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Tirteo

Con Tirteo l’elegia parenetica guerriera diventa un genere letterario autonomo: l’autore canta l’aretè, ossia la virtù guerriera e dai suoi componimenti traspare ormai l’affermata prassi della falange, per la quale l’oplita non è più l’eroe epico che combatte individualmente, per vittoria personale, ma la cellula militare che costituisce il tessuto della polis.

Vita

Secondo la tradizione gli Spartani, trovandosi in difficoltà nella guerra contro Messene, consultarono un oracolo che li esortò a chiedere un condottiero ad Atene e, per scherno, si videro arrivare un maestro di scuola zoppo chiamato Tirteo. Ma egli, con l’ardente vigore della sua poesia seppe infondere tanto eroismo da trascinare gli Spartani alla vittoria.

Tirteo visse intorno alla metà del VII sec. a.C. e il periodo di akmè è collocabile verso il 640 a.C., nel corso della seconda guerra messenica. Molto probabilmente era originario di Sparta, anche se altre tradizioni affermano che sia di Mileto o di Atene.

Opere

Tirteo compose un gran numero di opere di diverso genere: la Suda (si tratta di un lessico bizantino) afferma che compose una “Costituzione Spartana”, una sorta di storia della città connessa allo sviluppo della sua costituzione, molte esortazioni, canti di guerra ed elegie.

Il tono dominante nelle esortazioni è l’incitamento continuo al valore guerresco, che non si esprime con formule astratte, ma in quadri realistici e suggestivi. Quello che conta veramente è la forza in battaglia: il combattente deve respingere i nemici e resistere rischiando anche la propria vita; è bello che l’uomo di valore muoia per la propria patria, poiché in questo modo verrà ricordato ed onorato. Chi si risparmia, invece è costretto all’esilio e, coperto di vergogna, morirà dimenticato. Le elegie di Tirteo erano destinate al simposio di guerra e, probabilmente, erano accompagnate dal suono del flauto.

Lingua e stile

Tirteo utilizza la lingua di Omero, inserendo qualche elemento linguistico dorico, lo stile è quello epico in cui espande con forte intensità retorica le esortazioni al combattere e la metrica è il distico elegiaco.

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