Lazio – Roma - articoli in archivio

  • Roma: casa delle Vestali

  • La Casa delle Vestali era la residenza ufficiale e il luogo dove dimoravano le Vestali: 6 sacerdotesse che avevano il compito di proteggere il fuoco sacro e compiere rituali fortemente legati al culto domestico. In origine questo compito era affidato alle figlie dei regnanti ma presto passò alle sacerdotesse che, quando erano ancora bambine (tra 6 e 10 anni), lasciavano le famiglie d’origine, sempre dell’aristocrazia, e si dedicavano alla vita sacerdotale per almeno 30 anni. Uno degli obblighi a cui dovevano sottostare era la salvaguardia della loro verginità: se una Vestale violava questa fondamentale regola era destinata alla pena capitale.

  • Roma: chiesa dei Santissimi Vito e Modesto

  • A ridosso dell’arco di Gallieno si trova la chiesa dei Santissimi Vito e Modesto, che risale al IV secolo d.C.. E’ conosciuta anche col nome di Crescenziana e subì una prima ristrutturazione quattro secoli dopo la costruzione, nel periodo in cui era Papa Stefano II. Successivamente, però, fu totalmente trascurata. Nel 1477 Papa Sisto IV decise di rifarla nuovamente e la lasciò in tutela delle suore di San Bernardo. Passò poi ai monaci cistercensi e infine ai chierici regolari mariani. In questi stessi anni è stata costruita la facciata su via San Vito, che presenta il soffitto a campana, l’enorme

  • Roma: Clivio di Scauro

  •   L’odierna strada denominata Clivio di Scauro, ha mantenuto, nel corso dei secoli, non soltanto la sua originaria denominazione latina di Clivus Scauri, ma anche l’intero percorso originario, come confermato da alcuni documenti risalenti all’VIII secolo, quindi in pieno Medio Evo ed anche da un’incisione imperiale. L’apertura al pubblico di questa strada viene riconosciuta ad un membro appartenente ad una delle più importanti ed antiche famiglie nobili di Roma, gli Aemilii Scauri, ed, in particolare, si ritiene che potrebbe trattarsi di M. Emilio Scauro, eletto censore nel corso dell’anno 109 a.C. Il Clivo di Scauro, che sembra aver generalmente mantenuto

  • Roma: Colle Celio

  • La denominazione Celio non è utilizzata soltanto per individuare un rione di Roma in quanto esso indica principalmente uno dei mitici sette colli romani. Oltre al colle Celio, infatti, ricordiamo il Palatino, il Campidoglio, l’Esquilino, il Viminale, l’Aventino e il Quirinale: i celebri e celebrati sette colli di Roma. La denominazione del colle Celio, tuttavia, sarebbe relativamente recente in quanto originariamente, esso era noto con il nome di Mons Querquetulanus. Questo termine è traducibile letteralmente dal latino con “monte delle querce”: successivamente, poi, il nome del monte divenne Celio in merito ad uno dei fratelli Vulci, chiamato Caele (Caelius) Vibenna,

  • Roma: colonna di Foca

  • La Colonna di Foca è un pilastro in marmo, alto 13,60 metri, in stile corinzio che si innalza da una base dotata di gradini. Essa fu fatta erigere, nel corso del 608 d.C., dall’esarca bizantino Smaragdo per onorare l’imperatore orientale Foca che aveva regalato il Pantheon al pontefice Bonifacio IV. Questo pilastro costituisce l’ultima opera civile innalzata all’interno del Foro Romano. In origine, alla sua sommità si poteva osservare anche una riproduzione dell’imperatore. Essa fu rinvenuta durante il 1813, nel corso dei lavori che portarono al disseppellimento delle numerose opere presenti nel Foro Romano. Insieme alla colonna fu ritrovata anche un’incisione

  • Roma: Colosseo

  • Il Colosseo, il più importante ed esteso anfiteatro romano, fu fatto innalzare dall’imperatore Vespasiano nella vallata racchiusa tra il colle Celio, l’Esquilino e il colle Palatino, nel corso degli anni iniziali della sua salita al trono imperiale che, in totale, occuparono quelli compresi tra il 69 ed il 79 dopo Cristo. La vallata sulla quale fu innalzato questo immenso anfiteatro era precedentemente occupata da un piccolo lago artificiale appartenente alla Domus Aurea neroniana. La motivazione alla base della selezione di quest’area fu mossa sia dal desiderio di riconsegnare alla popolazione romana quella parte di territorio pubblico che Nerone aveva destinato

  • Roma: auditorium di Mecenate

  • Il palazzo (che si trova oggi in Largo Leopardi ed è noto col nome di Auditorium di Mecenate), corrisponde al ninfeo degli horti Maecenatis, la maestosa costruzione voluta da Mecenate sul rione Esquilino nel 30 a.C. circa, periodo in cui l’area circostante, sino a quel momento usata come necropoli, fu bonificata e vi furono edificate bellissime dimore residenziali. Esso, ritrovato nel 1874, è l’unica parte rimanente della meravigliosa villa ed è formato da una stanza di forma rettangolare, absidata in un lato minore, larga 10,60 metri e lunga 24,40 metri soverchiata con volta a botte. La parte davanti della stanza

  • Roma: basilica Emilia

  • La basilica Emilia è ormai la sola rappresentante delle basiliche repubblicane visto che delle altre (la Sempronia, la Porcia e l’Opimia) oggi non resta traccia. Essa fu innalzata nel corso del 179 a.C. ad opera, soprattutto, di Fulvio Nobiliore, che si occupò molto scrupolosamente della realizzazione della basilica tanto che all’inizio fu chiamata basilica Flavia, ed anche da Marco Emilio Lepido, entrambi censori. Il nome di basilica Emilia deriva dal fatto che nel periodo di Tiberio, in particolare nel corso degli anni 78, 54, 34, e 14 d.C. e poi anche nel 22 a.C. i membri della famiglia Aemilia vi

  • Roma: basilica Giulia

  • La basilica Giulia sorge su un’area originariamente occupata da una delle basiliche più vecchie di Roma, la Sempronia. Quest’ultima fu eretta nel corso del 170 a.C. da Tiberio Sempronio Gracco il censore, padre dei noti Gracco e Tiberio. Livio ci racconta che per innalzare la Sempronia, Gracco dovette radere al suolo l’area occupata dall’abitazione di Scipione l’Africano ed alcuni magazzini che sorgevano nelle sue vicinanze. La basilica Giulia, invece, fu realizzata ad opera di Cesare nel corso del 54 a.C. durante i lavori per la costruzione del Foro di Cesare. Fu terminata ad opera di Augusto ma subì i danni

  • Roma: basilica di Massenzio

  • La Basilica di Massenzio prende il nome da colui che iniziò a costruirla verso l’inizio del IV secolo e rappresenta una delle strutture più imponenti risalenti al periodo della Roma Imperiale. Essa fu ultimata da Costantino ed occupava massima parte della zona della Velia. Nonostante che l’accesso alla basilica si trovi sul lato posto in Via del Fori Imperiali, essa è intimamente legata al Foro Romano. Da quanto si ricava dalla lettura di un frammento di una mappa di Roma risalente al periodo di Settimio Severo e dai lavori di dissotterramento svolti nelle circostanze della struttura, sembra confermata l’ipotesi che sul