Lazio – Roma - articoli in archivio

  • Roma: basilica di Porta Maggiore

  • Al di fuori della Porta Maggiore, a sinistra di via Prenestina, si accede ad uno dei più caratteristici palazzi dell’inizio del periodo imperiale detto “la basilica sotterranea o neopitagorica”. I l suo ritrovamento risale al mese di aprile dell’anno 1917 e avvenne in maniera assolutamente fortuita, in seguito ad un crollo della sovrastante linea del treno Roma-Napoli. Nella metà del 1900 per proteggere l’edificio dalle scosse dovute al passaggio dei locomotori e dalle infiltrazioni acquee, si fece una soletta di cemento armato con una fenditura che adesso è diventato un piccolo museo. Oggi vi si accede da un’altra entrata rispetto al

  • Roma: acquedotto di Nerone

  • L’acquedotto di Nerone è una parte dell’acquedotto Claudio. Costruito per volontà di Nerone era utilizzato per rifornire di acqua il ninfeo e il lago della sua maestosa dimora, la Domus Aurea. Esso parte da piazza di Porta maggiore, prosegue per via Statilia con un insieme di arcate splendide e, lungo la strada sottoterra dell’acqua Appia, giunge verso il Celio. Le arcate sono state realizzate in mattoni e misurano 19-22 metri di altezza. Subirono, nel tempo, diverse ristrutturazioni dai Flavi, da Adriano, da Settimio Severo, da Caracalla (211 d.C.). Attualmente è ancora possibile vedere le parti restaurate da Settimio Severo in via

  • Roma: anfiteatro castrense

  • Nei Cataloghi Regionari l’anfiteatro Castrense è citato nella V Regio. Il termine latino castrum è azzeccato se si pensa non al suo significato di accampamento, ma a quello che più tardi ha assunto, vale a dire dimora imperiale. Infatti, l’anfiteatro era integrato insieme alle terme eleniane e il circo chiamato variano, in un complesso edilizio conosciuto come palazzo Sessoriano, una dimora imperiale del periodo dei Severi. Nel III secolo era utilizzato per allestire rappresentazioni e parate militari per la corte imperiale, e si è mantenuto nel tempo poiché inglobato nelle Mura Aureliane. Si mantenne in buono stato sino al terzo

  • Roma: arco di Costantino

  • L’Arco dedicato all’imperatore Costantino fu edificato nei pressi della Via Triumphalis, una vecchia strada percorsa dalle sfilate e dai cortei che accompagnavano i trionfatori che si dirigevano sul Colle Capitolino, in occasione della vittoria ottenuta dall’imperatore Costantino sul suo rivale Massenzio, che in questo evento perse la vita, e svoltasi nel corso del 312 d.C. sul noto Ponte Milvio. I lavori per la costruzione dell’opera terminarono tre anni dopo e l’arcata fu aperta al pubblico il giorno 25 luglio dell’anno 315, data in cui si celebrò il decimo anniversario di regnanza dell’imperatore Costantino. Entrambe le pareti delle facciate maggiori dell’Arco

  • Roma: arco di Settimio Severo

  • L’Arco di Settimio Severo è strutturalmente costituito da tre arcate e si sviluppa in altezza per 20,88 metri, in larghezza per 23,27 metri e nella profondità per 11,20 metri. Il suo innalzamento si ebbe nel corso del 203 d.C. come monumento celebrativo del primo decennio d’impero dell’omonimo imperatore. Sulla sua superficie sono incisi rilievi, ormai molto erosi, che ricordano le vittorie in battaglia dell’imperatore, svolte in Partia (gli odierni Iran e Iraq) e in Arabia. Per aver accesso ai fornici posti ai lati dell’arcata vi erano delle piccole gradinate mentre al centro dell’arco forse originariamente vi passava una strada, di

  • Roma: arco di Tito

  • L’Arco di Tito, formato da una sola arcata, è posto sulla cima settentrionale del Palatino, nella parte ovest del Foro Romano. La sua struttura è rivestita con marmo greco pentelico ed è sorretto da quattro semi-colonne composite per ogni lato. Per quanto riguarda le dimensioni, il monumento ha un’altezza di 15,40 metri, una larghezza di 13,50 metri ed una profondità di 4,75 metri. Nelle chiavi di volta sono raffigurate le personificazioni della dea Roma e del Genio che rappresenta, invece, il popolo romano, mentre sull’archivolto è possibile notare la raffigurazione di Vittorie con stendardi, che si levano in volo su alcuni

  • Roma: arco di Gallieno

  • Compreso fra due palazzi in via San Vito si trova la parte più importante di un arco, che inizialmente era a tre fornici, costruito dove un tempo c’era la porta Esquilina, una porta delle antiche mura Serviane che è stata riedificata completamente per volontà di Augusto. L’arco venne innalzato in onore del regnante Gallieno, morto per mano dei suoi stessi uomini nel 262 d.C. Marco Aurelio Vittore vi fece scrivere successivamente, per l’imperatore e per la sua consorte, una frase che troviamo nella cornice sotto l’attico e che è stata fatta successivamente. Essa recita così: “A Gallieno, clementissimo principe, il

  • Roma: porta Latina

  • La Porta Latina, che sorge lungo la superficie delle Mura Aureliane, è una delle porte appartenenti a queste mura che meglio hanno resistito al trascorrere del tempo. La sua denominazione ricorda la vecchia e omonima strada che, oltrepassando l’area della Lega Latina, metteva in collegamento Roma con la città di Capua. Nel corso del periodo repubblicano questa strada aveva origine dalla Porta Capena, unitamente alla nota Via Appia Antica. In prossimità dell’odierno Piazzale di Numa Pompilio, poi, queste due strade si dividevano, come succede ancora oggi, ma con la particolarità che la denominazione della parte iniziale della strada oggi è di

  • Roma: porta Metronia

  • La Porta Metronia è uno dei portali che si apre dalla superficie delle Mura Aureliane.  Nel corso del tempo questo portale fu conosciuto con molte denominazioni: Mitrobi, Mettrone, Metrodia, Metiana, Metaura, Metrovia. Quest’ultimo nome probabilmente deriva da Metrobius, che in passato era proprietario di un terreno nelle vicinanze del luogo. Fu chiamata perfino porta Gabiusa, in relazione alla Via Gallia che si snodava partendo proprio da questa Porta e si dirigeva verso Gabii, una vecchia cittadina dei Volsci molto nota e fiorente nel corso del periodo repubblicano. Questo portale, tuttavia, altro non era che una posterula, una porta secondaria, che

  • Roma: tomba di Cecilia Metella

  • Sulla via Appia, poco dopo aver superato le Mura Aureliane, attraverso la porta di San Sebastiano, si raggiunge uno dei monumenti più noti della Roma antica e della campagna romana: il sepolcro di Cecilia Metella.  Il mausoleo si trova precisamente al III miglio della nota via consolare, sul ciglio di una piccola altura; l’Appia fu la prima grande strada pubblica romana, lungo la quale vennero costruiti numerosi edifici e la sua importanza rendeva prestigiosa una sepoltura in questo luogo. Quella di Cecilia Metella è una tomba individuale, caratteristica della tradizione romana, dalla tipologia, propria anche dell’Augusteo, che succedette al tumolo