Lazio – Roma - articoli in archivio

  • Roma: sepolcro degli Scipioni

  • Il sepolcro degli Scipioni In un tratto di strada tra la via Appia e la via Latina, poco fuori Porta Capena e poche centinaia di metri prima della Porta S. Sebastiano (antica Porta Appia) si trova l’area archeologica del sepolcro degli Scipioni, la sua collocazione corrisponde a quella testimoniata dalle fonti antiche (1). La parte della vecchia necropoli ora occupata dalla vigna Sassi era attraversata in antico da un diverticulum (via traversa) che univa le due vie sopra citate. Questa strada fiancheggiava una collinetta e attraversava una o due cave di tufo; una di esse era probabilmente di proprietà degli

  • Roma: Domus del Celio

  • Il complesso di edifici residenziali di età romana è situato sul lato occidentale del Celio, nel cuore di Roma, in prossimità del Colosseo e in stretto collegamento con la Basilica dei SS. Giovanni e Paolo che ricopre e in parte riutilizza tali abitazioni. Ad esse si accede da Via del Clivo di Scauro, che riprende il tracciato dell’antico clivus Scauri (probabilmente dal nome di Marco Emilio Scauro, censore nel 109 a.C.) salendo lungo il lato meridionale della basilica. La strada è sovrastata da sei archi realizzati tra l’età tardo-antica (V-VI sec. d.C.) e quella medievale (XIII-XIV sec. d.C.) per sostenere

  • Roma: chiesa di Santa Balbina

  • La chiesa di Santa Balbina è situata sull’omonima piazza all’Aventino, sopra le Terme di Caracalla ed è dedicata alla martire romana Balbina (II sec.). Il titulus, risalente al 595, fu eretto, come risulta da alcune iscrizioni, sulla Domus Cilonis, palazzo donato da Settimio Severo a Lucio Fabio Cilone, console suffectus nel 193; di questo edificio ci sono pervenuti muri inclusi nel convento e sotto di esso. Inoltre, sotto l’ala settentrionale del convento, si trovano avanzi delle mura serviane e, dentro le mura delle ali E ed O, sono stati rinvenuti i resti di una grande costruzione in opus reticolatum, alternato

  • Roma: Domus Aurea

  • La Domus Aurea rappresenta una delle massime espressioni di potere attuate a Roma attraverso la costruzione di imponenti opere edilizie. Forse l’aggettivo esatto è colossali, date le dimensioni e la sontuosità delle stesse. Essa fu in effetti il primo vero “palazzo imperiale” dell’Urbe, dando a questo termine tutto il suo significato simbolico. L’abitazione di Augusto era infatti una semplice dimora situata sul colle Palatino, accanto a quella di Livia, e il primo vero edificio costruito per la rappresentanza imperiale fu la domus Tiberiana, residenza dei Giulio-Claudi, situata sul versante occidentale del medesimo. Ma la vera magnificenza giunse sotto il dominio

  • Roma: villa dei Gordiani

  • La villa dei Gordiani si trova all’interno del Parco dei Gordiani, a circa 1 Km dopo Largo Preneste, sulla via Prenestina, un una zona ricca di sepolcri e monumenti funerari di varie epoche. Il sito è poco documentato e viene descritto nella Historia Augusta come un complesso sontuosissimo, composto tra l’altro da un peristilio di 200 colonne di marmi pregiati, tre basiliche, terme molto vaste e un ampio quartiere residenziale. Le costruzioni rimaste sono riferibili ad un periodo che va dal I sec. a.C. al IV sec. d.C. e si è pensato che la famiglia dei Gordiani possedesse questi praedia,

  • Roma: terme di Agrippa

  • Agrippa, genero di Augusto, fece costruire le terme che presero il suo nome tra il 26 e il 19 a.C. nel Campo Marzio, a nord di Largo Argentina e a sud del Pantheon: inaugurato nel 12 a.C., si tratta del primo impianto termale pubblico di Roma. Della struttura originaria non resta quasi nulla, tranne la sala rotonda tagliata dal vicolo dell’Arco della Ciambella, ancora visibile, sebbene inglobata nelle strutture murarie presenti nel vicolo e conservata fino a tre quarti della volta, per un’altezza di oltre 10 m. All’interno degli stabili si conserva anche l’esedra, di 17 m di diametro, che

  • Roma: acquedotto Vergine

  • Agrippa inaugurò l’acquedotto Vergine il 9 giugno del 19 a.C. per rifornire le sue Terme. Gli autori antichi che ce ne parlano sono Marziale (7, 32, 7-14; 11, 47, 5-6; 14, 163), Tacito (Ann., 15, 37,2-3) e Ovidio (Ex Pon, 1, 8, 35-39). L’acquedotto aveva origine a poca distanza dal corso dell’Aniene, da sorgenti che si trovavano ancora una volta nell’Agro Luculliano, all’VIII miglio della via Collatina del tempo, corrispondente al Km 10,5 dell’attuale via dello stesso nome, presso la località odierna di Salone. Il percorso dell’acquedotto era lungo poco più di 14 miglia, pari a oltre 20 Km, tutto

  • Roma: tempio di Antonino e Faustina

  • Il Tempio di Antonino e Faustina fu eretto da Antonino Pio in memoria di sua moglie Faustina nel corso del 141 d.C., anno in cui lei morì ed iniziò ad essere venerata. L’edificio è dall’estesa iscrizione incisa sull’architrave del tempio: Divo Antonino et / Divae Faustinae ex S(enatus) c(onsulto) La prima parte dell’iscrizione ossia Divo Antonino et risulta essere postuma, in quanto fu aggiunta soltanto in seguito alla morte dell’imperatore stesso: in questo modo il tempio fu intitolato anche a lui. La struttura del tempio si innalza da un alto basamento, anticipato da una gradinata risanata nel corso del tempo e

  • Roma: tempio di Castore e Polluce

  • Ciò che resta oggi del Tempio di Castore e Polluce, noto anche come il Tempio dei Dioscuri, sono soltanto tre colonne realizzate in stile corinzio che si innalzano da un alto basamento. Il loro nome e la loro figura sono legate a una affascinante tradizione che affonda le radici nei primordi della storia romana. Secondo l’antica leggenda, durante la battaglia del 499 a.C. nelle vicinanze del Lago Regillo, che vedeva contrapposti i soldati romani e i Latini, capeggiati da Tarquinio il Superbo, i quali avevano come obiettivo quello di impadronirsi di Roma, comparvero due cavalieri sconosciuti che aiutarono i Romani

  • Roma: tempio di Cesare

  • Purtroppo oggi resta molto poco del Tempio di Cesare: a causa di selvagge razzie avvenute nel corso del XV secolo ne restano visibili soltanto pochi resti della pedana realizzata in cemento. Ciò che è stato prelevato coincide principalmente con le parti più rilevanti del Tempio, soprattutto per quanto riguarda il colonnato e le pareti del locale, realizzate anticamente con blocchi di tufo ormai scomparsi. Appiano, uno storico della Roma antica, autore della Storia Romana, nel corso del XVIII secolo scrisse: “…Deposero (la spoglia di Cesare) nel Foro, là dove è l’antica reggia dei Romani, e vi accumularono sopra tavole, sedili e