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Tezcatlipoca

Tezcatlipoca 

Dio azteco chiamato anche “Specchio fumante” contrapposto a Quetzalcoatl, il “Serpente piumato”. Divinità della guerra e della notte e patrono dei guerrieri, sembra rappresentare la parte oscura, violenta e irrazionale dell’uomo, mentre invece Quetzalcoatl ne incarna il lato razionale e generoso. Gli Aztechi consideravano Tezcatlipoca come il creatore della guerra per poter ottenere prigionieri con cui poter sfamare gli dei. L’epiteto col quale veniva chiamato da tutti, “Specchio fumante”, derivava dal fatto che il suo piede sinistro era stato sostituito con uno specchio di ossidiana. Gli indovini aztechi fissavano a lungo lo sguardo in tale specchio in modo da cadere in trance per poter leggere la volontà del dio e poter trasmettere alla tribù i suoi voleri e il futuro.

Il dio, se ne aveva voglia, era in grado di guarire malattie e modificare il destino di ogni persona deciso alla nascita. Tezcatlipoca poteva assumere aspetti diversi e ad ogni nuovo aspetto corrispondeva un nuovo nome. Ad esempio, secondo alcuni, in d’estate era chiamato Huitzilopochtli, il “Colibrì sinistro”, colui che dispensava prosperità e abbondanza. Quando veniva associato al sacrificio e alla magia veniva definito Titlauacan, “Colui che sta vicino alla spalla”, perché si pensava che stesse di fianco alla spalla di ogni essere umano, pronto a consigliare soprusi e astuzie. Era associato anche a Omacatl, dio dei festeggiamenti e della felicità, rappresentato accucciato e vestito di bianco e nero. Veniva poi associato alla costellazione dell’Orsa Maggiore.

Tezcatlipoca e la creazione della terra

Gli dei avevano deciso di dar vita alla terra, luogo su cui essi avrebbero creato gli uomini. A quel tempo infatti esistevano solo le Grandi Acque e il mostro della Terra, Cipactli. Ma il mostro della Terra nuotava in fondo alle Grandi Acque e non voleva emergere. Tezcatlipoca e Quetzalcoatl unirono le forze e allora Tezcatlipoca decise di attirare il Mostro usando come esca il suo enorme piede sinistro. Il Mostro emerse ed ingoiò il piede. Ben presto però si accorse che gli dei lo stavano ingannando e cercò di sputare il piede ma non vi riuscì. Cominciò a dimenarsi e a contorcersi sempre più violentemente, ma il piede penetrò sempre più profondamente dentro di lui. Dopo una furiosa e sanguinosa lotta, finalmente riuscì coi suoi denti acuminati a mordere e a staccare di netto il piede dalla gamba del dio, ma durante l’immane sforzo, furibondo per il terribile dolore, perse la mascella. Così orribilmente mutilato il Mostro non riuscì più a immergersi nelle Grandi Acque e rimase per questo motivo sulla superficie; fu così che sulla sua grossa schiena galleggiante gli dei crearono gli uomini. Tezcatlipoca, rimasto senza il piede sinistro, lo sostituì con una lama di ossidiana, una pietra lucente dei vulcani: esso sprigionava fumo e accecava i suoi nemici, per questo venne chiamato “Specchio fumante”.

Tezcatlipoca e Quetzalcoatl

A seconda delle diverse versioni dei miti, Tezcatlipoca compare più volte sottoforma di aspetti differenti come nemico e antagonista di Quetzalcoatl.

Nella mitologia tolteca, Tezcatlipoca tenta in tutti i modi di scacciare il potente Quetzalcoatl, qui identificato con un sovrano generoso, dalla città di Tollan. Prima assume l’aspetto di un anziano canuto e cerca di vendere al re una pozione che l’avrebbe reso di nuovo giovane e forte. Dopo il rifiuto da parte di Quetzalcoatl, si trasforma in un bel giovane venditore di chili e fa innamorare di sé la figlia del re. Dopo averla sposata, Tezcatlipoca si ricopre d’onori in guerra e affascina il popolo con la sua bravura nel canto e nel ballo; con i suoi poteri scatena una danza sfrenata e molti muoiono precipitando da una rupe. Successivamente prende le sembianze di un giocoliere e riesce a radunare un grandissimo numero di persone intorno a lui; è così che molti muoiono schiacciati dalla folla. Grazie alle sue malefatte riesce ad allontanare il re dalla città, che salpa sul mare con una zattera.

Nella mitologia azteca invece, Tezcatlipoca si pone in tutti i modi come l’antagonista del dio Quetzalcoatl, troppo generoso e retto. Tezcatlipoca decide di corromperlo. Fingendosi suo amico, Tezcatlipoca offre a Quetzalcoatl un succo fermentato all’agave, molto alcolico e molto forte. Quetzalcoatl, per non offendere l’amico, accetta il dono e beve fino ad ubriacarsi completamente. A causa di ciò, si unisce alla sorella e vive con lei. Quando però rinviene e comprende il suo errore, decide di espiare la sua colpa gettandosi in un rogo.

Sacrifici a Tezcatlipoca

Alcuni prigionieri venivano sacrificati a Tezcatlipoca durante combattimenti fittizi. La vittima veniva legata e le veniva fornita un’arma simbolica e inefficace; essa era costretta a morire combattendo contro un numero variabile di guerrieri giaguaro e guerrieri aquila.

Oltre a queste vittime, ogni anno, a primavera, durante il quinto mese chiamato Toxcatl, veniva offerto in sacrificio un giovane al dio. Il ragazzo che si offriva al dio doveva vestire come Tezcatlipoca per un anno e durante questo periodo gli venivano offerti banchetti, danze e belle donne, destinate ad essere le sue spose. Giunto il giorno del sacrificio, il giovane diventato abile nel canto e nel produrre melodie col suo flauto, veniva sontuosamente abbigliato. Egli usciva allora dalla città e si dirigeva verso il tempio, dove aveva inizio la scala che conduceva in alto. Salito il primo gradino, spezzava il primo dei quattro flauti che portava con se e che rappresentavano l’esistenza terrena; sul secondo spezzava un altro flauto e lo stesso faceva sul terzo e sul quarto gradino. Arrivato sull’altare di pietra su cui ardeva il fuoco sacro, trovava i sacerdoti ad attenderlo. Tenendolo fermo, i sacerdoti con un coltello di ossidiana gli estraevano il cuore dal petto, offrendolo in dono al dio.

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