Lombardia - articoli in archivio

  • Como romana: Comum

  • Comum: la Como romana Le vicende della città di Como ci sono narrate dal geografo Strabone (1). L’abitato preromano chiamato da Livio Comum oppidum (2), e i cui abitanti sconfitti dal console Claudio Marcello nel 196 a.C. stabilirono un foedus con Roma, fu distrutto da un’incursione dei Raetii, scesi dalle Alpi nei primi decenni del I sec. a.C. Nell’89 fu ricostruito a opera del console Pompeo Strabone, non è chiaro se con nuovi coloni o per sinecismo, aiutando gli abitanti a restaurare l’antico oppidum. La legge dello stesso console concesse lo ius Latii agli abitanti nell’87. Questo primo abitato è

  • Brescia romana: Brixia

  • Brixia: la Brescia romana Livio ci riferisce che l’insediamento indigeno costituiva il centro principale dei Cenomàni, popolazione di stirpe gallica stanziata nel territorio bresciano e veronese dal IV sec. a.C. Essi accolsero l’alleanza offerta dai Romani nel 225 a.C., ottenendo così di estendere il loro territorio fino all’Adda a danno degli Insubri. Tuttavia, successivamente alla decisione dei Romani di dedurre le colonie di Placentia e Cremona nel 218 a.C., si unirono agli Insubri nella lotta contro Roma, e vennero sconfitti nel 197 a.C. Nel 194 a.C. conclusero, quindi, un trattato di pace divenendo socii foederati con la clausola che gli

  • Urbanistica di Bergomum: Bergamo romana

  • Recenti ritrovamenti dimostrano che la città di Bergamo era già frequentata dal V sec. a.C., mentre la conquista romana cominciò nel III secolo e si rafforzò in quello successivo. Durante la guerra sociale, nell’89 a.C., grazie alla lex Pompeia la popolazione ottenne la cittadinanza latina come tutti i Celti abitanti fra il Po e le Alpi. In questo periodo la città ricevette un primo assetto territoriale. La cittadinanza romana fu concessa da Cesare nel 49 a.C. Nel 42 a.C. con la lex Rubria la città di Bergomum abbandonò la stato di provincia e, assumendo lo statuto di municipium, fu ascritta

  • Manerbio. Necropoli romana

  • tomba 9, con resti di frantumazione rituale Manerbio (Bs): una necropoli romana di I-III secolo d.C. Situato in proprietà Trebeschi, il ritrovamento spettacolare della necropoli si deve a lavori stradali di collegamento con l’autostrada A21. L’attività di scavo iniziò nella primavera del 2002 e l’areale indagato (450 mq) consentì di studiare le 46 tombe riaffiorate dopo secoli di indisturbata quiete. L’area cimiteriale si estende senza sovrapposizioni e riutilizzi particolarmente accentuati. Il periodo di uso della necropoli va dagli inizi del I agli inizi del III secolo d.C. e offre raggruppamenti di sepolture secondo criteri cronologico-tipologici: dapprima si notano chiaramente, nella

  • Pavia, chiesa di Sant’Eusebio: capitelli longobardi nella cripta

  • I capitelli longobardi nella cripta di Sant’Eusebio a Pavia La cripta della Chiesa di Sant’Eusebio a Pavia è l’esempio straordinario dei nuovi impulsi dati alla cultura artistica locale da parte dei Longobardi. Con i suoi capitelli, la cripta rappresenta l’emblematico esempio della fine dell’arte antica. La Chiesa di Sant’Eusebio nacque come cattedrale ariana per volontà del re longobardo Rotari nel corso del VII secolo, e in seguito intitolata a Sant’Eusebio dopo la conversione al cattolicesimo e la nomina, a Pavia, di Anastasio. Nel corso del 1920 l’antica chiesa, già sconsacrata, fu abbattuta per consentire la costruzione del palazzo delle poste.

  • Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio

  • “Per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le iniquità degli uomini”: così il 26 maggio del 1432, apparendo a Giannetta Vacchi, la Vergine Maria recava un messaggio di clemenza divina che, da allora, si estende a tutti coloro che accorrono a venerarLa nell’oasi di pace del Santuario di Caravaggio, sito in territorio bergamasco, molto vicino alla località di Treviglio.

  • Santuario della Madonna di Oropa (BI)

  • Incastonato nella sublime cornice delle Alpi Biellesi, il Santuario della Madonna di Oropa, con l’annesso Sacro Monte, è uno dei più rilevanti luoghi religiosi della regione Piemonte e dell’intera penisola italiana.

  • Gambolò (Pv). Museo Archeologico Lomellino

  • Gambolo, l’ingresso al castello Il Museo Archeologico di Gambolò ha sede nella prestigiosa struttura del castello e offre una visione generale della millenaria civiltà della Lomellina dalla Preistoria all’età romana. Oltre 1200 i reperti custoditi. Il percorso espositivo è impostato con criteri didattici e accompagna il visitatore con una grande carta archeologica della Lomellina e numerosi pannelli, ricchi di fotografie, illustrazioni e didascalie alla scoperta della Preistoria, della Prima età del Ferro, del periodo celtico e di quello romano in Lomellina . Il percorso di visita è caratterizzato dalla presenza di colori differenti che caratterizzano pannelli, vetrine e didascalie, e che consentono di distinguere

  • Cernusco sul Naviglio (Mi). Antiquarium e collezione egizia

  • Il piccolo antiquarium di Cernusco sul Naviglio si trova nella biblioteca civica “Lino Penati”. Sorto nel settembre 2001, annovera 36 reperti archeologici, tutti di provenienza egizia, che vanno dal XXI secolo a.C. al VI secolo d.C. (1) Viso di sarcofago Scolpito nel legno, presenta tracce di stuccatura verde, allusione cromatica alle carni del dio Osiride e quindi alla nuova nascita nell’Aldilà. I tratti fisiognomici semplici ed idealizzati portano a datarlo tra XXVI e XXX dinastia, fra il VII e il IV secolo a.C. Un accenno di sorriso tradisce i gusti artistici in auge tra VI e V secolo a.C. (analogamente

  • Vimercate (Mb): MUST, museo del territorio

  • Istituito nel 2004 ed inaugurato il 13 novembre 2010, il MUST è il Museo del territorio vimercatese. Situato nel complesso neoclassico di Villa Sottocasa (fine XVIII secolo), il MUST si avvale di un allestimento all’avanguardia; la sua funzionalità consiste nella perfetta fruizione da parte di un pubblico non necessariamente intenditore di materie storico-archeologiche. Grazie alla disposizione dei vari ambienti, secondo un percorso cronologico, è possibile ricostruire la storia di Vimercate antica, dalla fondazione del vicus romano ai giorni nostri, attraverso il medioevo, scoprendo poi parte della villa dei nobili Sottocasa. Disposto su due piani, il museo di Vimercate propone le