Esperidi - articoli in archivio

  • Esperidi: evoluzione dell’iconografia

  • Pyxis con le Esperidi del British Museum Le Esperidi prima dei Greci Nell’affrontare la complessa questione dell’iconografia delle Esperidi, all’interno della tradizione artistica greca e romana, può rivelarsi alquanto difficoltoso tentare di individuare un chiaro punto di partenza per questo genere di rappresentazioni: non sappiamo, infatti, con certezza, se queste figure fossero già presenti all’interno del pantheon della Grecia micenea. Sono stati avanzati sporadici tentativi di identificazione del mito delle Esperidi – o anche unicamente del loro giardino – da parte di autorevoli archeologi e studiosi (fra cui M. P. Nilsson, V. Karageorgis e S. Stucchi), in relazione a raffigurazioni

  • Esperidi: giardino ai confini del mondo

  • Perseo e Medusa Giardino delle Esperidi: terra al di là dell’Oceano Tentare di localizzare con precisione la sede di queste divinità si rivela, inevitabilmente, un’impresa assai ardua. Da un’analisi preliminare delle principali fonti antiche, infatti, possiamo notare come una certa insicurezza fosse diffusa già in epoche molto lontane, in merito alla posizione di questo luogo favoloso (spesso confuso, per il suo carattere ameno, con le Isole dei Beati). Esiodo per primo, nella sua opera, offre un vago accenno alla dimora delle Esperidi, che sarebbe situata vicino alla terra delle Gorgoni, ‘al di là del famoso Oceano, sul confine, verso la

  • Esperidi: introduzione

  • Ricostruzione delle Esperidi per i ‘Marmi Elgin’ K-L-M Introduzione generale alle Esperidi Il nome ‘Esperidi’ caratterizza un gruppo di divinità minori della mitologia greca, dai nomi variabili e dal numero incerto (a seconda della fonte presa in considerazione). Immaginate come fanciulle dal canto melodioso (Teogonia, v. 275), le Esperidi sono connesse principalmente al ciclo delle Dodici Fatiche di Eracle (sono protagoniste dell’XI Fatica), dove sono presenti – assieme al serpente Ladone – con l’incarico di custodi dell’albero dai frutti dorati (che, secondo la tradizione, l’eroe dovette raccogliere e portare a Micene, per ordine dello zio Euristeo), ma compaiono, sporadicamente, anche