Puglia - articoli in archivio

  • Poggiardo. Parco dei Guerrieri di Vaste e Museo civico

  • Parco dei Guerrieri di Vaste Situato nella frazione di Vaste, nel territorio comunale di Poggiardo, il Parco dei Guerrieri rappresenta un ampio percorso conoscitivo dell’antica civiltà messapica. L’inizio dell’itinerario è segnato da un grande portale, struttura di recente realizzazione impostata sulla falsariga delle imponenti mura messapiche urbane. Si propongono inoltre diverse tradizioni edilizie urbiche successive, dal Medioevo al Rinascimento. Il terrazzo del complesso permette di osservare, a perdita d’occhio, i resti del circuito murario antico. l’area del parco interno alle mura messapiche Il progetto didattico del parco espone riproduzioni di epigrafi e sculture messapiche incastonate nella trama muraria, come fossero

  • Gioia del Colle. Parco archeologico di Monte Sannace

  • Il parco archeologico di Monte Sannace è stato istituito alla fine degli anni ’70, in seguito ad una lunga serie di campagne di scavo che hanno avuto il merito di riportare in luce una vasta porzione dell’antico abitato peucezio e della sua necropoli. Il sito di Monte Sannace, posto a circa 5 km da Gioia del Colle, si eleva al centro delle Murge a 382 metri s.l.m.. Dall’alto del pianoro, con la vista largamente aperta a nord sino alla marina Adriatica, ad ovest sino alla Murgia di Santeramo e ai monti della Lucania e a sud verso i piani digradanti

  • Ugento: Sistema Museale

  • Il nuovo Museo Archeologico di Ugento Ubicato nel complesso di Santa Maria della Pietà (convento dal 1430 al 1968), il museo con la sua recente inaugurazione si propone come una delle principali tappe culturali di questa bella città salentina, ricca di storia, di arte e di archeologia (si veda l’articolo Ozan-Uxentum). I mirabilia ugentini sono qui raccolti secondo i moderni criteri di allestimento museale: il percorso espositivo si evolve su due piani, seguendo un itinerario cronologico-tematico. ingresso del museo  Si parte dalla corte principale, circondata da un portico a quattro bracci. la corte vista dal primo piano, al centro è

  • Lecce: Museo archeologico Faggiano

  • Situato all’interno delle mura urbane, il Museo archeologico Faggiano è sede del Gruppo Archeologico Terra d’Otranto (G.A.T.O.). La particolarità di questo museo sta nella conformazione e nella ripartizione degli ambienti: la stratificazione permette di vedere e capire (soprattutto agli archeologi e agli speleologi ma la guida cartacea risulta di grande aiuto per chi è meno esperto di stratigrafia) l’avvicendarsi di elementi architettonici e di piani di utilizzo. All’ingresso si propone uno scorcio del piano di calpestio dell’età messapica, caratterizzata dalla presenza di buche di palo necessarie a ospitare le travi lignee verticali delle capanne. teche protettive sul piano di calpestio

  • Patù (Le). Veretum e il finis-terrae

  • Estremità dell’Italia, ultimo porto della Puglia meridionale, Finis Terrae così la chiamavano gli antichi: il confine della terra. Santa Maria di Leuca ed in particolare il santuario ivi fondato rappresenta il sommo limite di un promontorio che si getta tra due mari, l’Adriatico e lo Ionio, l’angolo di roccia che accoglie le onde da oriente e da occidente. Il promontorio Iapigio detto Finis Terrae Un santuario messapico rupestre e l’inesplorato santuario di Minerva Questo luogo, secoli prima di Cristo, divenne il posto ideale per ospitare un santuario marittimo, ricovero per i marinai che si spingevano avanti e indietro tra la

  • Ugento (Le): Ozan-Uxentum

  • Da Ozan messapica a Uxentum romana: la città odierna sopra quella antica Attestata sull’area dell’antica città messapica chiamata Ozan, l’odierna Ugento è uno dei centri culturali più brillanti della provincia di Lecce. Sul suo territorio trova posto un museo archeologico, dedicato all’artista Salvatore Zecca nel 1968, restaurato per la riapertura del 2009-2010 in occasione della quale è ritornato il famoso Zeus di Ugento (vedi voce sotto). Tomba dell’atleta nel museo di Ugento I reperti ivi conservati fanno comprendere l’intenso scambio di idee tra il popolo messapico, simbolo del Salento antico, e quello greco. Questa simbiosi è presente sullo stemma della

  • Lecce

  • Lecce: l’antica Lupiae romana Il Barocco leccese e non solo Gli appellativi spesso associati a Lecce sono la “Firenze del Barocco” e l’“Atene delle Puglie”. Non è un caso infatti che entrambi si applichino perfettamente a questo centro di straordinaria bellezza. Madrepatria del Barocco salentino (o leccese), deve il suo fascino alle chiese costruite in questo stile, tipico del cattolicesimo di XVII secolo. L’accostamento alla polis per eccellenza invece nasce dal connubio tra ambientazione geografica e antichità classica presente nel cuore della città: il terreno salentino e le antiche genti che la abitarono resero caratteristico questo centro che oggi è

  • Otranto

  • Otranto (Le), il ponte verso Oriente Hydrous messapica La città costruita in origine è due volte più grande di quella cinta in seguito dalle mura spagnole. La mole imponente delle fortificazioni messapiche doveva conferire un aspetto maestoso a chi spesso giungeva dal mare. Le mura, realizzate con un’anima di pietre a secco rivestite poi da blocchi rettangolari, terminavano con una merlatura quadrangolare ed erano alte 7 metri e spesse 3. Lungo la via che collegava il porto orientale con la porta marina si dovevano immaginare moltitudini di cippi monolitici scolpiti e decorati con cornici, meandri, fiori di loto, palmette e

  • Gallipoli

  • Gallipoli (Le): la città bella (Kalè polis) L’insediamento messapico-ellenistico e poi romano Distante 39 km da Lecce ed adagiata sia su un promontorio lungo 3 km, in aggetto sul mare, sia sull’isola prospiciente ad esso, Gallipoli vanta ancestrali origini come già si comprende dal nome: Kalè polis in greco infatti significa “bella città”. Questo centro fu un emporio marittimo messapico-ellenistico. Un’iscrizione latina cita il nome del centro chiamandolo Nauna, tradendo una chiara connotazione indoeuropea nella radice nau/naus (nave). (1) Col sopraggiungere del dominio romano, il nome della città passa da Callipolis ad Anxa come riferisce Plinio il Vecchio: “Callipolis quae