Alessandria d’Egitto - articoli in archivio

  • Le lettere ai morti nell’antico Egitto

  • Le lettere ai morti Il forte legame degli antichi Egizi con la sfera funeraria e ultraterrena è un concetto noto a grandi linee anche ai profani. Ma dietro i maestosi monumenti tombali e le vestigia dei suggestivi rituali funerari, in che modo gli individui si rapportavano con la morte nel quotidiano? La scoperta di alcuni rari e interessanti testi, le lettere ai morti, ha aiutato a chiarire in parte la questione, aprendo una finestra sulle vicende di vita privata della gente comune. Il rapporto tra i vivi e i morti Nell’antico Egitto la morte non era considerata la definitiva conclusione

  • L’imbalsamazione nell’antico Egitto

  • L’imbalsamazione Oggetto di fascino e di attrazione nell’antichità, come in epoche più recenti, le mummie sono uno dei simboli dell’antica civiltà egizia e il prodotto di un’arte millenaria senza pari. Sin dai loro primi ritrovamenti, hanno suggestionato l’immaginario collettivo, offrendo la materia prima per adattamenti cinematografici, testi di narrativa e, ovviamente, studi scientifico-archeologici. Nell’antico Egitto, la mummia era una garanzia di sopravvivenza nell’aldilà: secondo le credenze religiose, l’anima (1) dipendeva dal corpo perché tramite esso poteva continuare a mantenere il contatto con il mondo dei vivi e, soprattutto, a usufruire delle offerte e del culto funerario, indispensabili per la sopravvivenza

  • Alessandria d’Egitto. Topografia della città antica

  • La città di Alessandria d’Egitto fu fondata da Alessandro il Grande, che ne scelse il sito, l’estensione, la distribuzione dei monumenti, l’indicazione dei tracciati viari e il loro orientamento in rapporto alla salubrità dell’aria. Il sovrano, infatti, come ci viene testimoniato da Vitruvio, voleva una città con porti sicuri e con una vocazione commerciale, marittima e fluviale. Strabone rileva come il sito di Alessandria corrisponda perfettamente a tali requisiti (Strab., Geogr., XVII, 1,7). Le fonti affermano che la prima scelta del re cadde sull’isola di Pharos, ipotesi poi abbandonata per l’esiguità delle sue dimensioni. Gli architetti che collaborarono alla realizzazione

  • Alessandria d’Egitto. Cesareo

  • Il Cesareo era un grande complesso monumentale, destinato al culto imperiale, che divenne, per la sua imponenza, uno dei monumenti simbolo della città di Alessandria. La sua costruzione fu ordinata da Cleopatra VII e inizialmente il complesso fu concepito come un altare al centro di un santuario destinato al culto di Marco Antonio. Tuttavia la sconfitta di entrambi nella battaglia di Azio (31 a.C.) e il loro suicidio impedirono di portare a termine l’opera. Ottaviano decise di cancellare ogni monumento che ricordasse il suo rivale e, dopo averlo completato, consacrò il Cesareo al culto imperiale. I lavori furono tanto importanti

  • Alessandria d’Egitto. Serapeo

  • Il Serapeo, ossia il santuario dedicato al dio greco-egizio Serapide, era uno degli edifici più importanti di Alessandria nel periodo tolemaico. Situato nel vecchio quartiere di Rhakotis, al limite occidentale della città, era composto da un tempio centrale, adorno di statue e colonne di marmo con portici che lo collegavano ad una biblioteca ed era circondato da altri edifici minori. Le fonti letterarie, in particolare Ammiano Marcellino, insistono sulla bellezza e sulla ricchezza delle opere d’arte ivi conservate. Il tempio conteneva la statua di Serapide, realizzata con metalli preziosi e legni pregiati; le pareti dell’edificio erano rivestite con lastre d’oro,

  • Serapide

  •   Serapide Serapide è una divinità greco-egiziana introdotta nella religione greca da Tolomeo I. Si tratta di un dio ctonio, dell’Oltretomba, della fertilità, del mare, ha il potere di guarire e di dare oracoli. Sul piano del culto ufficiale, fu assimilato a Ra-Helios nel culto egiziano e a Zeus in quello greco; il suo animale sacro era il toro. Il culto di Serapide ha un carattere impositivo, in quanto il dio stesso compariva in sogno a far erigere per sé una statua o un tempio. Il santuario più maestoso a lui dedicato si trovava ad Alessandria d’Egitto: qui gli fu