato probabilmente per abluzioni rituali. Il vano più settentrionale divenne la cella del tempio. Lo spazio interno era suddiviso in tre navate da quattro pilastri lignei provvisti di basi in pietra ancora visibili. Un podio rettangolare venne realizzato lungo la parete nord-ovest ed al centro della stanza, di fronte al podio, venne collocato un incensiere a forma di pilastro. Nella navata orientale è stata messa in luce una tavola offertoria mentre in quella occidentale c’era probabilmente una scultura bronzea.

Sumhuram
Tempio intra muros nella prima fase costruttiva

Durante l’ultima fase di vita dell’edificio, il piano di calpestio sia interno al tempio che esterno venne innalzato. Venne aggiunto un nuovo pilastro sia alla navata centrale che a quella occidentale ed un nuovo podio in mattoni crudi venne inserito nell’angolo sud-ovest; si pensa dovesse alloggiare una scultura, forse un toro, rappresentazione animale della divinità venerata nel tempio. Nell’ambiente più meridionale, collegato all’edificio templare, sono stati messi in luce due bacili, uno circolare e l’altro rettangolare.

Sumhuram
Tempio intra muros nella seconda fase costruttiva

Area di culto esterna

A qualche centinaio di metri a nord-ovest della città, lungo la sponda del wadi Darbat, è stato messo in luce un piccolo edificio isolato.

L’edificio è stato definito come un tempio extra muros (tempio fuori dalle mura), e risale alla prima fase di vita della città, il III sec. a.C. L’edificio occupa un’area di circa 10×10 m ed è orientato verso NE-SW; la struttura è realizzata in blocchi calcarei ben squadrati. Il complesso venne costruito direttamente sulla roccia vergine affiorante che formava una terrazza dolcemente degradante verso lo wadi. E’ possibile che in passato, a differenza di oggi, l’acqua della laguna lambisse quasi la struttura.

L’ingresso alla struttura posto sul lato orientale, si trovava proprio di fronte alla città (caratteristica comune dei templi extra muros sudarabici), si conservano tre filari di pietre di varie dimensioni e verosimilmente era provvisto di portico. Un elemento caratteristico e non comune è la mancanza della scala d’accesso, elemento che invece caratterizza altre strutture templari, come il tempio intra muros della città. Un corridoio a forma di L occupava la parte centrale della struttura, e conduceva alla cella a cui si accedeva salendo un primo gradino, oltrepassando la soglia e scendendo un altro gradino.

La cella era di forma quadrata e completamente intonacata, all’interno una panca correva lungo i muri perimetrali. Altre due panche si trovavano nelle navate laterali al podio, posto in asse con la porta ed addossato alla parete settentrionale. Davanti al podio è stata portata in luce una base, pertinente ad un altare di forma quadrata.

Un piccolo ambiente, posto nella zona sud-ovest dell’edificio, era completamente intonacato ed accessibile dal corridoio. L’interpretazione è discussa, visto che simili impianti sono riconoscibili solo in alcuni vani presenti nei templi di Raybun, e si pensa fossero utilizzati come depositi di beni di valore.

Si può presumere che l’ambiente di forma rettangolare allungata presente a sud dell’edificio, realizzato in una fase successiva con grandi pietre di forma irregolare, verosimilmente avesse come scopo quello di fare da barriera agli straripamenti dello wadi. Questo tempio pare esser stato in funzione solo nel corso della fase più antica della città, per poi essere completamente abbandonato.

Sumhuram
Tempio extra muros

Bibliografia

Avanzini A.

  • 2002a – «The history of the Khor Rori area. New perspectives» in Khor Rori. Report 1, Arabia Antica 1, Pisa, pp. 13-27.
  • 2008 – A Port in Arabia between Rome and the Indian Ocean (3rd C. BC – 5th C. AD). Khor Rori. Report 2, «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER, Roma.

Sedov A.V.

  • 2005 – Temples of Ancient Hadramawt, Arabia Antica 3, Pisa.

Foto

Tutte le foto a colori sono realizzate da Silvia Lischi

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