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Terme romane: architettura

Calidarium maschile, Terme del Foro, Pompei
Calidarium maschile, Terme del Foro, Pompei

Architettura e struttura delle terme romane

La perfezione architettonica raggiunta nella costruzione degli edifici termali romani fece sì che il loro modello venisse replicato pressoché in tutti gli impianti che col tempo popolarono le regioni dell’impero: la scelta della simmetria planimetrica e la disposizione accurata degli ambienti, tale da rispettare la successione dei diversi momenti del bagno, divennero una costante architettonica delle terme antiche.

Le testimonianze ancora tangibili, in particolare l’eccellente esempio delle Terme di Caracalla, unite al prezioso contributo di fonti letterarie e di riproduzioni, quali disegni e schizzi, permettono di ricostruire gli schemi planimetrici e le soluzioni architettoniche adottate. Alle dimensioni imponenti e alla monumentalità degli interni, non corrispondeva nelle terme romane un’altrettanta grandiosità dei prospetti esterni; le facciate erano del tutto assenti e una semplice successione di murature elevate caratterizzava il perimetro e lo stesso lato d’ingresso. Dove gli architetti diedero prova di perizia costruttiva e ingegno tecnico è senza dubbio nella collocazione degli ambienti, disposti in modo tale che i bagnanti seguissero in modo agevole un percorso secondo le esigenze termali.

Prima di accedere al complesso termale si depositavano i propri indumenti nello spogliatoio (apodyterium) dotato di panche e nicchie alle pareti; il percorso termale vero e proprio aveva inizio con stanze umide e riscaldate (assa sudatoria e laconica) che preparavano i bagnanti all’ingresso nel calidarium, un ambiente riscaldato, sia grazie agli appositi impianti di riscaldamento, sia perché esposto il più possibile alla luce del sole e per questo generalmente sporgente dal complesso architettonico e dotato di ampie aperture alla pareti: era realizzato a pianta centrale per ospitare in posizione centrale e dominante una grande vasca di acqua calda (alveus) in cui i bagnanti si immergevano in attesa di riprendere il percorso termale che li conduceva al tepidarium: questo ambiente, di dimensioni minori e probabilmente dotato di una vasca di acqua tiepida, era mantenuto ad una temperatura moderata, tale da preparare il corpo e da attutire il passaggio brusco con l’ambiente successivo, il frigidarium; in questa vasta aula voltata, gli ospiti si ritempravano nell’acqua gelida di piccole vasche.

Terme romane: architettura

La sala si affacciava direttamente sulla natatio, una grande piscina posta all’estremità opposta rispetto al calidarium, fulcro dell’impianto, ma anche punto di raccordo dell’intero percorso termale: da qui i bagnanti potevano dirigersi al punto di partenza attraversando gli ambienti laterali, in genere duplicati ai lati dell’asse architettonico verticale composto in successione da

  • calidarium
  • tepidarium
  • frigidarium
  • natatio

Tale disposizione, non solo risolveva con ingegno i rapporti architettonici tra gli ambienti, creando un complesso compatto ed organico, ma proponendo due percorsi anulari e unidirezionali rispondeva perfettamente all’esigenza di smistare la moltitudine dei bagnanti che ogni giorno affollavano le terme.

Tra le sale laterali dell’impianto termale ruolo fondamentale avevano le palestre, grandi cortili porticati e coperti destinati all’attività fisica, accanto ad esse altri ambienti accessori per la cura e al benessere del corpo prima e dopo gli esercizi fisici, in cui gli ospiti potevano sottoporsi a massaggi o a unzioni con oli. Ad aumentare la grandiosità dell’edificio termale contribuivano in misura non indifferente tutti gli ambienti situati nel recinto che delimitava l’impianto; qui, sotto portici denominati xisti, all’interno di suggestive esedre si susseguivano biblioteche, sale di conversazione ed ambienti ricreativi: il connubio tra cultura fisica, cura del corpo e curiosità intellettuale rappresentò la grandezza delle terme romane.

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