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Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri

Rinvenuta nel 1985, sotto la strada che oggi porta all’ingresso della necropoli di Monterozzi, la tomba dei Demoni Azzurri risale alla seconda metà del V secolo a.C. (430-400 a.C. circa).

Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri

L’eccezionalità di questo monumento funerario sta nelle scelte iconografiche del pittore che realizzò gli affreschi parietali: fanno infatti la loro comparsa, per la prima volta, figure demoniache dell’aldilà.

I demoni azzurri di Tarquinia

Sulla parete di fondo è dipinto un banchetto, ipoteticamente ambientato nell’oltretomba, con tre coppie maschili e una coniugata, su 4 klinai. La scena è il centro verso cui convergono i fregi figurati delle pareti laterali che mostrano ludi funebri o immagini di caccia (molto lacunose).

Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri
Particolare del banchetto

Ugualmente alle tombe di Caere si nota la preponderanza maschile sul lato sinistro e quella femminile sul lato destro della stanza. Il primo offre il defunto su un cocchio, accompagnato da musici e ballerini, in cammino verso l’oltretomba, funus trimphalis, quasi ad anticipare le scene di processioni di magistrati delle tombe più tarde.

Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri
Particolare del cocchio del defunto


Due musici si dirigono verso i vasi del banchetto

La parete “femminile” presenta l’arrivo della defunta presso un’antenata, qui semplificate con l’iconografia tipica di Demetra (antenata) e Persefone (defunta). Fa la sua comparsa la prima rappresentazione del traghettatore Charu (Caronte), sul fiume Acheronte, con la barca e il remo.

Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri
Lacunosa scena con la barca e il remo di Caronte

La spettacolare novità iconografica è raffigurata dai terrificanti demoni blu (da cui prende nome la tomba), rossi e neri che accompagnano la fanciulla e sono collocati in un cupo paesaggio roccioso.

È possibile che l’ambientazione trovi spunto nell’opera “Le rane” di Aristofane (450-388 a.C.) dove viene citata la Pietra del Secco, qui presente. I demoni non percuotono i defunti ma li scortano alla barca verso il banchetto. Il demone blu con serpenti barbuti nelle mani è affiancato da un genio o demone alato, anch’egli blu, forse personificazione di Hypnos.

Tarquinia (VT): la tomba dei Demoni Azzurri
Un demone azzurro accompagna la defunta

Tarquinia (VT): la tomba dei Demoni Azzurri
Il demone blu con serpenti e il genio o demone alato forse Hypnos

Questo repertorio iconografico potrebbe rimandare a correnti religioso-escatologiche di derivazione eleusina, dionisiaca, orfica o anche pitagorica tramite i contatti che gli Etruschi degli empori (Spina e Adria) ebbero con i greci nel V secolo a.C. Le vesti dei personaggi hanno forti analogie con vestiti rinvenuti eccezionalmente a Verucchio (RN), città villanoviana sede poi di un potentato locale basato sulla pirateria adriatica.

Bibliografia

  • S. STEINGRÄBER 2006, Affreschi etruschi. Dal periodo geometrico all’ellenismo.
  • A. NASO 2004, La pittura etrusca.

1 Commento su Tarquinia: tomba dei Demoni Azzurri

  1. Un luogo suggestivo, denso di fascino arcano…sto uniziando ad introdurmi nella cultura etrusca studiandone anche la lingua…e ogni volta mi affacina di più

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