Emilia Romagna - articoli in archivio

  • Cesena romana

  • Cesena in epoca romana L’occupazione del territorio di Cesena è attestata dal Neolitico tardo. Al momento dell’arrivo dei Romani l’area era abitata da diverse popolazioni: nella pianura vi erano insediamenti dei Boi e dei Senoni, mentre nel tratto appeninico della valle del Savio vi era la tribù umbra dei Sapinates. La prima occupazione romana, durante la quale fu eseguita la centuriazione del territorio, fu, probabilmente, successiva alla deduzione della colonia di Ariminum, avvenuta nel 268 a.C., e alla conquista di Sarsina avvenuta due anni dopo. I Romani si stabilirono sul colle Garampo, scelto per la sua funzione strategica a controllo

  • Sarsina: storia e topografia

  • Storia e topografia di Sarsina (Fo) Due anni dopo la fondazione di Rimini, nel 266 a. C., i Romani, dopo due impegnative campagne militari, assoggettarono gli abitanti di Sarsina e della valle del Savio, conosciuti con il nome di Sapinates. La città passò e rimase nella condizione di città federata mantenendo così una certa autonomia e poiché città federata non ricevette coloni. I Sapinates appartenevano al mondo culturale umbro, tanto che in età augustea il loro territorio, insieme con il vicino centro di Mevaniola, nella valle del Bidente, fu assegnato alla regione VI istituita da Augusto per comprendervi principalmente l’Umbria

  • Urbanistica di Bononia: Bologna romana

  • La città etrusca di Felsina, che sorgeva sulle propaggini collinari, fu invasa nel IV sec. a.C. dai Galli Boi. Mutò così il proprio nome in Bononia, che fu mantenuto anche dalla città romana che sorse, però, in pianura. L’avanzamento dei romani nel III sec. a.C. fu interrotto dalla guerra annibalica. Una volta che questa giunse a termine, i Romani procedettero alla fondazione di una serie di città allo sbocco delle valli appenniniche. In particolare, la colonia di Bononia fu fondata nel 189 a.C., due anni dopo, nel 187 a.C., fu costruita la via Aemilia. La città venne rifondata una seconda

  • Spina etrusca

  • Cartina dell’area costiera di Spina nel V secolo a.C. Spina città etrusca L’antico emporio etrusco di Spina è stato grande protagonista di rinvenimenti di eccezionale valore storico. Il centro si trovava a 16 km dall’antica linea di costa in epoca etrusca ed era già noto presso gli autori classici come Strabone (Geogr., V, 1, 7) e Plinio il Vecchio (Nat. Hist., III, 16), anche se non più popolato. Dionigi d’Alicarnasso (Storie, I, 18) riferisce della sua fondazione a opera di genti pelasgiche ma la documentazione archeologica non risale oltre il VI secolo a.C. L’area delle Valli di Comacchio era attraversata

  • Modena, Duomo: decorazione della facciata

  • La facciata scolpita del Duomo di Modena Nel corso del Medioevo l’interesse che investe la decorazione delle facciate è un fenomeno piuttosto tardo. La decorazione degli interni rivestiva maggiore importanza in relazione alla concezione della Chiesa come spazio chiuso e riservato ai soli fedeli, lontano dai pericoli e dalle tentazioni dell’ambiente esterno. Esempio emblematico di facciata scolpita è il Duomo di Modena, edificio ascrivibile allo stile romanico, la cui costruzione prese avvio nel 1099 grazie ai lavori dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. La facciata diverrà luogo di comunicazione del potere ecclesiastico nei confronti delle nuove realtà sociali il cui

  • Bologna. Sette Chiese di Santo Stefano

  • Il complesso ecclesiastico di Santo Stefano sorge ora entro il centro storico bolognese e all’interno di quell’ultima cinta muraria, detta Circla, che cinse la città a partire dall’inizio del XIII secolo e della quale adesso rimane il ricordo nell’andamento urbano dei viali di circonvallazione. Il complesso viene abitualmente chiamato “le Sette Chiese” e ciò grazie al fatto che effettivamente la basilica si articola in una serie di edifici addossati l’uno all’altro che però non raggiungono più il numero di sette, che venne in realtà scelto dalla tradizione soprattutto per il suo valore mistico. Santo Stefano ha subito infatti nei secoli

  • Rossena, castello e torre di Rossenella

  • Il castello di Rossena, come la torre di Rossenella, prende il nome dalla collina di basalto rosso su cui sorge. Il progetto originale, voluto da Adalberto atto poco dopo la metà del X secolo, prevedeva due torri identiche poste ai lati della strada che portava – e porta tuttora – a Canossa. Dopo pochi decenni dalla sua costruzione (i primi rimaneggiamenti risalgono al XII secolo) Rossena comincia a modificarsi, fino a diventare il castello visibile ancora oggi. L’apparato difensivo consta di tre cinta murarie, la terza delle quali, più ampia e più recente, circonda il parco, la chiesa di san

  • Canossa, sito archeologico di Luceria

  • Il sito archeologico di Luceria si trova all’ingresso del comune di Canossa, venendo dalla pianura, non lontano dal greto del fiume Enza. Il toponimo Luceria è passato sia al torrente che vi scorre accanto che alla via di accesso al sito. La frequentazione del sito si estende all’incirca dal II sec. a.C. fino ad almeno il IV d.C. I primi abitanti dovettero essere Liguri, probabilmente della tribù dei Friniati, visto il ritrovamento di una fibula (spilla) ad arco fogliato e di altri reperti riferibili alla cultura ligure nelle tombe più antiche. Importante dal punto di vista commerciale, la città di

  • Canossa, castello

  • Il Castello di Canossa sorge su una rupe di arenaria circondata da calanchi. Proprio dal colore bianco dell’arenaria, in latino canus, deriva il nome della località e della famiglia che costruì il castello. Purtroppo nel corso dei secoli terremoti e assedi hanno distrutto buona parte della costruzione: delle strutture originarie rimangono parte delle mura meridionali e la cripta della chiesa di Sant’Apollonio. Un pilastro, rotolato in basso in seguito ad uno dei frequenti terremoti (si calcola che nei secoli la piattaforma di arenaria su cui sorgeva il castello si sia ridotta di circa due terzi), si trova ora sulla via

  • Canossa

  • Canossa è un piccolo comune in provincia di Reggio Emilia, situato tra l’Appennino Tosco-Emiliano e la Pianura Padana. Nel suo confine occidentale è lambito dal fiume Enza, importante direttrice che sarà utilizzata fino ai primi anni del Novecento, quando verrà trasportato via fiume il legname necessario alla costruzione della ferrovia. Proprio durante gli scavi per posare le rotaie viene ritrovata un’accetta in pietra che testimonierebbe la presenza dell’uomo già in epoca preistorica. Abitato in epoca romana, è però nel medioevo che il nome di Canossa si diffonde per l’intera Europa: nel castello omonimo, infatti, si svolgerà il famoso episodio del