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Trieste. Nuove scoperte sull’antica città romana

Trieste. Nuove scoperte sull’antica città romana

Gli scavi archeologici preventivi, voluti dalla Soprintendenza a Trieste nell’ambito della costruzione del Park San Giusto, un vasto parcheggio che passa attraverso il colle di San Giusto, alle pendici del quale anticamente si estendeva la città romana, hanno restituito nuove e importanti informazioni: oltre cento anfore romane, databili al primo secolo dopo Cristo, più o meno intatte, ammucchiate in due filari sovrapposti, su un muro di contenimento.

Benché le anfore fossero usate quotidianamente per contenere olio e vino, quando si decideva di liberarsene non potevano venir riciclati al medesimo uso e quindi venivano buttate o rimpiegate per altri scopi. In questo caso, i contenitori, già posti sottoterra in epoca romana, sono stati riutilizzati secondo una tecnica edilizia dell’epoca per trattenere le acque piovane o fermare le alte maree e per scongiurare ristagni di acqua nel terreno. Il ritrovamento, infatti, è avvenuto vicino alla strada costiera che correva sotto la moderna via del Teatro romano.

La scoperta è avvenuta nell’ambito di una nuova ricerca archeologica, che continua quelle dei mesi precedenti, che ha individuato un altro settore di sistemazione di una vasta area aperta, di destinazione ancora sconosciuta, ma presumibilmente pubblica; nelle vicinanze è stata individuata anche l’abside di un edificio, che seguitava nella zona non indagata, rivolto verso un piazzale lastricato. Le anfore emerse in questa occasione sono tutte del medesimo tipo: contenitori per olio, molto diffusi nella penisola istriana. Su molte di esse risulta ancora leggibile il nome del produttore, che aiuterà i ricercatori a localizzare, con più precisione, la zona di fabbricazione.

Nell’area scavata precedentemente, sono stati individuati altri tipi di anfore, di differente provenienza: dall’Egeo, adriatica, dall’antica Tripolitania, ma tutte risalenti al primo secolo dopo Cristo. Un altro rimpiego di questi oggetti, meno raro per Trieste del drenaggio di anfore, è quello che li vede riutilizzati come tombe, in età tardo-antica, ed è stato riscontrato in diverse aree della città. Alcuni esempi sono stati identificati anche negli scavi del Park S. Giusto, dove sono venuti alla luce due adulti e un bambino, i cui scheletri sono ora nelle mani degli specialisti dell’Università degli Studi di Udine per l’analisi scientifica.

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