Oplontis - articoli in archivio

  • Apertura straordinaria dei siti dell’area vesuviana

  • A Natale e a Capodanno le aree archeologiche vesuviane apriranno regolarmente al pubblico, aprendo straordinariamente alcune zone e offrendo esposizioni didattiche. Il costo dì ingresso resterà invariato.

  • Oplontis, scultura

  • Insieme agli affreschi, le sculture rappresentano l’ elemento più importante che costituisce l’arredo delle ville di Oplontis e che sicuramente possiede grande fascino. Certe sculture costituiscono gli elementi decorativi delle fontane e quindi erano situate all’interno dei giardini, dei quali rappresentavano l’arredamento più adatto. Fra questo tipo di sculture, molto interessante si rivela essere il gruppo raffigurante i quattro Centauri, due di sesso femminile e due di sesso maschile, scolpiti in posizione rampante con elementi inerenti alla caccia (quali un cerbiatto o un cinghiale morti) oppure alla musica (come la lira). Le quattro figure derivano da originali di Pergamo risalenti

  • Oplontis, pittura

  • Accurati studi e ricerche inerenti alle pitture d’epoca romana nel territorio vesuviano hanno con sentito di identificare alcune botteghe e di riunire le modalità, i temi decorativi e le correnti di gusto che si sono succeduti in ordine cronologico, in base a schemi, riadattati nel corso del tempo, fondati sulla suddivisione in quattro stili. Decorazioni di I stile Questo stile è conosciuto anche col nome di stile strutturale ed è tipico dell’arte ellenistica. Lo si può trovare a Pompei, particolarmente, dal terzo al primo secolo avanti Cristo. Lo strato di preparazione in stucco veniva disegnato e colorato imitando i pannelli

  • Oplontis, ori

  • Nel 1984, all’interno della villa di Lucius Crassius venne ritrovata una cassa lignea che conteneva al suo interno centosettanta monete, una serie di unguentari, gioielli in argento e in oro, stecche ossee e piccole piastre in vetro per il trucco. In un’altra stanza, addosso ai corpi dei morti nel corso dell’eruzione del Vesuvio, vennero reperiti alcuni gioielli d’oro, quali diversi modelli di orecchini, braccialetti, collane e anelli. La maggior parte degli orecchini è a spicchio di sfera, ravvivati grazie a puntinature realizzate a sbalzo a imitazione della granulazione; a canestro con incastonati dei quarzi; con pendenti adornati da perle, amatissimi

  • Oplontis, Villa B

  • Questa villa, sebbene non si possa ancora visitare, merita qualche cenno, sia per via della sua funzione, differente da quella di villa Poppea, quanto per i materiali ritrovati, ma anche per le novità che gli esiti degli Scavi hanno proposto in merito alla soluzione del dilemma, proprio di Oplontis, riguardante la relazione tra le ville e il territorio. La villa, detta “di Lucius Crassius Tertius” per via di un sigillo bronzeo trovato e databile alla fine del secondo secolo avanti Cristo, è stata scoperta in maniera casuale nel 1794, mentre erano in corso i lavori per l’edificazione di una scuola.

  • Oplontis, Villa di Poppea

  • Questa villa dalle dimensioni grandiose, contenete affreschi dalla superba qualità e adornata da moltissime sculture marmoree, fu edificata attorno alla metà del primo secolo avanti Cristo e, in seguito, resa più amplia in epoca claudia. Si pensa che questa villa appartenesse a Poppea Sabina, la seconda moglie di Nerone, per via della presenza di una scritta dipinta sopra ad un’anfora, rivolta al liberto di Poppea, Secundus. Ad ogni modo, la villa faceva parte degli immensi beni della famiglia imperiale che, così come tanti altri patrizi romani, sceglieva la costa campana, celebre già nel periodo antico per il suo clima salubre,

  • Oplontis

  • Nel bel mezzo della moderna città conosciuta come Torre Annunziata si trovano gli scavi dell’antica Oplontis, nome attestato solamente nella Tabula Peutingeriana, una copia medievale, di una cartina d’epoca antica riguardante le strade presenti sul territorio italiano quando ancora esisteva l’Impero Romano. All’interno di questa mappa, il nome di luogo Oplontis è riferito ad alcune strutture situate tra Ercolano e Pompei. Per questa ragione sono stati attribuiti ad Oplontis alcuni ritrovamenti archeologici che, invece, provengono da un’area suburbana della città di Pompei: la residenziale villa di Poppea; un impianto termale, vicino all’Oncino, sito al di sotto delle moderne Terme Nunziate,

  • Italia, Pompei – ritornano i reperti naturalistici

  • Dalle antiche città sepolte dall’eruzione vesuviana sono emersi nel corso degli anni numerosi reperti naturalistici, vegetali e organici, come semi, corna, erbe, frutti, denti e ossa di animali, conchiglie, frammenti di tessuti e legni. Finalmente questi reperti, custoditi nei magazzini del Museo archeologico di Napoli, possono tornare a casa: saranno ospitati in una camera climatizzata, studiata apposta per loro, del Laboratorio di Ricerche Applicate afferente alla SANP (Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei).