Roma - articoli in archivio

  • Roma: convento dei Santissimi Quattro Coronati

  • Il convento dei Santissimi Quattro Coronati deve il suo nome a 4 militi dell’esercito romano che subirono il martirio (il termine “coronati” in questo caso indica la corona d’alloro derivante dal martirio) per aver deciso di non eseguire la condanna a morte di alcuni artisti, in particolare 4 o 5 scultori, i quali si erano opposti, a loro volta, all’ordine di realizzare la riproduzione di una divinità pagana, essendo cristiani. La chiesa oggi ci appare come una sorta di roccaforte, simile ad un’antica fortezza risalente al periodo del Medio Evo, a causa delle possenti pareti che la caratterizzano e dalla

  • Roma: Rostra ai fori

  • La Rostra indicava anticamente la tribuna sulla quale avvenivano le orazioni degli oratori e dei magistrati e fu chiamata così dal momento in cui iniziò ad essere abbellita con i rostri delle imbarcazioni conquistate durante la battaglia di Anzio avvenuta nel corso del 338 a.C. In origine era posta all’interno del Comizio e occupava un’area delimitata da alcuni gradini a forma circolare. Come conseguenza del generale rinnovamento del Comizio che trovò avvio con Cesare e conclusione con Augusto, la Rostra fu trasferita sul lato ovest del Foro nelle vicinanze dell’Arco di Settimio Severo. Essa fu svelata al pubblico per la prima

  • Roma: sacello di Venere Cloacina

  • Il sacello di Venere Cloacina era un piccolo tempio che sorgeva nei pressi della basilica Emilia. Dai frammenti che sono pervenuti fino ad oggi possiamo osservare che esso è formato da una piccola base marmorea sulla quale, in origine, si ergeva il tempietto. Tenendo conto di quanto visibile da alcune raffigurazioni di antiche monete si comprende anche che il sacello di Venere Cloacina non aveva copertura ed era dotato di una bassa recinzione a forma circolare che aveva il compito di proteggere le statue del culto, Cloacina e Venere. All’inizio si trattava di due divinità distinte: Cloacina era un’antica divinità

  • Roma: chiesa di San Giovanni a Porta Latina

  • Fu Gelasio I che, nel corso del V secolo, si occupò dell’innalzamento della chiesa nota con la denominazione di San Giovanni a Porta Latina. Nel corso del 772, essa, fu interamente ricostruita ad opera di Adriano I e durante il 1191, nel periodo di Celestino III, fu completamente risanata e al suo interno furono trasferite le reliquie dei Santissimi Gordiano ed Epimaco. La tradizione vuole che questa chiesa fu innalzata per commemorare la circostanza miracolosa che coinvolse San Giovanni e che lo vide uscire incolume dalla prova dell’olio bollente. Il miracolo vero e proprio è commemorato all’interno della vicina cappella

  • Roma: chiesa di Santa Francesca Romana

  • La chiesa di Santa Francesca Romana è nota anche come Santa Maria Nova. Fu innalzata da papa Leone IV nel 850, tra i resti del tempio dedicato alla dea Venere e fu così chiamata perché rimpiazzava la precedente chiesa di Santa Maria Antiqua, realizzata durante il IV secolo in un vano del vestibolo all’interno dei palazzi domizianei, costituiti dalla Domus Augustana, dalla Domus Flavia e dallo Stadio, e distrutta tre anni prima da violento terremoto. La chiesa di Santa Maria Nova sorse, secondo un’antica leggenda, sul luogo in cui Simon Mago con le sue abilità magiche osò sfidare San Pietro.

  • Roma: Santa Maria Antiqua

  • Posto a sud del tempio dedicato ai Dioscuri e della Fonte di Diuturna, sorge un imponente gruppo di edifici che rappresenta il punto di contatto tra il Foro Romano e il Palatino. Ancora oggi ci si chiede quale sia stata, in passato, la reale utilità di questi edifici. L’interpretazione che ha riscosso maggior successo fino ad oggi è che essi rappresentino una sorta di anticamera monumentale alle residenze imperiali: l’intera costruzione, infatti, sembra essere coeva alla Domus Augustana. Tra le cose che conosciamo della precedente epoca, la fase dell’imperatore Caligola, è che egli decise di trasferire l’ingresso della Domus Tiberiana

  • Roma: chiesa di Santa Maria in Tempulo

  • La chiesa di Santa Maria in Tempulo sorge sotto le pendici del colle Celio, nei pressi della strada denominata Via Valle delle Camene che si snoda sulle tracce del tratto iniziale della vecchia Via Appia. Con la sua denominazione, la Via della Valle delle Camene sembra ricordare come nelle sue vicinanze sorgeva, un tempo, la cosiddetta Fons Camenarum, una fontana dedicata alle Camenae, le Muse. Un’antica leggenda vuole che le acque che scorrevano in questa fontana erano dotate del potere di guarire ogni male ed esse venivano utilizzate dalle sacerdotesse Vestali per svolgere i riti legati al loro culto. La

  • Roma: chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano

  • La chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano fu innalzata nel corso del VI secolo, per volere del pontefice Felice IV, nella parte interna di una delle duplici Biblioteche del Tempio della Pace, precisamente all’interno della rotonda appartenente al Tempio di Romolo. Queste strutture furono donate al pontefice dalla figlia di Teodorico, Amalasunta, con il preciso obiettivo della costruzione di una chiesa. In corso d’opera, il pontefice decise di intitolarla ai Santissimi Cosma e Damiano, una coppia di medici che furono martirizzati nel corso del 303. La chiesa, che, in onore di questo pontefice, fu denominata anche Basilica beati Felicis, fu

  • Roma: stadio al Palatino

  • Dal punto di vista strutturale lo Stadio è una costruzione, simile ad un circo, di forma rettangolare molto allungata, dotata di una delle pareti minori, quella posta a sud, a forma di curva. Si trova sulla sommità del Colle Palatino e rappresenta una eccezionale attrativa turistica per la sua spettacolarità. Risale alla fine del periodo di potere dell’imperatore Domiziano, proprio come confermato dalla presenza dei bolli laterizi, ma poi risanato, prestando una particolare attenzione ai porticati, nel periodo di Adriano e, per quanto concerne i lavori sull’esedra, sotto Settimio Severo. Lo Stadio occupa una superficie che fiancheggia totalmente il lato posto

  • Roma: Insula Romana

  • Le opere di demolizione effettuate tra 1928 e 1930 per la creazione della Via del Mare (oggi Via del Teatro Marcello), nata dai resti della vecchia Via Tor de’Specchi, provocarono il disfacimento della Piazza Aracoeli, una tra le zone più belle di Roma, la “quinta” teatrale che Michelangelo Buonarroti aveva utilizzato per la visuale lontana della sistemazione del Campidoglio“, e lasciarono nel punto da essa occupato soltanto un vuoto amorfo. Purtroppo capita che palazzi, chiese, strade ed altre bellissime opere antiche siano rase al suolo a causa della mancanza di sicurezza della struttura oppure per permettere la costruzione di nuove