Roma - articoli in archivio

  • Roma: Colle Celio

  • La denominazione Celio non è utilizzata soltanto per individuare un rione di Roma in quanto esso indica principalmente uno dei mitici sette colli romani. Oltre al colle Celio, infatti, ricordiamo il Palatino, il Campidoglio, l’Esquilino, il Viminale, l’Aventino e il Quirinale: i celebri e celebrati sette colli di Roma. La denominazione del colle Celio, tuttavia, sarebbe relativamente recente in quanto originariamente, esso era noto con il nome di Mons Querquetulanus. Questo termine è traducibile letteralmente dal latino con “monte delle querce”: successivamente, poi, il nome del monte divenne Celio in merito ad uno dei fratelli Vulci, chiamato Caele (Caelius) Vibenna,

  • Roma: colonna di Foca

  • La Colonna di Foca è un pilastro in marmo, alto 13,60 metri, in stile corinzio che si innalza da una base dotata di gradini. Essa fu fatta erigere, nel corso del 608 d.C., dall’esarca bizantino Smaragdo per onorare l’imperatore orientale Foca che aveva regalato il Pantheon al pontefice Bonifacio IV. Questo pilastro costituisce l’ultima opera civile innalzata all’interno del Foro Romano. In origine, alla sua sommità si poteva osservare anche una riproduzione dell’imperatore. Essa fu rinvenuta durante il 1813, nel corso dei lavori che portarono al disseppellimento delle numerose opere presenti nel Foro Romano. Insieme alla colonna fu ritrovata anche un’incisione

  • Roma: Colosseo

  • Il Colosseo, il più importante ed esteso anfiteatro romano, fu fatto innalzare dall’imperatore Vespasiano nella vallata racchiusa tra il colle Celio, l’Esquilino e il colle Palatino, nel corso degli anni iniziali della sua salita al trono imperiale che, in totale, occuparono quelli compresi tra il 69 ed il 79 dopo Cristo. La vallata sulla quale fu innalzato questo immenso anfiteatro era precedentemente occupata da un piccolo lago artificiale appartenente alla Domus Aurea neroniana. La motivazione alla base della selezione di quest’area fu mossa sia dal desiderio di riconsegnare alla popolazione romana quella parte di territorio pubblico che Nerone aveva destinato

  • Roma: auditorium di Mecenate

  • Il palazzo (che si trova oggi in Largo Leopardi ed è noto col nome di Auditorium di Mecenate), corrisponde al ninfeo degli horti Maecenatis, la maestosa costruzione voluta da Mecenate sul rione Esquilino nel 30 a.C. circa, periodo in cui l’area circostante, sino a quel momento usata come necropoli, fu bonificata e vi furono edificate bellissime dimore residenziali. Esso, ritrovato nel 1874, è l’unica parte rimanente della meravigliosa villa ed è formato da una stanza di forma rettangolare, absidata in un lato minore, larga 10,60 metri e lunga 24,40 metri soverchiata con volta a botte. La parte davanti della stanza

  • Roma: basilica Giulia

  • La basilica Giulia sorge su un’area originariamente occupata da una delle basiliche più vecchie di Roma, la Sempronia. Quest’ultima fu eretta nel corso del 170 a.C. da Tiberio Sempronio Gracco il censore, padre dei noti Gracco e Tiberio. Livio ci racconta che per innalzare la Sempronia, Gracco dovette radere al suolo l’area occupata dall’abitazione di Scipione l’Africano ed alcuni magazzini che sorgevano nelle sue vicinanze. La basilica Giulia, invece, fu realizzata ad opera di Cesare nel corso del 54 a.C. durante i lavori per la costruzione del Foro di Cesare. Fu terminata ad opera di Augusto ma subì i danni

  • Roma: basilica di Massenzio

  • La Basilica di Massenzio prende il nome da colui che iniziò a costruirla verso l’inizio del IV secolo e rappresenta una delle strutture più imponenti risalenti al periodo della Roma Imperiale. Essa fu ultimata da Costantino ed occupava massima parte della zona della Velia. Nonostante che l’accesso alla basilica si trovi sul lato posto in Via del Fori Imperiali, essa è intimamente legata al Foro Romano. Da quanto si ricava dalla lettura di un frammento di una mappa di Roma risalente al periodo di Settimio Severo e dai lavori di dissotterramento svolti nelle circostanze della struttura, sembra confermata l’ipotesi che sul

  • Roma: basilica di Porta Maggiore

  • Al di fuori della Porta Maggiore, a sinistra di via Prenestina, si accede ad uno dei più caratteristici palazzi dell’inizio del periodo imperiale detto “la basilica sotterranea o neopitagorica”. I l suo ritrovamento risale al mese di aprile dell’anno 1917 e avvenne in maniera assolutamente fortuita, in seguito ad un crollo della sovrastante linea del treno Roma-Napoli. Nella metà del 1900 per proteggere l’edificio dalle scosse dovute al passaggio dei locomotori e dalle infiltrazioni acquee, si fece una soletta di cemento armato con una fenditura che adesso è diventato un piccolo museo. Oggi vi si accede da un’altra entrata rispetto al

  • Roma: acquedotto di Nerone

  • L’acquedotto di Nerone è una parte dell’acquedotto Claudio. Costruito per volontà di Nerone era utilizzato per rifornire di acqua il ninfeo e il lago della sua maestosa dimora, la Domus Aurea. Esso parte da piazza di Porta maggiore, prosegue per via Statilia con un insieme di arcate splendide e, lungo la strada sottoterra dell’acqua Appia, giunge verso il Celio. Le arcate sono state realizzate in mattoni e misurano 19-22 metri di altezza. Subirono, nel tempo, diverse ristrutturazioni dai Flavi, da Adriano, da Settimio Severo, da Caracalla (211 d.C.). Attualmente è ancora possibile vedere le parti restaurate da Settimio Severo in via

  • Roma: anfiteatro castrense

  • Nei Cataloghi Regionari l’anfiteatro Castrense è citato nella V Regio. Il termine latino castrum è azzeccato se si pensa non al suo significato di accampamento, ma a quello che più tardi ha assunto, vale a dire dimora imperiale. Infatti, l’anfiteatro era integrato insieme alle terme eleniane e il circo chiamato variano, in un complesso edilizio conosciuto come palazzo Sessoriano, una dimora imperiale del periodo dei Severi. Nel III secolo era utilizzato per allestire rappresentazioni e parate militari per la corte imperiale, e si è mantenuto nel tempo poiché inglobato nelle Mura Aureliane. Si mantenne in buono stato sino al terzo

  • Roma: arco di Costantino

  • L’Arco dedicato all’imperatore Costantino fu edificato nei pressi della Via Triumphalis, una vecchia strada percorsa dalle sfilate e dai cortei che accompagnavano i trionfatori che si dirigevano sul Colle Capitolino, in occasione della vittoria ottenuta dall’imperatore Costantino sul suo rivale Massenzio, che in questo evento perse la vita, e svoltasi nel corso del 312 d.C. sul noto Ponte Milvio. I lavori per la costruzione dell’opera terminarono tre anni dopo e l’arcata fu aperta al pubblico il giorno 25 luglio dell’anno 315, data in cui si celebrò il decimo anniversario di regnanza dell’imperatore Costantino. Entrambe le pareti delle facciate maggiori dell’Arco