Porta Maggiore - articoli in archivio

  • Anguillara, porta Maggiore

  • La caratteristica Porta Maggiore (detta anche “di Castello“) rappresenta l’ingresso al centro storico, racchiuso dai muri delle fortificazioni. Il suo attuale aspetto è frutto di continui rifacimenti e sovrapposizioni, iniziati probabilmente all’epoca della famiglia degli Anguillara dall’XI secolo, successivamente dotata di una cinta muraria a partire dal XIII secolo. Una prima evidente impronta orsiniana si ha con Francesco Di Giorgio Martini a Bracciano (1490-1499), quando la porta venne maggiormente fortificata e dotata di un ponte levatoio (si noti l’incasso del ponte nella cornice bugnata in pietra) e di uno stemma, anch’esso realizzato in pietra, posto sopra l’arco di porta, un tempo

  • Roma: porta Maggiore

  • In epoca romana vi era un celebre luogo, ubicato nell’attuale quartiere Esquilino, che era conosciuto col nome di “ad spem veterem”. In latino vuol dire “alla speranza vecchia” e deriva da un edificio sacro innalzatovi nel 477 a.C. in onore di tale divinità e che indicava l’esatta posizione in cui confluivano otto fra gli acquedotti (che erano in totale undici) che rifornivano la capitale: tale luogo equivale grossomodo all’odierna Porta Maggiore. Inizialmente quest’ultima era nata per monumentalizzare l’acquedotto claudio nell’esatta posizione in cui esso sorpassava la via Labicana e la via Prenestina. Così ogni arcata dell’acquedotto esteticamente divenne proprio come

  • Roma: basilica di Porta Maggiore

  • Al di fuori della Porta Maggiore, a sinistra di via Prenestina, si accede ad uno dei più caratteristici palazzi dell’inizio del periodo imperiale detto “la basilica sotterranea o neopitagorica”. I l suo ritrovamento risale al mese di aprile dell’anno 1917 e avvenne in maniera assolutamente fortuita, in seguito ad un crollo della sovrastante linea del treno Roma-Napoli. Nella metà del 1900 per proteggere l’edificio dalle scosse dovute al passaggio dei locomotori e dalle infiltrazioni acquee, si fece una soletta di cemento armato con una fenditura che adesso è diventato un piccolo museo. Oggi vi si accede da un’altra entrata rispetto al