Tarquinia - articoli in archivio

  • Falerii Veteres: storia

  • Carta archeologica di Falerii Veteres realizzata da Adolfo Cozza Un’aurea mitica avvolge le origini di Falerii Veteres; narra infatti il poeta Ovidio che la città sarebbe stata fondata da Halesus, figlio di Agamennone, fuggito da Argo dopo la morte del padre (Ovidio, Amores, III, 13, 31). Il fascino della presunta origine greca ha accentuato l’idea di una marcata differenziazione culturale rispetto alla popolazioni limitrofe; ma è evidente come tale fonte debba essere considerata un suggestivo contributo letterario, e che le vere origini della città vadano cercate nelle evidenze archeologiche conservate. Le prime tracce di frequentazione risalgono all’età preistorica a partire

  • Etruschi: lo scontro con Roma

  • Nel V sec. a.C. gli Etruschi, già minacciati in mare dai Greci e nel Lazio dai Latini, dovettero affrontare un ultimo nemico, i Romani. La vicinanza di alcune città etrusche con Roma e il comune proposito di controllare l’area del Tevere, provocò attriti tra i due popoli che presto sfociarono in un lungo conflitto. La guerra degli Etruschi contro Roma Il primo centro etrusco coinvolto nella guerra fu Veio: battaglie e tregue tra le due città interessarono tutto il V sec., trascinando negli scontri in veste di alleati etruschi il centro latino di Fidene, e i vicini Falisci e Capenati,

  • Etruschi: apogeo della civiltà

  • Nella seconda metà del VII sec. a.C. gli Etruschi, resi ricchi e potenti dalla fiorente economia e dai commerci, si affermarono anche politicamente nel Mediterraneo, divenendo in breve tempo protagonisti della storia dell’epoca insieme a Greci e a Cartaginesi. L’apogeo della civiltà Etrusca Le città maggiormente interessate dal benessere economico furono Cerveteri, Tarquinia e Vulci, centri urbani costieri dell’Etruria meridionale che sfruttarono il mare per ampliare le rotte commerciali e intraprendere cospicui rapporti con l’oriente; queste, a cui si aggiunse Veio, forti della stabilità economica raggiunta, furono le prime città a maturare mire espansionistiche: nel Lazio fu conquistatadagli Etruschi Praeneste

  • Cefalo

  • Cefalo è noto soprattutto per essere uno dei giovinetti di cui Eos si invaghisce e che rapisce, attratta dalla sua straordinaria bellezza. Numerose sono le fonti che parlano di questo personaggio, fornendo informazioni in apparenza tra loro discordanti.  Piero di Cosimo, Cefalo e Procri, 1500 , Londra National Gallery Il racconto di Ferecide Ferecide, un mitografo della prima metà del V secolo a.C. parla in modo diffuso di questo personaggio (1), soffermandosi sia sulla genealogia di Cefalo, sia concentrandosi sulla figura di Procri e sul racconto che vede i due personaggi protagonisti. In questa versione della saga Cefalo è detto

  • Tarquinia (Vt). Scoperte le più antiche pitture etrusche del sito

  • Durante la terza campagna di scavo effettuata dall’Università di Torino in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e diretta da Alessandro Mandolesi, in una zona principesca della necropoli del sito etrusco di Tarquinia (Viterbo), è stata ritrovata l’anticamera di una grandiosa tomba a tumulo che conserva al suo interno i resti di un raro intonaco del settimo secolo avanti Cristo decorato con le più antiche pitture etrusche scoperte fino ad oggi presso il sito.

  • Italia, Gabii. Ulteriori notizie dalla reggia dei Tarquini a Gabii

  • Ulteriori ed interessanti notizie giungono dalla reggia-santuario dei Tarquini venuta alla luce a Gabii grazie al lavoro dell’equipe di Stefano Musco della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Marco Fabbri dell’Università di Tor Vergata e Massimo Osanna della Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera.

  • Italia, Tarquinia – apertura straordinaria del primo Maggio del Museo e della Necropoli Etruschi

  • Fra i luoghi più visitati del Mediterraneo da appassionati e studiosi di archeologia e arte antica possiamo includere la culla del popolo etrusco, la città di Tarquinia, dove il meraviglioso universo dei Tirreni riprende vita grazie alle tombe dipinte custodite nella sua Necropoli, dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Qui, osservando le immagini dei dipinti, risalenti a più di duemilacinquecento anni fa, possiamo conoscere e comprendere i desideri e le passioni che animavano il popolo etrusco.