preistoria - articoli in archivio

  • Gran Bretagna. Stonehenge risuonava come una cattedrale cristiana

  • Una ricerca durata quattro anni proverebbe che il magico sito inglese aveva caratteristiche acustiche fondate non sull’eco ma sul riverbero, che creava un effetto simile a quello delle chiese cristiane. Per l’uomo del Neolitico camminare a Stonehenge rappresentava un’esperienza “acustica” simile a quella avvertita quando si passeggia lungo una cattedrale. È l’ipotesi di una équipe di studiosi dell’Università di Salford che negli ultimi quattro anni sta analizzando le proprietà acustiche del famoso sito per scoprire dati che possano rivelare il mistero dell’antico monumento. Secondo questa teoria, il luogo magico custodito dai monoliti reagirebbe all’attività acustica in una maniera che doveva

  • Intervista alla paleontologa Silvia Bello sui crani umani scoperti in Inghilterra

  • D. Qual’è stato il suo percorso formativo? R. Ho conseguito la Laurea in Scienze Naturali all’Università di Torino nel 1995, quindi mi sono trasferita a Marsiglia dove ho fatto due Master, uno in Preistoria (1997) e uno in Antropologia Biologica (1998). Ho conseguito il PhD fra l’Università di Firenze e l’Università di Marsiglia nel 2001 su pratiche funebri e tafonomia umana. D. E il suo percorso professionale? R. Dopo il dottorato ho fatto domanda per una Borsa di studio Europea, la Marie Curie, per venire a lavorare al Natural History Museum di Londra con Peter Andrews, esperto in tafonomia. Mi

  • Reggio Emilia. Scoperta una tazza d’oro dell’età del Bronzo

  • Nel corso della riunione dei soci dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Reggio Emilia che si terrà lunedì 23 aprile 2012, alle 15.30, saranno presentati i dati preliminari relativi a due eccezionali depositi di reperti metallici. La scoperta più sensazionale consiste in una tazza in oro riferibile all’età del Bronzo, venuta alla luce nel corso degli scavi alle cave Spalletti di Montecchio Emilia. Malgrado il ritrovamento sembri privo di contesto, l’importanza del reperto, la sua singolarità in ambito italiano e la comparazione con analoghi oggetti europei lo collocano tra le più significative scoperte degli ultimi tempi. L’eccezionale testimonianza, che

  • Eritrea. Scoperto un colossale accumulo di amigdale

  • L’ultima campagna di scavi archeologici nel bacino sedimentario di Buya, in Eritrea, condotta dal gruppo di ricerca internazionale guidato dal paleoantropologo Alfredo Coppa, dell’Università La Sapienza di Roma, si è rivelata sorprendente. I ricercatori hanno scoperto un “santuario delle amigdale” con resti umani e dell’industria litica, databili a circa un milione di anni fa e sono certi dell’identificazione perché l’area è senza dubbio uno dei luoghi a più elevata concentrazione di manufatti litici di tipo acheuleano di quel periodo. Gli archeologi si sono trovati di fronte a una spianata di reperti di basalto, selce, scisti e quarzite, ammucchiatisi nei secoli

  • Sudafrica. L’uomo scoprì il fuoco oltre un milione di anni fa

  • Da oggi la quotata domanda “Quando l’uomo ha scoperto il fuoco?” ha una risposta in più, che potrà aiutare a una migliore comprensione delle tappe dell’evoluzione umana. Infatti, un’équipe internazionale di studiosi, diretti da Francesco Berna e afferenti alla Boston University, ha individuato nella grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, i resti di un falò, databile a più di un milione di anni fa. Gli archeologi hanno affermato che tra le ceneri sono riconoscibili i resti di ossa di animali erbivori, fatto che lascia intendere che il fuoco sia stato acceso consapevolmente, benché non siano state riscontrate tracce di attività preparatorie.

  • Scozia, Isola di Skye. Scoperto il più antico strumento musicale a corde dell’Europa occidentale

  • Un gruppo di archeologi è certo di aver dissotterrato i resti del più antico strumento musicale a corda che sia mai stato ritrovato, fino ad oggi, nell’Europa occidentale. Si tratta di un piccolo pezzo di legno intagliato, purtroppo rotto e bruciato, che è stato ritrovato nel corso di alcuni scavi condotti in una grotta sull’isola di Skye. Secondo gli archeologi sembra proprio che quel pezzettino di legno appartenga al manico di una lira risalente a oltre 2.300 anni fa. Lo specialista in archeologia musicale Graeme Lawson sostiene che si tratti di una scoperta che porterebbe a un cambiamento epocale nella nostra

  • Etiopia, Burtele. Un piede di 3.4 milioni di anni svela un ominide bipede sconosciuto

  • Otto frammenti ossei fossili relativi a un piede (destro), rinvenuti in Etiopia in un banco di rocce sedimentarie e che vantano la rispettabile età di oltre 3.4 milioni di anni, dimostrano che gli Australopithecus afarensis, la specie a cui appartiene anche la celebre Lucy, non erano gli unici ominidi che hanno abitato quella regione e in quell’epoca storica. Le ossa del piede di Burtele, che sono stati presentati a fine aprile 2012 dalla rivista Nature, corrispondono infatti a un ominide che doveva essere in grado di muoversi con grande scioltezza sopra gli alberi ma che era anche capace di camminare

  • Nuvolera. Individuato un osservatorio astronomico preistorico?

  • Armando Bellelli sulle pietre del Sercol di Nuvolera La scoperta relativamente recente, opera di Armando Bellelli (ricercatore storico locale), Marco Bertagna e Alberto Pozzi, sta suscitando l’interesse di curiosi, studiosi locali e non solo. Nuvolera, in provincia di Brescia, è un piccolo comune ai piedi del monte Cavallo, un’altura di 420 metri s.l.m., sede si un misterioso cerchio di pietre del diametro di circa 42 metri che ricorda i perimetri dei castellieri alpini protostorici ma che per le sue ridotte dimensioni potrebbe essere annoverato tra gli osservatori archeo-astronomici realizzati e utilizzati dalle antiche popolazioni gardesane. Il “Sercol” di Nuvolera, così

  • Cina, Maludong. Scoperti fossili di una specie sconosciuta di ominidi?

  • Uno dei crani da Maludong I resti di quella che potrebbe essere una specie umana finora sconosciuta sono stati ritrovati e identificati in una regione del sud della Cina. Le ossa, che appartengono per lo meno a cinque individui, secondo la datazione risalirebbero a un periodo compreso tra gli 11.500 e i 14.500 anni fa. Per il momento, gli studiosi e gli archeologi li chiamano semplicemente la “Gente della Caverna del Cervo Rosso”, per via del nome popolare dato al luogo dove sono stati dissotterrati. Il gruppo di archeologi responsabili della scoperta ha dichiarato alla rivista PLoS One che serviranno

  • Sud Africa. Scoperto frammento di pietra con incisioni colorate di 100.000 anni fa

  • Un piccolo frammento di pietra colorata, che riporta una sequenza di incisioni lineari, potrebbe rappresentare il reperto scritto più antico del mondo. Il reperto, che sarà ampiamente descritto nell’edizione Aprile 2012 dell’autorevole Journal of Archaeology, vanta qualcosa come 100.000 anni di anzianità e potrebbe essere anche l’oggetto di arte astratta più antico del mondo.  Il prezioso frammento è stato recuperato nella Grotta del fiume Klasies, nella provincia orientale del Capo, in Sud Africa. Secondo quanto dichiarato da Riaan F. Rifikin, uno dei direttori del team di archeologi che ha compiuto il ritrovamento e professore presso l’Istituto dell’Evoluzione Umana dell’Università di