archeologia mesoamericana - articoli in archivio

  • Intervista all’archeologa Patrizia Di Cosimo

  • Nome e cognome: Patrizia Di Cosimo Qualifica: Direttrice ‘Progetto Takesi’, Università di Bologna Professione: Archeologa Recapito: patrizia.dicosimo@unibo.it D. Qual’è stato il suo percorso formativo? R. Sono Dottoressa in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna, con una tesi sull’arte rupestre dell’Arcipelago di Solentiname in Nicaragua. Ho seguito corsi di formazione presso il ‘Centro Camuno di Studi Preistorici’ della Valcamonica e partecipato ai campi di lavoro del ‘Centro Italiano Studi e Ricerche Precolombiane’ nel sito di Cahuachi della Cultura Nasca in Perù. Ho partecipato al corso di ‘Operatrice alla Cooperazione allo Sviluppo sul campo con competenze di Genere’, Associazione Orlando (Bologna). D.

  • Perù. Il nome originario di Machu Picchu sarebbe “Patallaqta”

  • Mari Carmen Martín Rubio, una storica spagnola il cui interesse è focalizzato sul Perù precolombiano, è convinta che il vero nome di Machu Picchu sia Patallaqta; la sua affermazione si basa sullo studio delle cronache di Juan de Betanzos, un documento del sedicesimo secolo che risultava perso per oltre quattro secoli e che fu riscoperto dalla storica nel 1987 in una biblioteca di Palma di Mallorca. Ecco qui di seguito il testo originale di una notizia che ha già fatto il giro del mondo. Si chiamava Patallaqta, nome composto dai vocaboli provenienti dalla lingua quechua “pata” (scala, gradino) e “llaqta”

  • Perù, Lambayeque. 1250 anni fa la città avrebbe avuto a capo una sacerdotessa

  • I resti di un’individuo di genere femminile ritrovati nella Huaca Chornancap, a Lambayeque, apparterrebbero a una sacerdotessa che avrebbe regnato circa 1250 anni fa in questa zona settentrionale del Perù. Gli archeologi che stavano scavando la zona, infatti, hanno riportato alla luce una maschera con orecchie alate realizzata in argento che serviva a coprire il vostro della presunta sacerdotessa, e hanno anche affermato in una dichiarazione all’Agenzia Andina che, se si trovasse conferma che i resti appartengono davvero a una persona di sesso femminile, questo potrebbe cambiare radicalmente l’interpretazione della civiltà di Lambayeque. Gli studiosi hanno anticipato che i prossimi

  • Messico. I maya usavano il tabacco già 1.300 anni fa

  • Un team di archeologi ha recentemente identificato dei resti di nicotina in un vaso nel corso degli esami di una serie di recipienti in terracotta risalenti alle fasi finali del periodo maya classico, ricavandone quella che può essere considerata la prima prova concreta del fatto che gli antichi maya erano soliti fare uso di tabacco. Le ricerche hanno rivelato che sul vaso sono incisi dei glifi maya e questa è la seconda volta in cui viene individuato un recipiente sul quale è presente un testo che fa preciso riferimento a quello che era contenuto al suo interno, o comunque all’uso

  • Bolivia. Missione archeologica italiana scopre insediamento precolombiano

  • La cittadella scoperta somiglia, in piccolo, a lal celebre Macchu Picchu (nella foto) A Inkata, nella provincia boliviana di La Paz, una spedizione archeologica italiana ha portato alla luce una cittadella precolombiana. La scoperta è stata effettuata nell’ambito del progetto “Valle del Takesi”, diretto da Patrizia Di Cosimo, ricercatrice e professoressa del Dipartimento di Storia e metodi per la conservazione dei Beni culturali dell’Università di Bologna, e finanziato dal Ministero degli Esteri italiano. L’iniziativa coinvolge studenti di antropologia e archeologia dell’Università di Bologna, dell’Universidad Mayor de San Andre’s di La Paz e della Unidad Nacional de Arqueología. Il progetto si

  • Georgia, USA. Scoperte le rovine di una città di fondazione Maya

  • Gli edifici della cittadella risalirebbero a 1.100 anni fa e potrebbe trattarsi di Yuhapa, cercata nel 1540 dall’esploratore Hernando de Soto. Ricostruzione del sito Un’équipe di archeologi statunitensi ha recentemente riportato alla luce le rovine di un’antica città maya rimasta celata tra le montagne dello stato della Georgia. La cittadella risale a circa 1.100 anni fa e si crede che i Maya l’abbiano costruita dopo essere fuggiti dalle guerre, dalle eruzioni vulcaniche e dalle carestie che stavano affliggendo, in quella epoca, il centroamerica. Pare che la città riportata alla luce sia proprio Yuhapa, la stessa che era stata cercata a

  • USA, Bassa California. Nuova scoperta proverebbe una migrazione umana lungo la costa

  • Nella regione del Cabo, nella Bassa California del sud, alcuni archeologi dell’Istituto Nazionale di Antropologia e di Storia (INAH-Conaculta) hanno individuato un sito con centinaia di rudimentali utensili realizzati dall’uomo in un periodo storico che va da 11.0000 a 8.000 anni fa. Il ritrovamento di questi reperti, che possono vantare una età media di 9.000 anni, rinforza l’ipotesi di una migrazione effettuata per via costiera da parte dei primi abitanti del continente americano. Il ritrovamento è stato effettuato in un luogo che gli archeologi hanno soprannominato El Coyote, che si aggiunge ad altri siti simili sparsi nella stessa zona e

  • Intervista a Yuri Leveratto: la missione sulla cordigliera di Paucartambo

  • Abbiamo intervistato per voi il ricercatore Yuri Leveratto, in particolare sulla missione nella cordigliera di Paucartambo a cui ha partecipato insieme al team guidato dallo statunitense Gregory Deyermenjan. Cosa narra il mito del Paititi andino? Il Paititi si può definire come un “insieme di leggende”, ma l’origine del mito viene dagli scritti di alcuni cronisti spagnoli del secolo XVI e XVII, in particolare Vaca de Castro, Sarmiento de Gamboa, Juan Alvarez Maldonado e Juan de Lizarazu. Essi narrarono di un regno ricchissimo e potente, situato nella selva bassa amazzonica presso il Rio Paititi, che forse corrispondeva al Rio Guaporé. Secondo la

  • Perù, Lambayeque. Scoperta la tomba di un misterioso personaggio pre-incaico

  • Continuano le scoperte archeologiche nella zona di Lambayeque, nel Perù settentrionale, grazie ai nuovi scavi partiti con l’arrivo dei fondi del Fondo Italo Peruviano, dell’Unidad Ejecutora 111 e del Fondo Contra Valor della Francia. Il sito che ora è al centro dell’attenzione è quello di Chornancap-Huaca Chotuna, dove Carlos Wester La Torre, direttore del Museo Brüning e responsabile della zona occidentale del dipartimento, ha portato alla luce la sepoltura del “boia”, una tomba pre-incaica di un uomo attorniato da coltelli da cerimonia. Il ritrovamento è avvenuto in un luogo che anticamente corrispondeva a un importante centro cerimoniale della civiltà Lambayeque,

  • Messico, Yucatán. Scoperti sette nuovi siti Maya

  • Nell’area di Sitpach, nei pressi della città di Mérida (Messico), sono stati individuati da studiosi appartenenti all’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) messicano ben sette nuovi siti archeologici appartenenti alla civiltà Maya ed un elevato numero di sepolture. La città di Mérida si trova nel Messico meridionale ed è capitale dello stato federato dello Yucatán. Venne costruita dallo spagnolo Francisco de Montejo de León (1542) sulle rovine di un’antica città maya, Ichcaansihó, già abbandonata all’arrivo degli spagnoli. Il progetto archeologico dell’INAH ha svolto le ricerche e gli scavi nell’area attigua alla città (dai 4 ai 6 Km di distanza),