Campania - articoli in archivio

  • Napoli: acquedotti e approvigionamento idrico

  • L’approvvigionamento idrico di Napoli e dei Campi Flegrei Le prime strutture per assicurare l’acqua alle abitazioni di Partenope si devono ai Greci come testimoniano le grandi cisterne che si estendono nella zona di S. Paolo Maggiore e ai Quartieri Spagnoli. In età romana però si sentì la necessità di assicurare maggiore acqua potabile alle città che si espandevano notevolmente. In particolare era la città di Pozzuoli ad aver bisogno di una maggior quantità d’acqua per la presenza del Portus Iulius anche se però era già servita dall’acquedotto Campano. Si fa risalire quindi all’età di Augusto la costruzione dell’acquedotto del Serino

  • Napoli: storia delle origini

  • Napoli, dalla città greca al dominio romano Le origini della città di Napoli si perdono tra il mito e la storia. La leggenda vuole, infatti, che il primo nome le fosse dato dalla sirena Partenope il cui corpo fu trasportato dalle correnti del mare lungo la sua costa, dopo che insieme ad altre due sirene, Leucosia e Ligea, si suicidò per non essere riuscita ad ammaliare l’eroe omerico Ulisse. Se vogliamo basarci sulle fonti storiche e sulle evidenze archeologiche, bisogna segnalare la presenza nella zona d’insediamenti umani già in epoca protostorica, nell’età Eneolitica e del Bronzo, periodi cui si fanno

  • Ercolano: mobili carbonizzati

  • Com’era la vita quotidiana degli antichi Romani? Com’erano fatte le case in cui abitavano, gli oggetti che usavano tutti i giorni, i mobili che arredavano le loro case? Nessun luogo come Pompei ed Ercolano – le due città campane distrutte dall’eruzione del Vesuvio, il 24 agosto del 79 d.C. – fornisce informazioni più preziose in questo senso. In particolare, è a Ercolano che sono stati ritrovati rarissimi esemplari di mobilio di epoca romana. Restaurati nei primi anni 2000, questi antichi arredi sono attualmente nei magazzini e saranno esposti nell’Antiquarium ercolanese, quando esso riuscirà ad aprire i battenti. A differenza di

  • Massa Lubrense (Na): ville romane

  • Tutta la costa che andava da Napoli a Sorrento era molto urbanizzata in età romana. Questo lo dice Strabone, ma sono anche le numerose evidenze archeologiche a raccontarci la bellezza immutata di luoghi come la Penisola Sorrentina. La zona di Massa Lubrense è stata abitata fin dal Paleolitico Medio e ancora nel Neolitico come si può evincere da reperti ritrovati in varie zone del territorio: oggetti in pietra, ossa di animali, ceramiche. Dell’età del Bronzo e del Ferro non ci sono testimonianze materiali, ma indubbiamente non si può escludere la presenza degli Osci. Oltre a una frequentazione etrusca della zona

  • Napoli. Quartiere Soccavo

  • La zona di Soccavo in età greca e in quella romana poi, era un territorio essenzialmente a carattere agricolo. A testimonianza di ciò ci sarebbero numerose ville rustiche ancora sepolte sotto un consistente strato di terra, franato, a seguito di vari smottamenti, dalla Collina dei Camaldoli. Questo piccolo borgo si trovava ai piedi di una cava di piperno e da qui il nome Sub Cava dato alla zona prima dell’XI sec. Dalla zona delle cave, da cui i Greci e i Romani estraevano anche il tufo, proviene un cippo militare romano oggi conservato al Museo di Napoli. Dal punto di

  • Acerra (Na). Teatro romano

  • La cittadina di Acerra, nell’entroterra napoletano, risulta essere già abitata nell’età del Rame. La storia attribuisce alla città una fondazione osca con il nome di Akeru per opera della popolazione degli Ausoni. In seguito fu conquistata dagli Etruschi che in Campania crearono a una dodecapoli di cui faceva parte anche Capua, città raggiungibile proprio attraverso Acerra. Il toponimo acerra è etrusco e significherebbe”navetta dell’incenso”. Alla metà del V sec. a. C. la città passa sotto il dominio dei Sanniti e di questo periodo sono tombe databili tra il IV e il III sec. a. C. Durante le guerre sannitiche fu

  • Marano di Napoli (Na). Eremo di Pietraspaccata

  • Nel bosco di Faragnano sulla collina dei Camaldoli, fuori dal caos cittadino di Marano, si erge, solitario, l’eremo di Santa Maria denominato di Pietraspaccata dopo che un blocco di tufo, cadendo, rilevò l’immagine della Vergine. La zona dell’eremo è frequentata già in epoca assai remota, come sembrerebbero testimoniare i resti di quelle che erano delle ciotole, databili al Bronzo Medio Avanzato, cioè tra il XV e il XIV secolo. Resti simili si sono ritrovati anche a Paratino, zona del vicino comune di Quarto. L’eremo, invece, sorge sui resti di un edificio romano e la prova di questo è data dal

  • Cimitile (Na). Basiliche paleocristiane

  • C’è un luogo, vicino a Nola, che deve il suo nome alla presenza di un coemeterium, una necropoli romana. Oggi Cimitile non ha più nulla del mondo dei morti, ma è la cittadina che ospita uno dei più importanti complessi paleocristiani, non solo in Italia, ma in tutta Europa. Il complesso è, infatti, costituito da tredici edifici tra chiese e basiliche e deve la sua nascita alla grande fede di un gruppo di cristiani perseguitati dai pagani. Il fulcro di questa grande devozione fu la tomba di San Felice che fece da elemento catalizzatore per altre sepolture oltre che per

  • Caserta. Le “Ciampate del Diavolo”

  •   Una passeggiata, 350 mila anni fa L’atmosfera è lugubre, spettrale, intorno c’è silenzio e devastazione. L’aria tiepida è pesante, respirare è difficile. Ad ogni boccata fuliggine e cenere bruciano la gola. Qua e là sono ancora sparsi focolari che non accennano a spegnersi, testimonianza di un evento fra i più terribili, al quale è difficile sottrarsi. Eppure alcuni ce l’hanno fatta, si aggirano per questo paesaggio offeso, vittima della forza distruttrice della natura. Forse non si trovavano nei dintorni al momento dell’ esplosione. Forse, quel fortissimo boato, lo avranno sentito da lontano, al sicuro, al riparo. Avranno visto la grande

  • Buccino (Ce). Antica Volcei

  • La città di Volcei, menzionata anche da Plinio il Vecchio, fu fondata dai Pelasgi–Enotri in un sito che domina la valle del fiume Sele, su una collina tra i fiumi Tanagro e Platano. Le testimonianze materiali più antiche risalgono al Neolitico e sono riferibili alle località S. Mauro e Piani di Buccino. In località S. Antonio sono emersi resti databili al III millennio a. C., in particolare tombe appartenenti alla cultura del Gaudo così chiamata dal nome della località vicino Paestum dove si fecero i primi ritrovamenti dello stesso genere. Il primo insediamento stabile è un piccolo villaggio dell’età del