Campania - articoli in archivio

  • Gesualdo. Chiesa dell’Addolorata

  • La Chiesa dell’Addolorata di Gesualdo La chiesa dell’Addolorata, o di S. Rocco, è situata in Gesualdo, non lontano dalla chiesa dei Cappuccini. L’edificio si trova in posizione panoramica ed è affiancato da un imponente campanile. La chiesa dell’Addolorata fu fondata nel 1616 dalla principessa Isabella, nipote di Carlo Gesualdo. Per tutto il XVII secolo appartenne all’Ordine Cavalleresco Secolare degli Antonini, istituito per assistere gli ammalati di peste. Pertanto, offrì accoglienza ai viandanti di passaggio, ai pellegrini, agli infermi indigenti Storia della chiesa dell’Addolorata di Gesualdo Sorta come una piccola Cappella, grazie al fervore religioso, allo spirito di sacrificio, all’operosità ed

  • Villamaina in Irpinia: scavi archeologici

  • Gli scavi archeologici di Villamaina Villamaina è una località piccola ma ricca di storiche vestigia che vanno dall’ Epoca Romana al Medioevo (si pensi alla dominazione normanna e longobarda di paesi limitrofi come Gesualdo e Frigento), fino all’ Epoca Moderna. C’è chi riconduce direttamente la denominazione Villamania a Villa Mania, attribuita dal Console Manio Curio Dentato all’abitato di Formulano. La tesi più accreditata è quella secondo la quale il nome deriva da quella che era l’attività fondamentale di questa terra: la coltivazione del grano. Due importanti strade romane, la Via Appia e la Via Domizia, collegavano l’antico insediamento della zona

  • Castelpagano

  • Castelpagano è un piccolo comune del beneventano, che si trova nella parte estrema della provincia, al confine con il Molise, nel territorio dell’alto Sannio. Confina con Cercemaggiore e Riccia a Nord, con Circello a sud e con Santa Croce del Sannio ad ovest. Il territorio, a 650 metri circa di altitudine, è prevalentemente costituito da montagne e colline di morgia, una pietra calcarea formatasi con il depositarsi di sedimenti marini organogeni. Oggi conta circa mille abitanti, ma il numero aumenta notevolmente nel periodo estivo grazie al turismo, che vi si sta sviluppando negli ultimi anni, e il ritorno periodico degli

  • Ischia. Storia, archeologia e musei

  • Ischia e Procida viste dal Monte di Procida, vicino capo Miseno Storia e archeologia a Ischia Si sa con assoluta certezza che Ischia, una delle isole del golfo di Napoli, in antico fu nota per l’intensa attività vulcanica che la caratterizzava e quindi per le sorgenti di acqua minerale e termale utili alla salute. Ischia, però, fu soprattutto un importante centro coloniale euboico che basava la sua ricchezza sull’agricoltura, l’artigianato e il commercio marittimo. La colonia greca fu stanziata nell’VIII sec. a. C. nella zona dell’odierna Lacco Ameno ed ebbe il nome di Pitecusa. Secondo lo scrittore alessandrino Xenagora, il

  • Torregaveta. Villa di Servilio Vatia

  • La villa di Servilio Vatia a Torregaveta (Na) Quando Publio Servilio Vatia, brillante uomo politico, decise di fermare il suo cursus honorum alla pretura, a Roma non pochi si stupirono e certamente provarono anche un po’ d’invidia, tanto più perché aveva scelto una splendida villa a Torregaveta, nella zona di Baia, per vivere lontano dagli affanni e dagli intrighi del mondo della politica. Da allora, ogni qualvolta la politica si faceva più irta d’insidie del solito, si era soliti esclamare: “Oh, Vatia, solo tu sai vivere!”, desiderando, non si sa poi fino a che punto, fare la stessa scelta del

  • Benevento. Anfiteatro romano e ponte Leproso

  • L’anfiteatro romano di Benevento L’anfiteatro romano della città di Benevento fu costruito con molta probabilità durante il regno di Nerone, nel I sec. d. C., periodo durante il quale ospitò un’importante scuola di gladiatori. I resti di questo importante edificio, che non aveva nulla da invidiare al Colosseo per grandezza e capienza, furono trovati in modo fortuito nel 1985 e nel 1995 si rinvennero, sempre casualmente, anche i muri radiali della cavea e uno degli anulari costruiti in opera mista e tegole. Scavi sistematici interessarono la zona nel 1998 ma oggi sono interrotti e tutto quanto portato alla luce versa

  • Lago della Mefite

  • Il culto della dea Mefite nella Valle dell’Ansanto (Av) “Qui si mostra un’orrenda spelonca e gli spiragli del crudele Dite… Questa è la Mefite, una delle porte dell’Inferno”. Virgilio, Eneide, VII. Nell’immaginario degli antichi numerose zone della Campania, per la loro natura vulcanica, furono associate al mondo degli Inferi. C’è un luogo in particolare che, ancora oggi, rende facile capire come questo sia stato possibile: la valle dell’Ansanto descritta anche da autori come Cicerone, Diodoro Siculo e Dante Alighieri. In questo luogo è possibile vedere un lago di acque sulfuree da dove fuoriescono velenose emissioni di gas. A proposito di

  • San Paolo Belsito. Abitato preistorico e villa romana

  • Abitato preistorico e villa romana a San Paolo Belsito (Na) San Paolo Belsito si trova lungo l’asse stradale Nola-Lauro-Palma Campania che sembrerebbe ricalcare quello ancora più antico della Via Popilia. San Paolo fu abitata già nell’Età del Bronzo come testimoniato da molti reperti. Resti di una cinta fortificata e di materiali ceramici raccontano, infatti, di un vero e proprio villaggio di capanne, le cui tracce si persero completamente quando in età romana fu costruita una villa rustica. Nel 1995 un altro importante ritrovamento permise di fare ancora più chiarezza sulle vicende di questo sito. Due scheletri di un uomo e

  • Atripalda. Specus Martyrum

  • Lo Specus Martyrum di Atripalda (Av) Intorno agli anni ’80 del secolo scorso, nel cuore di Atripalda, l’antica Abellinum, fu scoperta una necropoli romana con sepolture disposte su più livelli. Lo strato superiore della necropoli si scoprì ospitare sepolture di età paleocristiana testimoniando così non solo quello che già si sospettava da qualche tempo, la presenza della necropoli sotto il centro storico della città moderna, ma anche un utilizzo ininterrotto del cimitero. All’interno della necropoli furono individuati anche i resti di quella che doveva essere una grande basilica del IV sec. d. C., periodo di forti persecuzioni contro i cristiani.

  • Paestum: Tomba del Tuffatore

  • La Tomba del Tuffatore La Tomba del Tuffatore fu portata alla luce da Mario Napoli nell’estate del 1968 nella località di Tempa del Prete, a circa due chilometri a sud di Paestum. Fu il suo stesso scopritore a riconoscere il carattere fortuito del rinvenimento, e a comunicarne l’eccezionalità durante un convegno sulla Magna Grecia che accese le speranze del mondo scientifico verso una maggiore comprensione della pittura greca. Tuttavia essa rimane a tutt’oggi l’unico esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia ma, al di là del suo inestimabile valore di testimonianza storica, non ha consentito di