Roma - articoli in archivio

  • Roma: arco di Settimio Severo

  • L’Arco di Settimio Severo è strutturalmente costituito da tre arcate e si sviluppa in altezza per 20,88 metri, in larghezza per 23,27 metri e nella profondità per 11,20 metri. Il suo innalzamento si ebbe nel corso del 203 d.C. come monumento celebrativo del primo decennio d’impero dell’omonimo imperatore. Sulla sua superficie sono incisi rilievi, ormai molto erosi, che ricordano le vittorie in battaglia dell’imperatore, svolte in Partia (gli odierni Iran e Iraq) e in Arabia. Per aver accesso ai fornici posti ai lati dell’arcata vi erano delle piccole gradinate mentre al centro dell’arco forse originariamente vi passava una strada, di

  • Roma: arco di Tito

  • L’Arco di Tito, formato da una sola arcata, è posto sulla cima settentrionale del Palatino, nella parte ovest del Foro Romano. La sua struttura è rivestita con marmo greco pentelico ed è sorretto da quattro semi-colonne composite per ogni lato. Per quanto riguarda le dimensioni, il monumento ha un’altezza di 15,40 metri, una larghezza di 13,50 metri ed una profondità di 4,75 metri. Nelle chiavi di volta sono raffigurate le personificazioni della dea Roma e del Genio che rappresenta, invece, il popolo romano, mentre sull’archivolto è possibile notare la raffigurazione di Vittorie con stendardi, che si levano in volo su alcuni

  • Roma: arco di Gallieno

  • Compreso fra due palazzi in via San Vito si trova la parte più importante di un arco, che inizialmente era a tre fornici, costruito dove un tempo c’era la porta Esquilina, una porta delle antiche mura Serviane che è stata riedificata completamente per volontà di Augusto. L’arco venne innalzato in onore del regnante Gallieno, morto per mano dei suoi stessi uomini nel 262 d.C. Marco Aurelio Vittore vi fece scrivere successivamente, per l’imperatore e per la sua consorte, una frase che troviamo nella cornice sotto l’attico e che è stata fatta successivamente. Essa recita così: “A Gallieno, clementissimo principe, il

  • Roma: porta Latina

  • La Porta Latina, che sorge lungo la superficie delle Mura Aureliane, è una delle porte appartenenti a queste mura che meglio hanno resistito al trascorrere del tempo. La sua denominazione ricorda la vecchia e omonima strada che, oltrepassando l’area della Lega Latina, metteva in collegamento Roma con la città di Capua. Nel corso del periodo repubblicano questa strada aveva origine dalla Porta Capena, unitamente alla nota Via Appia Antica. In prossimità dell’odierno Piazzale di Numa Pompilio, poi, queste due strade si dividevano, come succede ancora oggi, ma con la particolarità che la denominazione della parte iniziale della strada oggi è di

  • Roma: porta Metronia

  • La Porta Metronia è uno dei portali che si apre dalla superficie delle Mura Aureliane.  Nel corso del tempo questo portale fu conosciuto con molte denominazioni: Mitrobi, Mettrone, Metrodia, Metiana, Metaura, Metrovia. Quest’ultimo nome probabilmente deriva da Metrobius, che in passato era proprietario di un terreno nelle vicinanze del luogo. Fu chiamata perfino porta Gabiusa, in relazione alla Via Gallia che si snodava partendo proprio da questa Porta e si dirigeva verso Gabii, una vecchia cittadina dei Volsci molto nota e fiorente nel corso del periodo repubblicano. Questo portale, tuttavia, altro non era che una posterula, una porta secondaria, che

  • Roma: tomba di Cecilia Metella

  • Sulla via Appia, poco dopo aver superato le Mura Aureliane, attraverso la porta di San Sebastiano, si raggiunge uno dei monumenti più noti della Roma antica e della campagna romana: il sepolcro di Cecilia Metella.  Il mausoleo si trova precisamente al III miglio della nota via consolare, sul ciglio di una piccola altura; l’Appia fu la prima grande strada pubblica romana, lungo la quale vennero costruiti numerosi edifici e la sua importanza rendeva prestigiosa una sepoltura in questo luogo. Quella di Cecilia Metella è una tomba individuale, caratteristica della tradizione romana, dalla tipologia, propria anche dell’Augusteo, che succedette al tumolo

  • Roma: Capitolium

  • Dalla Piazza del Campidoglio si snodano due gradinate costruite, intorno al 1547 e il 1522, in base ad alcuni progetti dell’architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola. Una è posta verso la cima nord del Campidoglio in corrispondenza dell’Arx, in particolare verso la chiesa Santa Maria in Aracoeli, l’altra scalinata è, invece, posta verso il Capitolium, la cima che volge a sud del Monte Capitolino, ed è caratterizzata dall’avere sul fondo il noto Portico del Vignola. Il Capitolium era un luogo di culto molto importante per gli antichi romani perché proprio su questa cima del Campidoglio sorgeva il tempio dedicato alla

  • Roma: Marforio

  • Marforio a Roma è nota per essere una delle cosiddette “statue parlanti” che, insieme a Babuino, Pasquino, l’Abate Luigi, Madama Lucrezia e il Facchino, divennero presto i simboli della critica politica occulta verso i complotti pontifici. Questo monumento ha origini molto antiche (forse I secolo d.C.) e sembra che raffiguri il dio Oceano anche se in passato è stato assimilato anche ad altre importanti divinità come Nettuno, Giove o il Tevere. La scultura fu recuperata all’interno del Foro di Augusto, in prossimità del Tempio di Marte Ultore, una zona che in passato, durante il Medio Evo, era chiamata Foro di

  • Roma: monte Capitolino

  • Il Campidoglio, chiamato anche Monte Capitolino, fa parte, unitamente all’Esquilino, al Viminale, al Celio, al Palatino, al Quirinale e all’Aventino, dei sette mitici colli su cui sarebbe stata fondata Roma. Sul Monte Capitolino, in particolare, durante l’età regia e nei primi anni dell’era repubblicana, si concentravano i più importanti edifici di culto. La scelta non fu affidata al caso. A condizionare questa decisione fu sicuramente la geografia stessa del Campidoglio il quale appare circondato su ciascun lato da dirupi impervi ad esclusione del lato che dà verso il Quirinale: prima della realizzazione del Foro di Traiano, infatti, i due colli

  • Roma: piazza del Campidoglio

  • La Piazza del Campidoglio è situata sull’Asylum, l’avvallamento posto tra il Capitolium e l’Arx, le due cime del Campidoglio. Anche questa zona, come il resto del Monte Capitolino, dopo essere stata uno dei centri più importanti per la popolazione dell’Antica Roma, subì il corso degli eventi e del tempo e fu lentamente abbandonata a se stessa a partire dagli ultimi decenni del mondo antico. Durante il Medio Evo divenne una risorsa per i pastori che vi portavano a pascolare le capre: per questo motivo, in quel periodo, assunse il nome di Monte Caprino. Su questa piazza sorgeva, tra gli altri