Lazio - articoli in archivio

  • Nepi: storia, arte e archeologia

  • Guida storico-artistica e archeologica su Nepi La città di Nepi sorse con ogni probabilità in epoca orientalizzante, tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C., con il nome di Nepet; il centro ebbe una funzione importante nell’antichità in quanto avamposto di Roma, in posizione di confine tra il territorio falisco e quello propriamente etrusco, e di controllo di percorsi viari strategici, soprattutto del collegamento nord – sud tra l’agro falisco e Veio: fu proprio per il ruolo di insediamento di frontiera che Nepi fu coinvolta nel lungo scontro tra Roma e Veio nel V secolo che portò alla

  • Tarquinia. Tomba degli Aninas

  • La tomba degli Aninas è situata nel terreno di proprietà Scataglini, al termine del corridoio scavato nella roccia, per estrarne pietra, e su cui si affacciano altri sepolcri (175 solo nel fondo Scataglini), la tomba è costituita da una grande camera quadrangolare con soffitto piano e banchina “a P greco” addossata alle pareti e articolata su tre gradini. parete di fondo Il committente fu Larth Aninas il quale, stando all’iscrizione etrusca dell’epitaffio, allestì sei loculi per membri della sua famiglia, appartenuti a tre generazioni, plausibilmente tra 300 e 250 a.C. parete sinistra. Nell’epitaffio si legga da destra a sinistra: in

  • Civita Castellana. Falerii Veteres: testimonianze archeologiche

  • Civita Castellana in un dipinto di Jean-Baptiste Camille Corot (1796–1875) La città di Civita Castellana, sorta in epoca medievale dalle ceneri del centro falisco di Falerii Veteres distrutto dai Romani dopo secoli di abbandono, ha inglobato e spesso cancellato molte delle testimonianze archeologiche pertinenti all’antico sito, un tempo ricco di monumenti, templi e necropoli e sede di maestranze artistiche di pregio. Le poche tracce conservate, talvolta inserite nel tessuto urbano o avvolte dalla campagna circostante, unite alla cospicua quantità di terrecotte architettoniche qui rinvenute e custodite nei musei, bastano però a comprendere la grandezza della città, considerata per il suo

  • Tivoli: tomba della Vestale Cossinia

  • A Tivoli, lungo l’antica Via Valeria, nel 1929 fu ritrovato il monumento funebre di Cossinia, della sacerdotessa di Vesta. La tomba si presenta come un’ara con pulvini che si erge su cinque alti gradoni. Al momento dello scavo si trovarono i resti della defunta inumati in un sarcofago di marmo insieme ad una bambolina di osso e a gioielli d’oro. La bambolina reca le fattezze di Giulia Domna (193-211 d. C.), periodo al quale quindi il monumento si dovrebbe datare anche in base alla sepoltura a inumazione e non più a incinerazione. Il monumento doveva essere quasi sicuramente completato da

  • Fabrica di Roma (Vt). Falerii Novi

  • Falerii Novi, attualmente compresa nel comune di Fabrica di Roma (Viterbo), sorse dopo la definitiva sconfitta di Falerii Veteres nel 241 a.C. ad opera delle truppe romane, in seguito alla quale l’antica capitale falisca venne distrutta e la popolazione fu obbligata a trasferirsi nella città creata ex novo in una zona poco distante pianeggiante e del tutto priva di possibili difese naturali; un sito quindi più facilmente controllabile per i Romani rispetto a quello originario naturalmente protetto grazie alla particolare conformazione dell’ambiente con le sue ripide pareti tufacee. La cinta muraria Durante tutto il Medioevo la città non sfuggì alle

  • Tivoli

  • Claude Lorrain, Vista ideale di Tivoli Un vero e proprio scrigno, magari piccolo, ma pieno di gioielli, un paese esso stesso gioiello, antichissimo, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Fondatore ne sarebbe stato un Tiburno o Tiburto, personaggio mitico originario di Argo, coinvolto nella guerra di Troia, secondo Virgilio; oppure un certo Catillo, comandante della flotta di Evandro, per Catone; probabile insediamento siculo, infine, per lo storico Dionigi di Alicarnasso. L’orgoglio di esistere prima della Città Eterna fu comunque forte, tanto da contrapporla implacabilmente all’espansione di Roma, con la quale pure condivide alcune caratteristiche basilari. Come l’Urbe,

  • Falerii Veteres: storia

  • Carta archeologica di Falerii Veteres realizzata da Adolfo Cozza Un’aurea mitica avvolge le origini di Falerii Veteres; narra infatti il poeta Ovidio che la città sarebbe stata fondata da Halesus, figlio di Agamennone, fuggito da Argo dopo la morte del padre (Ovidio, Amores, III, 13, 31). Il fascino della presunta origine greca ha accentuato l’idea di una marcata differenziazione culturale rispetto alla popolazioni limitrofe; ma è evidente come tale fonte debba essere considerata un suggestivo contributo letterario, e che le vere origini della città vadano cercate nelle evidenze archeologiche conservate. Le prime tracce di frequentazione risalgono all’età preistorica a partire

  • Vicarello (Rm). Terme Apollinari

  • Lungo la Via Clodia si trovavano le Aquae Apollinares Novae nel Vicus Aurelii che fu costruito nel II sec. d. C. sul lato nord del lago di Bracciano. Il lago nasconde un villaggio sommerso dell’Età del Bronzo a 10 metri di profondità. Le terme, invece furono costruite forse già dagli Etruschi. In zona i Romani vi costruirono un tempio dedicato ad Apollo ed Esculapio e forse, in questo modo, si spiegherebbe il nome di Termae Apollinares ad lacus Sabatinum. Collegata al complesso termale, vi era una grande villa appartenuta all’imperatore Domiziano o a Lucio Iunio Cesennio Peto. Sono anche visibili

  • Nemi: navi

  • Nemi: le navi del mito La storia delle navi di Nemi ha tutti i connotati per essere definita una fiaba: vi è un tesoro immenso, leggendario, di cui gli abitanti del luogo bisbigliano e del quale, di tanto in tanto, a distanza di decenni, sembra emergere qualche minuscola parte; vi sono coloro che lottano con ogni forza per raggiungerlo; vi sono ostacoli che sembrano insormontabili per un essere umano, occorrendo sforzi titanici, al di sopra delle forze di un uomo, per arrivare non tanto a sfiorarlo, quanto a comprenderne l’incredibile essenza. Potrebbe essere uno dei tanti racconti che i nonni,

  • Lavinium (Rm), museo archeologico

  • Situato a Pratica di Mare, una frazione di Pomezia (a sud di Roma, lungo il litorale), il museo interattivo dell’antica Lavinium è stato inaugurato nel 2005. Grazie alla sua modernità e alla sua linea di pensiero incentrata sullo slogan “Esporre per comunicare”, questo museo raccoglie reperti dell’antica città e li presenta al pubblico tramite filmati e ricostruzioni animate di alcuni scorci della vita degli antichi padri. L’unione tra testi e immagini, reperti e filmati-ricostruzioni (anche in 3D) con le colonne sonore danno forza a una nuova idea di percepire il museo e il messaggio che esso può dare. Alcuni brani