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Trono Ludovisi

Trono Ludovisi

Trono Ludovisi

Il Trono Ludovisi è un blocco di marmo, databile tra il 460 e il 450 a.C., rinvenuto a Roma nel 1887, durante i lavori della Villa Ludovisi, nell’area in cui sorgevano gli horti sallustiani.

Si tratta di un bassorilievo con scene figurate lungo i tre lati, la cui inconsueta forma non ha permesso di stabilire con certezza quale fosse la sua funzione. Alcuni sostengono che appartenesse al trono della statua di una divinità; altri che fosse parte integrante di un tempio o di una edicola o, ancora, parte di una balaustra.

Il trittico presenta sul lato lungo una figura femminile che sta per essere tirata su dall’acqua da due donne, due horai, le quali reggono un velo leggero che copre in parte la scena. Le tre donne si trovano a ridosso del mare perché, le due figure femminili ai lati, poggiano i piedi su una spiaggia ciottolata. Questa scena potrebbe rappresentare la nascita di Afrodite dalle acque.

Trono Ludovisi

Sul lato sinistro è rappresentata una ragazza nuda, intenta a suonare il doppio flauto; sul lato destro, invece, una donna avvolta in un manto che brucia incenso. Si tratta di una sacerdotessa che compie dei riti. Queste due figure, entrambe sedute su cuscini, si sposano bene con la rappresentazione del lato lungo: sono, infatti, connesse ai due volti di Afrodite e indicano l’amore profano e la sacralità.

Dallo stile dei rilievi, si può affermare che è un’opera Magno-Greca, giunta a Roma da Locri in quanto, stilisticamente, si inquadra nella produzione locrese. Probabilmente, il trono trovò posto nel tempio di Venere Ericina.

Alcuni studiosi affermano che questi rilievi facessero parte della decorazione dell’altare posto al di fuori del tempio; altri, invece, sostengono che le lastre circondavano la fossa (botros) presente nel tempio di Marasà.

La scena principale del monumento è di una atmosfera molto intensa che raramente si trova nelle opere d’arte. Riesce a rendere l’incanto della nascita di Afrodite. Si nota la finezza delle figure femminili, con la trasparenza del vestito della dea. Tipico locrese è la resa del panneggio delle ancelle, con fitte piegoline ad incisioni.

Il Trono di Boston

Il Trono Ludovisi è associato al Trono di Boston, il quale possiede forma e dimensioni molto simili.

Trono Ludovisi 3

Sul lato lungo è rappresentato Eros con una bilancia e, ai lati, due figure femminili, una con atteggiamento pensoso, l’altra lieto. Questa scena è stata interpretata in vario modo: scena della pesatura delle sorti da parte di Eros, accompagnato da due figure femminili, che rappresentano Afrodite in due atteggiamenti diversi. Secondo altri, invece, si tratterebbe di Afrodite e Demetra o, ancora, di Afrodite e Persefone.

Lungo i lati brevi sono presenti, da un lato, una donna anziana e, dall’altro, un giovane che suona.

Per lungo tempo si ritenne che il Trono di Boston fosse un falso in quanto, mettendolo a confronto con il Trono Ludovisi, si riscontra una freddezza stilistica non presente nel trittico romano. La testa di Eros ha un sorriso insolito per lo stile severo; la figura di vecchia non trova nessun confronto nello stile dell’epoca.

In occasione di una mostra, i due troni furono esposti l’uno accanto all’altro e vennero eseguite delle analisi. Si scoprì che entrambi erano in marmo di Thasos, presentavano le stesse incrostazioni sulla superficie e lo stesso degrado. Da qui l’ipotesi che il Trono di Boston sia un originale e che recintava, secondo alcuni studiosi, il botros del sacello della Mannella, secondo altri entrambi i Troni facevano parte dello stesso altare del tempio di Marasà.

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