Campania - articoli in archivio

  • Santa Maria Capua Vetere: Mitreo

  • Mitreo. ‘Mitra che uccide il toro’, particolare del dipinto sulla parete di fondo Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere è quello meglio conservato tra gli edifici dedicati al culto del dio persiano Mitra, che si diffuse tra il I e il II secolo d.C. Si trova nei pressi dell’Anfiteatro Campano. L’edificio fu scoperto nel 1922, ed è costituito da una sala rettangolare sotterranea che misura 23 x 3 m circa e presenta una pavimentazione in cocciopesto misto a frammenti di marmo. Sui lati lunghi ci sono i banchi per gli iniziati al

  • Santa Maria Capua Vetere: storia

  • Storia di Santa Maria Capua Vetere Santa Maria Capua Vetere è situata nella fertile pianura campana, un tempo denominata “Terra di Lavoro”, riparata dal monte Tifata nei pressi del fiume Volturno. L’aspetto odierno di questa cittadina si caratterizza per la presenza di ampie strade all’interno di una planimetria estremamente regolare, costituendo un abitato che, nel corso degli anni, si esteso verso nord, ossia in direzione di Sant’Angelo in Formis, e poi verso sud, quindi raggiungendo il confine con Aversa, in particolare la zona dei Lagni. Attualmente, la città è sede di un tribunale e di due delle facoltà universitarie di

  • Nocera Superiore. Cinta muraria

  • La cinta muraria di Nocera Superiore (Sa) Il mito racconta che Nuceria Alfaterna fu fondata dalla popolazione dei Sarrasti, mentre la storia ci dice che i fondatori di questo importante centro furono gli Etruschi che, sul finire del VII sec. a. C., unirono tutti i villaggi di capanne sparsi nell’agro nocerino-sarnese per contrastare l’espansione greca, formando una dodecapoli con a capo proprio Nuceria. La città fu così un importante centro dell’entroterra campano per molti secoli anche grazie al controllo sulle più importanti vie di comunicazione che portavano alle città di Stabia, Pompei, Capua e Reggio Calabria. Nel V sec. a.

  • Altavilla Irpina. Museo Civico della Gente Senza Storia

  • Altavilla Irpina (Av), il Museo Civico della Gente Senza Storia Altavilla Irpina è stata abitata fin dalla preistoria come testimoniano i reperti recuperati in località Tufara. Probabilmente la sua posizione geografica, tra l’antica Beneventum e Abellinum, ha favorito il suo sviluppo, particolarmente in età romana, facendo di Altavilla il centro più importante della valle del Sabato. Si ritiene perciò, in virtù della sua importanza, che la città sia stata menzionata da Virgilio nell’Eneide con il nome di Poetilia. Il nome moderno della città deriverebbe, invece, dal centro medievale di Altacauda. Con questo nome è menzionato un feudo nelle cronache di

  • Mirabella Eclano. Aeclanum

  • Mirabella Eclano (Av). Storia e archeologia. I primi ad abitare il pianoro rettangolare di Aeclanum, fu una popolazione di stirpe osca nel V sec. a. C. A questa si aggiunsero gli Irpini che, in cerca di terreni fertili da coltivare, durante una primavera sacra si mossero dal Molise sotto la guida di un lupo sacro. Al periodo osco si riferiscono epigrafi, dove si citano Mamers (Marte), una costruzione voluta da Magio Falcio e il dio Fauno. Inoltre dello stesso periodo sono un’ara di tufo dedicata alla dea Mefite pertinente a tempio che doveva trovarsi sulla Via Appia. Aeclanum divenne quindi

  • Minori: villa romana

  • Nell’antichità, geograficamente, la costiera amalfitana si presentava diversamente rispetto a oggi. La costa era decisamente rientrata e, così come nella zona vesuviana, dalla spiaggia era possibile raggiungere direttamente l’ingresso delle villa. Anche questa zona del salernitano, grazie alle sue caratteristiche climatiche, orografiche e paesaggistiche fu considerata il luogo ideale per l’edificazione delle tipiche ville d’ozio. La villa romana di Minori rappresenta una di queste. La villa romana di Minori La villa si data al I sec. d.C., con precisione, grazie alle attestazioni archeologiche, tra il 30 e il 60 d.C., è ignaro il nome del proprietario che di certo fu

  • Calvi Risorta: Cales

  • Cales, cenni storici Calvi Risorta, centro antico della Campania settentrionale, in provincia di Caserta, è situato ai piedi del monte Maggiore lungo la direttrice dell’Autostrada del Sole. L’antica Cales, importante centro degli Aurunci, poi città romana, sorgeva su un altopiano fra agro Falerno, che si estende a sud della via Appia (1), e agro Stellatino; i suoi resti si rinvengono in corrispondenza del km 187 della via Casilina, in località Calvi Vecchia. Le conoscenze sul sito preromano derivano dai materiali rinvenuti, soprattutto ceramici, i quali attestano che durante l’età del Ferro ci fu un aumento della popolazione con conseguente nascita

  • Frigento. Cisterne romane

  • Le cisterne romane di Frigento (Av) Delle origini di Frigento si conosce poco. Per quanto riguarda il toponimo ci sono varie ipotesi. Molti lo fanno derivare dall’espressione “ a frequentia popoli” perché a Frigento sembra si rifugiassero le popolazioni circostanti durante il difficile periodo delle invasioni barbariche. Altra espressione da cui si fa derivare il toponimo è “a frigendo”, alludendo così al clima rigido della zona. Entrambe le ipotesi non sembrano però convincere a pieno, mentre potrebbe essere più corretta la traduzione dall’osco e cioè “acqua santa” per alludere forse alla presenza di sorgenti sfruttate per primi dagli Irpini. Sicuramente

  • Conza della Campania. Parco archeologico.

  • Il parco archeologico di Conza della Campania (Av) Il 23 novembre del 1980 l’Irpinia fu devastata da un fortissimo terremoto che causò molte vittime e rase al suolo un certo numero di borghi e paesi. Una di questi fu Conza della Campania, praticamente sull’epicentro della forte scossa. Quasi subito si prese la decisione di non ricostruire quanto andato perduto per sempre e si progettò così una nuova Conza a circa 1 km di distanza da dove sorgeva prima, più bella e con edifici antisismici. Quello che sicuramente non ci si aspettava è la ricostruzione avrebbe fatto ritrovare le vestigia dell’antica

  • Boscoreale. Antiquarium Nazionale

  • L’Antiquarium Nazionale di Boscoreale (Na) Nel comune di Boscoreale (Na) c’è presente un piccolo tesoro che custodisce reperti di grande interesse archeologico provenienti dai siti archeologici della zona vesuviana. Le prime tracce di attività antropica risalgono alla preistoria, successivamente tra il IX e VI secolo a.C. fu popolata dagli Osci che coltivavano i campi fertili della pianura. Abbiamo loro testimonianza attraverso le tombe della “cultura a fossa” rinvenute in contrada Marchesa.Nell’età di Augusto il sito di Boscoreale venne denominato Pagus Augustus Felix Suburbanus, in onore di L. Gornelius Sulla Felix, che conquistò Pompei e la dedusse a colonia romana nell’80