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Tarquinia. Tomba degli Aninas

La tomba degli Aninas è situata nel terreno di proprietà Scataglini, al termine del corridoio scavato nella roccia, per estrarne pietra, e su cui si affacciano altri sepolcri (175 solo nel fondo Scataglini), la tomba è costituita da una grande camera quadrangolare con soffitto piano e banchina “a P greco” addossata alle pareti e articolata su tre gradini.

Tarquinia tomba degli Aninas
parete di fondo

Il committente fu Larth Aninas il quale, stando all’iscrizione etrusca dell’epitaffio, allestì sei loculi per membri della sua famiglia, appartenuti a tre generazioni, plausibilmente tra 300 e 250 a.C.

Tarquinia tomba degli Aninas
parete sinistra. Nell’epitaffio si legga da destra a sinistra: in rosso Aninas, in azzurro avils XXXXIII (cioè 43 anni), in arancio sa suthi (cioè 6 tombe o sarcofagi)

Questa famiglia non compare tra quelle dei notabili di Tarquinia ma rientra nell’elenco di quelle nuove aristocrazie formatesi successivamente. Solo un Larth Aninas, omonimo del fondatore e appartenuto alla terza generazione, ricoprì la carica di zilath (magistrato analogo al praetor romano).

I sarcofagi sono realizzati in calcare, in nenfro e in terracotta (questi di moda ellenistica), alcuni dei quali rappresentano il defunto recumbente, nella classica posa del banchettante dell’aldilà. Un sarcofago presenta decorazioni a tralci su fondo rosso, analogo alle rappresentazioni della ceramica di Gnathia.

Tarquinia tomba degli Aninas
parete di fondo, particolare con festoni e scritte, tra cui nel rosso si legge da destra a sinistra Aninas Larth

Tarquinia tomba degli Aninas
parete destra, sarcofago di una donna della famiglia Aninas

Tarquinia tomba degli Aninas
sarcofagi sul lato sinistro

La parete sinistra presenta iscrizioni sulle caratteristiche e le cariche onorifiche dei defunti raffigurati in processione. Altri epitaffi sono circondati dalle due figure demoniache e psicopompe di Charun e Vanth.

Tarquinia tomba degli Aninas
processione e scritte sulla parete sinistra

Tarquinia tomba degli Aninas
parete sinistra, epitaffio con Charun e Vanth affrontati

La parete destra è quasi del tutto perduta mentre quella di fondo presenta decorazioni a kyma dorico e festoni, di foglie e nastri rossi, che ritornano su alcuni sarcofagi.


Charun e Vanth

Gli stessi accompagnatori inferi si ritrovano sui lati dell’ingresso in funzione di ianitores (uscieri): il grosso malleo e le ali qualifica Charun, dal colorito bluastro e dai capelli rossicci mentre la fiaccola, per illuminare il cammino nell’Ade, e le ali rimandano a Vanth, qui dipinta con la carnagione rosea e il seno scoperto. I nomi di entrambi i personaggi sono scritti tra le gambe di ognuno.

La mancanza delle braccia, dei due personaggi, rivolte verso la porta è dovuta all’allargamento dell’entrata per fare entrare gli ultimi sarcofagi, di dimensioni maggiori.

Charun
Charun

Vanth
Vanth

Il tratto ricorda molto caricature espressionistiche: il contorno è grosso, l’incarnato poco sfumato, il colore delle vesti è uniforme ma non manca il panneggio. Più sfumature si osservano nel chiaroscuro cromatico di Vanth.

Bibliografia

  • S. STEINGRÄBER 2006, Affreschi etruschi. Dal periodo geometrico all’ellenismo.
  • A. NASO 2004, La pittura etrusca.

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