Teramo - articoli in archivio

  • Teramo, Museo Archeologico: dai reperti la storia del territorio

  • Concludiamo con questo terzo “venerdì di Archeorivista” l’immersione nell’archeologia teramana che, come figli di questa terra per di più “fuorusciti” – per usare il termine con cui Giammario Sgattoni definiva chi aveva trovato lavoro e condotto la propria vita in altri lidi – ci ha dato non poca emozione. Dopo Santa Maria Aprutiensis e dopo la storia della città attraverso i reperti esposti al piano terra, il Museo Archeologico “Francesco Savini” – che si ispira alle vedute del grande studioso e ricercatore – presenta la storia del territorio nelle sale del primo piano. Testa di guerriero con elmo, da Pagliaroli

  • Teramo, Museo Archeologico: dai reperti la storia della città

  • Dopo la visita ai resti di Santa Maria Aprutiniensis, che abbiamo raccontato nel “venerdì di Archeorivista” della scorsa settimana, ci immergiamo ancora di più nell’archeologia teramana visitando il Museo Archeologico di Teramo, intitolato a Francesco Savini, il grande archeologo artefice degli scavi rivelatori di fine ‘800 e primi del ‘900: tali scavi hanno riguardato la domus sotto il proprio palazzo e la citata antica Cattedrale, il Teatro romano e l’Anfiteatro, il chalcidicum e la costruzione circolare vicino a piazza Verdi, le terme di casa Castelli e la piscina natatoria. Musa con panneggio.

  • Teramo. Santa Maria Aprutiensis, l’antica cattedrale medievale

  • I “venerdì di Archeorivista” si spostano a Teramo (Abruzzo), sui resti dell’antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis nel cuore del centro storico. Non si può dire che spuntino all’improvviso, come avviene invece per i ruderi del Teatro Romano, non lontani. Quelli della cattedrale occupano parte della piazza di Sant’Anna e sono protetti da una tettoia con un’incastellatura di tubi d’acciaio che sembra schiacciarne il delicato disegno planimetrico; il progettista ha voluto così, forse pensando al Louvre, ci dicono, tanto è vero che la copertura è di vetro come quella della “piramide” che però serve solo ad introdurre nella grande galleria