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Tavolozza di re Narmer

Tavolozza di re Narmer

La tavolozza di Narmer (re della I dinastia identificato con Menes) è un importante documento storico che ha contribuito fortemente alla conoscenza della scrittura geroglifica e della storia dell’antico Egitto, più precisamente testimoniando secondo molti studiosi il processo di unificazione tra il Basso e l’Alto Egitto. Recenti scoperte archeologiche sembrano aver confutato questa teoria: alcuni scavi condotti da archeologi tedeschi vicino alla città di Abido, nella necropoli di Umm el-Qaab, hanno dimostrato che ben quattordici predecessori di Narmer, lì sepolti, avevano regnato su un Egitto non più diviso già forse da 200 anni.

Realizzata in scisto, l’opera è datata alla fine del periodo Protodinastico, siamo intorno al 3000 a.C., quando i primi re iniziarono a governare su un paese unificato.

La scoperta della tavolozza di re Narmer

La scoperta avvenne alla fine del XIX secolo durante una campagna archeologica condotta nella città greca di Hyerakonpolis (l’odierna Nekhen) tra i resti di un tempio in mattoni crudi, gli scavi furono diretti dallo studioso J. E. Quibell e oggi la tavola è conservata al Museo del Cairo.

Il reperto è largo 42 cm. e alto 64 cm., è riccamente decorato a rilievo su entrambi i lati con scene inserite all’interno di registri che segnano la pietra orizzontalmente.

Nell’antico Egitto queste lastre avevano un uso quotidiano, servivano come base di appoggio per macinare la terra colorata utilizzata dagli egizi per truccarsi. La tavolozza in questione invece ha una finalità ben diversa, cioè quella di celebrare le imprese del re Narmer, che probabilmente con le sue gesta pose fine alle divisioni territoriali.

L’opera fondamentale per la comprensione della scrittura geroglifica, contiene già dei simboli evoluti per una fase così antica (il falco Horus e la dea Hathor per citarne alcuni) tutti incentrati sulla figura del re-faraone, posto al centro dell’universo egizio e punto di collegamento tra gli uomini e gli dei.

Lato anteriore

Tavolozza di re Narmer

Il lato anteriore della tavola è ripartito in tre registri:

La fascia superiore è dominata ai lati da due teste di vacca, identificabili con le “teste della dea Hathor”, al centro l’immagine stilizzata del palazzo reale con all’interno il geroglifico indicante il nome di Narmer.

NARMER: Nar (pesce gatto)+ Mer (scalpello).

tavolozza di re Narmer

Nella sezione centrale la figura di Narmer monopolizza l’intero riquadro; il re è rappresentato nel momento in cui sta per colpire un nemico (il nome WASHI è indicato sulla sua testa) ormai sconfitto e in ginocchio, con la mano sinistra lo tiene per i capelli e con il braccio destro stringe l’arma mortale (una mazza). Narmer indossa sulla testa la corona (tiara bianca) dell’Alto Egitto, mentre dalla cintura pende una coda di toro, chiaro riferimento alla potenza del sovrano. Alle sue spalle di dimensioni nettamente inferiori è raffigurato un servo che tiene i sandali del faraone. L’angolo in alto a destra del registro intermedio è occupato dal falco Horus, simbolo del re e del dio tutelare di Hyerakonpolis (città capitale dell’Alto Egitto), poggiato su sei papiri con una zampa tiene una fune a cui è legata la testa di un nemico. Il papiro non solo rimanda al Basso Egitto ma anche al numero 1000, indicando con una connessione logica la potenza di Narmer che avrebbe sconfitto 6000 nemici nell’area del delta del Nilo (il Basso Egitto).

tavolozza di re Narmer

La fascia più bassa del lato anteriore raffigura due nemici nudi sottomessi alla forza del sovrano, i piccoli simboli presenti potrebbero indicare le città sconfitte.

tavolozza di re Narmer

Lato posteriore

Tavolozza di re Narmer

La faccia posteriore della tavolozza di Narmer è suddivisa in quattro parti:

Il primo registro ripete la stessa immagine di quello del lato anteriore.

Il secondo riquadro contiene la scena principale incentrata ovviamente sulla figura di Narmer con la corona rossa del Basso Egitto, nelle mani stringe la mazza e il flagello. Dietro al sovrano ritorna il portatore di sandali, mentre davanti a lui uno scriba, dopo il quale inizia un lungo corteo con i portabandiera che reggono gli stendardi delle 4 province vittoriose dell’Alto Egitto e a chiudere due file di cinque corpi di nemici decapitati con la testa posizionata tra le gambe, sopra di loro il disegno di una nave.

tavolozza di re Narmer

La terza fascia per dimensioni domina il lato posteriore, due uomini tengono le teste di due felini (forse leonesse), i quali intrecciano i loro lunghi colli formando un cerchio (punto della tavolozza in cui si mescolava il trucco). L’immagine è stata interpretata dagli studiosi come una rappresentazione dell’unificazione delle due Terre d’Egitto.

tavolozza di re Narmer

Il quarto e ultimo riquadro ritorna sulla figura di Narmer rappresentato come un toro che calpesta il nemico nudo e abbatte con le corna le difese murarie di una possibile città del Basso Egitto.

tavolozza di re Narmer

Conclusioni

Questo importante reperto manifesta con chiarezza il suo fine: quello di celebrare un re dell’Alto Egitto, personificazione sulla terra di Horus e posto sotto la protezione della dea Hathor (madre di Horus).

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