gladiatori - articoli in archivio

  • Ludi gladiatori: classi e combattimenti

  • Classi dei gladiatori I gladiatori furono divisi in classi o categorie, codificate probabilmente già da Augusto che regolarizzò i giochi a seconda della tipologia del combattimento e del tipo di armatura. Il gladiatore era associato ad una tipologia anche in base al fisico che aveva: chi era possente, ad esempio, combatteva con un’armatura più pesante Grazie alle testimonianze che ci sono pervenute dal passato, quali gli scritti degli autori antichi, i rilievi, i mosaici, i graffiti realizzati dagli stessi spettatori e i reperti rinvenuti negli scavi di Pompei (molti dei quali sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), è

  • Ludi gladiatori: la giornata di spettacoli

  • Il programma della giornata di spettacoli gladiatori A partire da Augusto la giornata di spettacoli gladiatori seguì uno schema analogo in tutte le arene. Con l’ingresso della pompa, il corteo solenne che nel Colosseo entrava ed usciva dalle estremità dell’asse maggiore (Porta Triumphalis), si apriva la giornata dei giochi. Il corteo solenne: pompa Il corteo era in genere aperto da due littori. C’erano poi i suonatori di strumenti a fiato come le buccinae, delle lunghe trombe e suonatori di corno, di tuba e di lituo. I musicanti accompagnavano la cerimonia e suonavano anche durante lo svolgimento dello spettacolo per rimarcarne

  • Ludi gladiatori: luoghi e protagonisti

  •   Ricostruzione di una sezione del Colosseo (illustrazione di Giorgio Albertini) L’edificio simbolo dei ludi gladiatori: il Colosseo La costruzione dell’anfiteatro Flavio iniziò nel 72 d.C. con Vespasiano, padre di Tito; l’opera pubblica fu finanziata grazie al bottino della conquista di Gerusalemme del 70 d.C. Questo imponente intervento urbanistico non solo restituì a Roma una parte del territorio sottratto da Nerone con l’edificazione della Domus Aurea, ma dotò anche la città di un edificio per spettacoli gladiatori in muratura e non più in legno. Nell’anno 80 d.C. Tito inaugurò il Colosseo, edificio “simbolo” per questo genere di spettacoli e per

  • Ludi gladiatori: origine e fine

  • È nota la passione dei romani per i giochi gladiatori, come apprendiamo dagli autori latini (tra cui Tito Livio, Svetonio, Marziale e Giovenale) e dalle numerose testimonianze archeologiche che ci sono pervenute. Scena di lotta tra gladiatori (Museo Galleria Borghese, Roma) Origine dei ludi gladiatori La nascita dei ludi gladiatori, di coloro cioè che “combattevano con il gladio” (da gladius, la corta spada, maneggevole e robusta, caratteristica delle legioni romane), rimane incerta anche se è innegabile il loro antico carattere funerario. Per alcuni autori, in particolare i cristiani come Tertulliano, i combattimenti gladiatori sarebbero un’evoluzione dei sacrifici umani di schiavi

  • Gran Bretagna, York. Confermato il cimitero di Gladiatori ai confini dell’impero romano

  • Il mistero degli scheletri romani senza testa potrebbe essere stato davvero svelato. Le oltre ottanta sepolture venute alla luce dallo scavo della Driffield Terrace di York suggeriscono che si tratti del più grande e meglio conservato cimitero di gladiatori.

  • Gran Bretagna, York. Scoperta una necropoli romana con sepolture di gladiatori

  • Sensazionale scoperta a York, nell’Inghilterra settentrionale: un’equipe di archeologi ha ritrovato una necropoli romana di gladiatori, che ha restituito ottanta scheletri databili a un periodo compreso tra il I e il IV secolo dopo Cristo. Gli scheletri presentano ferite violente: molti sono decapitati e sepolti con cura, altri presentano le tracce del morso di grosse fiere come tigri, leoni o orsi contro i quali probabilmente si erano confrontati nell’arena.

  • Roma: Ludus Magnus

  •   Situati nella parte orientale del Colosseo, nell’area occupata dalle odierne Via Labicana e Via di San Giovanni in Laterano, si scorgono i resti di una costruzione molto ampia: essa costituisce soltanto la metà posta a nord del Ludus Magnus, la più importante caserma dei gladiatori, fatta innalzare dall’imperatore Domiziano. I resti di questa struttura furono riportati alla luce nel corso del 1937, e poi svelati dai lavori effettuati tra il 1959 ed il 1961. L’area sud del Ludus Magnus è ancora in massima parte interrata sia al di sotto dello strato di terra sulla quale sorge la Via San