Cuma - articoli in archivio

  • Cuma, area archeologica: foto

  • Foto dell’area archeologica di Cuma Il territorio di Cuma, già frequentato in epoca preistorica, fu scelto nel 730 a. C. da coloni Calcidesi per fondarvi la più antica colonia greca d’Occidente. Anche se la data di fondazione sembra essere comunemente accettata, bisogna pure riferire che le prime attestazioni archeologiche importanti risalgono ad almeno un decennio prima. I Calcidesi sarebbero giunti sulle sponde di Cuma sotto la guida del volo di una colomba o grazie al rumore provocato da cembali. I nuovi coloni crebbero così in autonomia, mantenendo anche un certo potere politico grazie alle attività commerciali via mare e allo

  • Battaglia di Cuma

  • Luogo: mare di Cuma, di fronte al promontorio Miseno, Campania, Italia Data: 474 a.C. Eserciti in campo: flotta siracusana e cumana, flotta di città etrusche Comandanti: Ierone I di Siracusa, ignoti per gli etruschi  Ierone I, tiranno di Siracusa, decise di correre in aiuto ai cumani, minacciati dai rivali etruschi perché ritenuti un ostacolo per le rotte marittime verso sud. Infatti le città dell’Etruria meridionale e della Campania gestivano i traffici marittimi e terrestri con le città della Magna Grecia. La convivenza tra greci ed etruschi in una ricchissima terra come la Campania iniziava a diventare molto critica. L’esito della

  • Cuma, antro della Sibilla

  • Il cosiddetto Antro della Sibilla è il primo monumento che si incontra entrando nel Parco Archeologico dell’Acropoli di Cuma. Si tratta di una lunga galleria dal tracciato rettilineo di 131,50 metri, con sezione trapezoidale nella parte superiore e rettangolare in quella inferiore. Il percorso risulta difforme nel piano di calpestio, in leggera pendenza con un abbassamento verso la parte terminale. Sul lato ovest si trovano nove diramazioni di diversa lunghezza (di cui sei aperte verso l’esterno), per garantire l’illuminazione e l’areazione, realizzate in età romana. Da queste si accede alla terrazza esterna, di età augustea, dove si trovavano le macchine

  • Cuma, Arco Felice

  • Il cosiddetto Arco Felice fu costruito lungo il lato est delle mura, sfruttando un’incisione naturale del Monte del Grillo, che venne rinforzata con opera cementizia. Coevo alla realizzazione della via Domitiana (95 d.C.) che, unitasi all’Appia, diventava la strada più veloce per arrivare a Roma, oltre a prolungarsi fino a Pozzuoli e Napoli, mentre con una diramazione toccava Cuma e Miseno. L’arco venne progettato per essere contemporaneamente porta urbana ed arco trionfale, oltre che parte del sistema difensivo; alto circa 20 metri, si presenta, ancora oggi, a fornice unico sormontato da un altro arco a tutto sesto e sostenuto da

  • Cuma, necropoli

  •   La necropoli di Cuma è a nord della città bassa e dell’acropoli. In origine prossima al lago di Licola, bonificato nel 1922, doveva estendersi per 3 km dalla porta nord della città bassa della via Palombara, con il margine sud vicino alla confluenza di questa strada tra la via Domitiana e la via Cuma–Capua. La necropoli presenta grande continuità, con sepolture di varie epoche, preellenica, greca, osco-sannitica, romana, di età repubblicana ed imperiale. Oggi non molto è visibile dell’antica zona funeraria, solo alcuni sepolcri monumentali si conservano, come testimonianza dell’antica grandezza, ai lati della via Vecchia Licola. Oltre a

  • Cuma, santuario di Iside

  • Oggi visibile lungo il Litorale Cumano il santuario era compreso tra il fianco meridionale del Monte di Cuma e l’Anfiteatro e doveva trovarsi presso il canale che dava accesso al porto. Dedicato ad Iside Pelagia, protettrice del commercio marino e dei naviganti, il santuario fu costruito nella prima metà del I secolo a.C. e di esso rimangono un basso podio rettangolare ed una vasca ai cui lati sono state individuate tracce del portico. Restauri e modifiche avvennero nel II secolo d.C. Il podio si trova oggi ad un livello inferiore rispetto a quello del mare, a causa del fenomeno del

  • Cuma, anfiteatro

  • Oggi l’antico anfiteatro di Cuma si trova nel comune di Bacoli (in via Cuma 434) e benchè le sue strutture siano ben riconoscibili, l’edificio non è mai stato scavato ed ancora oggi è occupato da terrazzamenti per le coltivazioni. Costruito tra II-I secolo a.C. o in età sillana, l’anfiteatro sfruttava il Monte Grillo sul lato nord, mentre per le altre parti era stato utilizzato un terrapieno artificiale. L’edificio aveva la consueta forma ellittica, con orientamento dell’asse maggiore N-S (con lunghezza di 90m), ma privo di sotterranei; esso apparteneva alla tipologia più antica di tali costruzioni, presentando, infatti, stringenti analogie con

  • Cuma, citta bassa

  • La cosiddetta città bassa era il luogo dove si trovava il centro politico e commerciale dell’antica Cuma; parte dei monumenti sono ancora conservati e visibili percorrendo la strada provinciale Cuma – Licola. Crypta romana Posizionata tra il Foro ed il lato est della terrazza dell’Acropoli, la galleria faceva parte delle infrastrutture militari, collegando la città bassa con la zona del porto. Il lungo corridoio è formato da quattro diversi segmenti, con un corridoio iniziale che giunge ad un vestibolo di pianta rettangolare. La galleria prosegue con un lungo percorso sotterraneo che giunge fino alla città bassa. Nell’ultimo tratto si incontrano

  • Cuma, parco archeologico

  • Acropoli Il Monte di Cuma rappresentava un luogo ideale di insediamento, per il fatto di essere già difeso naturalmente; per tale ragione venne probabilmente scelto dagli indigeni preellenici come sede di stanziamento. L’acropoli rappresentava la parte più alta della città, con funzioni religiose e difensive: i greci, i sanniti ed i romani realizzarono, infatti, mura di fortificazione, delle quali si conservano solo alcuni tratti, poiché quasi completamente distrutte nel medioevo.   Terrazza del Tempio di Apollo Sull’ampia terrazza si individuano numerosi resti di strutture antiche, tra le quali merita attenzione la cosiddetta cisterna greca. Si tratta di un ambiente di

  • Cuma

  •  L’antico centro urbano di Cuma rappresenta uno dei luoghi più importanti dei Campi Flegrei, per ricchezza di storia e fama. Esso fu infatti il primo insediamento dell’area, scelto per la posizione territoriale favorevole e ben difendibile. Il Monte di Cuma divenne, fin dalla colonizzazione greca, il fulcro del nuovo abitato, che da un lato affacciava sul mare e verso nord dominava il lago di Licola, posto in una zona paludosa. Oggi l’aspetto dell’area è ben diverso da come doveva apparire in antichità, a causa delle bonifiche effettuate negli anni ’20 e per il progressivo insabbiamento che ha determinato l’allontanamento della