Lazio - articoli in archivio

  • Cerveteri: Tomba Regolini-Galassi

  • La Tomba Regolini-Galassi a Cerveteri Nella necropoli occidentale di Cerveteri, in località Sorbo, sorge la più sontuosa e celebre sepoltura orientalizzante etrusca. La tomba, risalente al 670 a.C. circa, è stata portata alla luce nel 1836 dall’arciprete Regolini e dal generale Galassi, che la scoprirono perfettamente intatta e completa del suo corredo di ori, argenti, bronzi, ceramiche e avori. Essa si colloca all’interno di un tumulo originario che a sua volta, nel corso del VI sec. a.C., venne racchiuso da un secondo tamburo di m 48 di diametro al fine di permettere l’escavazione di ulteriori bsepolture. Queste ultime, sottoposte irrimediabilmente

  • Tarquinia: Tomba della Caccia e Pesca

  • La Tomba della Caccia e della Pesca a Tarquinia La necropoli di Monterozzi, collocata su una collina ad est di Tarquinia, comprende circa 6000 sepolture databili fin dal VII secolo a.C. Del vasto complesso, dal quale proviene la più cospicua testimonianza di nuclei pittorici di arte etrusca, fa parte la Tomba della Caccia e della Pesca, rinvenuta nel 1873. La Tomba, databile al 530 a.C. circa, presenta due camere in asse tra loro con copertura a doppio spiovente, alle quali si accede tramite l’originale scalinata costituita da sei gradini. All’interno della sepoltura sono stati rinvenuti i resti di un corpo

  • Tarquinia: Tomba dei Tori

  • La Tomba dei Tori di Tarquinia La Tomba dei Tori contribuisce, insieme ad altre 6000 sepolture circa, alla composizione della necropoli di Monterozzi, collocata su una collina ad est di Tarquinia. La Tomba, databile al 540 a.C. circa, è stata scoperta nel 1892, e subito si è distinta per la singolarità della sua planimetria. Attraverso un corridoio a gradini si giunge infatti alla camera principale, dalla forma quasi quadrata, nella cui parete di fondo si aprono gli accessi alle due celle rettangolari minori. Le pitture Un accurato e sobrio apparato pittorico decora le pareti delle camere secondarie tramite fregi a

  • Tivoli, Villa Adriana: visita ai monumenti

  • I monumenti di Villa Adriana Pecile È un vasto quadriportico (235 x110 m) si trova a ovest del Teatro marittimo e della Sala dei Filosofi. Probabilmente è un ippodromo destinato alle corse dei carri. È disposto da ovest a est e la sua parte occidentale è supportata da terrapieni per compensare la pendenza naturale; all’interno delle mura di sostegno si trovano più camere destinate ai locali di servizio. I lati brevi sono curvilinei e al centro c’è un giardino con piscina. L’orientamento permetteva di sfruttare il portico sia come passeggiata estiva (lato nord) sia come passeggiata invernale (lato sud). Il

  • Tivoli, Villa Adriana

  • Villa Adriana Villa Adriana si presenta come una serie di padiglioni disposti nella natura secondo un ordine apparentemente casuale (in relatà accuratamente studiato, adattando i vari assi ai dislivelli del terreno e ai punti di vista). I lavori, che si svolsero in due fasi (118-125 / 125-133), si limitarono inizialmente alla ristrutturazione della vecchia villa rebubblicana, con l’aggiunta di Terme, di un Ginnasio (il portico nord del Pecile con la biblioteca, la cosiddetta Sala dei Sette Sapienti), della sala per i banchetti ufficiali (edificio a tre esedre) e delle terme per il personale (Grandi Terme). Tutto il resto appartiene alla

  • Tivoli, Villa Adriana: storia

  • Storia di Villa Adriana Realizzata dall’architetto Apollodoro di Damasco per l’imperatore Adriano a partire dal 117 a.C come residenza imperiale lontana da Roma, Villa Adriana è la più importante e complessa villa a noi rimasta dell’antichità romana. Occupa, con un’estensione di 120 ettari (quasi quanto Pompei), un’ ampia valle alle pendici dei Monti Tiburtini,a sud-ovest di Tivoli. Villa Adriana conobbe un periodo glorioso fino alla tarda antichità ma, dopo esser stata saccheggiata dal re degli Ostrogoti (Totila), divenne “Tivoli Vecchio” ossia fu ridotta a cava di mattoni e di marmo per Tivoli, importante sede vescovile. Alla fine del Quattrocento, lo

  • Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri

  • Rinvenuta nel 1985, sotto la strada che oggi porta all’ingresso della necropoli di Monterozzi, la tomba dei Demoni Azzurri risale alla seconda metà del V secolo a.C. (430-400 a.C. circa). L’eccezionalità di questo monumento funerario sta nelle scelte iconografiche del pittore che realizzò gli affreschi parietali: fanno infatti la loro comparsa, per la prima volta, figure demoniache dell’aldilà. I demoni azzurri di Tarquinia Sulla parete di fondo è dipinto un banchetto, ipoteticamente ambientato nell’oltretomba, con tre coppie maschili e una coniugata, su 4 klinai. La scena è il centro verso cui convergono i fregi figurati delle pareti laterali che mostrano

  • Tarquinia: la tomba dei Festoni

  • Rinvenuta nel 1919 e inquadrabile nell’arco cronologico del primo ellenismo, tra 290 e 270 a.C. circa, la tomba dei Festoni è un ipogeo, scavato nella roccia, che si presenta con assetto “teatriforme” tramite una gradinata “a P greco” e con 8 pseudo-sarcofagi, su uno spazio che poteva ospitarne fino a 21. Questo numero è lo stesso degli scudi dipinti sulle pareti e potrebbe indicare l’iniziale quantità di membri da seppellire nella tomba. Sulla parete d’ingresso si osservano 3 scudi e due Charun (Caronti): quello di destra, a lungo ritenuto una Vanth (demone femminile etrusco dell’oltretomba), è molto lacunoso mentre quello

  • Castel Sant’Elia: storia, arte e archeologia

  • Guida storico-artistica e archeologica a Castel Sant’Elia Castel Sant’Elia sorge tra le due importanti vie consolari Cassia e Flaminia, immerso nella cosiddetta Valle Suppentonia: ripide pareti tufacee, gole scavate dai fossi del Rio Vicano e Rio della Ferriera ricche di vegetazione, e la suggestiva rupe che ospita il Santuario di Santa Maria ad Rupes a picco sulla valle sottostante fanno da cornice naturale al borgo della Tuscia. Numerose sono le tracce archeologiche ed artistiche che attestano una frequentazione del territorio protrattasi dall’epoca etrusca fino al tardo Medioevo. Compresa nel territorio falisco, è probabile che l’attuale cittadina occupi il sito di

  • Sutri: storia, arte e archeologia

  • Guida storico-artistica e archeologica a Sutri E’ difficile stabilire con esattezza l’età del primo insediamento di Sutri, è certo però che, pur trovandosi la città in territorio falisco, per la sua posizione limitanea con l’Etruria vera e propria, fu profondamente permeata dalla cultura etrusca; dall’estensione delle necropoli dell’epoca si deduce che l’abitato preromano non fu di grande dimensioni. Le sue sorti furono del tutto simili a quelle della vicina Nepi: dopo la caduta di Veio, l’antica Sutrium, entrò nell’orbita romana per la sua posizione strategica, dedotta come colonia di diritto latino nel 383 a.C., grazie al legame con Roma godette