Campania - articoli in archivio

  • Pozzuoli

  • Posta in riva all’omonimo Golfo, Pozzuoli (Puteoli) rappresenta forse il centro più importante dell’area dei Campi Flegrei. Benchè pochi siano i dati archeologici relativi alla fase arcaica del centro abitato è certa la frequentazione del sito nel VI secolo a.C., epoca a cui si fa risalire la fondazione da parte di profughi dell’isola di Samo di una città chiamata Dicearchia (letteralmente il “giusto governo”).

  • Pozzuoli, anfiteatro

  • Pozzuoli, realtà quasi unica nel panorama delle città romane, tra i suoi monumenti vanta ben due anfiteatri. Il maggiore (oggi in via Anfiteatro) fu costruito in età flavia, quando, evidentemente, per volontà di Vespasiano la città venne ingrandita con concessioni territoriali. Non tutti gli studiosi sono tuttavia concordi, poichè alcuni ritengono che l’opera sia stata realizzata per volere di Nerone, volutamente dimenticato.

  • Pozzuoli, macellum

  • Dall’odierna via Roma si raggiunge il cosiddetto “tempio di Serapide” (o Serapeo), che in realtà era l’antico Macellum, ovvero un mercato pubblico. La struttura, realizzata in epoca flavia probabilmente su una preesistente e di minori dimensioni, presenta una corte centrale porticata con colonne corinzie e pavimento in marmo, intorno alla quale si aprono 36 botteghe.

  • Pozzuoli, monumenti

  • L’antica Puteoli romana ci ha lasciato un gran numero di testimonianze archeologiche del suo passato. Certamente, se non fosse intervenuta la mano distruttrice dell’uomo, con l’abnorme sviluppo edilizio del Dopoguerra, caratterizzato da un abusivismo selvaggio che ha portato alla devastazione di gran parte della zona, oggi potremo godere di ben più ricco e suggestivo patrimonio archeologico. Purtroppo dobbiamo accontentarci di quel che è sopravvissuto.

  • Pozzuoli, necropoli

  • Il territorio della attuale Pozzuoli conserva ancora numerose necropoli di epoca romana. Alcune sono state probabilmente coperte e distrutte dalla selvaggia espanzione edilizia del Dopoguerra, che ha letteralmente stravolto il territorio. Alcune sono invece sopravvissute, o tornate alla luce inoccasione di lavori e scavi recenti. Una di esse, quella di via Antiniana, è divenuta un suggestivo parco archeologico che vale certamente la pena di visitare.

  • Pozzuoli, Rione Terra

  • La collina del Rione Terra venne scelta essenzialmente per la sua posizione strategica come centro dell’abitato.  L’impianto stradale, ancora oggi in parte riconoscibile, deriva dall’organizzazione romana della colonia con i consueti cardo (via del Vescovado) e decumano (via Duomo), benchè l’orografia ed il poco spazio abbiano influenzato notevolmente lo sviluppo del centro. Numerosi ambienti sono stati riconosciuti al disotto di edifici più moderni ed è stato così possibile ricostruire parte dell’impianto topografico del centro antico, questo soprattutto grazie alle più recenti indagini archeologiche svoltesi a seguito dei necessari lavori di risanamento per la crisi bradisismica (oggi il Rione Terra è

  • Miseno: monumenti

  • A causa del bradisismo, dell’ininterrotta frequentazione del centro abitato e soprattutto della massiccia attività edilizia del dopoguerra, non sono purtroppo moltissime le testimonianze del passato di Miseno e del suo territorio che sono riuscite a giungere conservate fino ai nostri giorni; e questo nonostante la grande importanza militare e politica del sito in epoca romana. Tuttavia, alcuni resti archeologici sono ancora visibili e permettono di comprendere ugualmente l’antica ricchezza e grandezza di Miseno.

  • Miseno, Sacello degli Augustali

  • In via Miseno si trovano l’area e le strutture appartenenti al Sacello degli Augustali (sacerdoti del culto degli imperatori divinizzati), il cui apparato decorativo è conservato in una sala del Museo Archeologico dei Campi Flegrei di Baia.

  • Miseno, Piscina Mirabilis

  • Si tratta di una grandissima cisterna, di età augustea, utilizzata per la raccolta delle acque provenienti dall’acquedotto del Serino, il quale concludeva il proprio percorso nella stessa Miseno. 

  • Miseno

  • Anticamente il toponimo Misenum stava ad indicare un’area molto più estesa rispetto a quella odierna (oggi Miseno è frazione di Bacoli), ovvero l’estremità occidentale del Golfo di Pozzuoli, l’area del doppio porto e il centro abitato, in parte corrispondente a quello attuale, oltre al Monte di Procida, anticamente noto come Mons Misenus o Cumanus. Nell’Eneide Misenos è uno dei compagni di Enea partito con lui da Troia, il quale in seguito ad una gara con Tritone, viene gettato in mare da quest’ultimo proprio nel Golfo di Cuma e sepolto dai compagni sul promontorio.