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Turchia, Zincirli – Trovata la più antica stele dedicata all’anima

La prima testimonianza scritta della credenza religiosa della scissione fra corpo e anima negli antichi popoli mediorientali, è stata portata alla luce da un equipe di archeologi americani nell’area archeologica turca di Zincirli, che si trova al confine con lo stato siriano. 

Sino ad oggi, si credeva che tutte le civiltà semitiche (ovvero, Ebrei, Cartaginesi, Arabi e Cananeo-Fenici) considerassero corpo e anima inscindibili, tanto che era proibito cremare i morti. Solamente nei popoli camiti africani, quali gli Egizi, si pensava che l’anima potesse sopravvivere in maniera indipendente dal corpo, in seguito alla morte.

Gli archeologi rispondenti all’University of Chicago, durante i lavori di scavo preso l’antica Sam’al, l’odierna Zincirli, hanno trovato una stele fatta di basalto, risalente all’800 avanti Cristo, con iscrizioni in una lingua giudaica che pare corrispondere a un’antica variazione dell’aramaico. Il cippo, che pesa ben quattrocento chilogrammi ed è alto un metro e venti, venne realizzato da Kuttamuwa, funzionario reale, allo scopo di crearsi un luogo per far riposare la sua anima in seguito alla morte, come testimoniato dall’iscrizione.

Vicino alla scritta si trova un’incisione che raffigura un uomo barbuto che indossa un copricapo, probabilmente Kuttamuwa, mentre solleva una coppa di vino, seduto di fronte a una mensa apparecchiata con un’anatra arrosto e del pane.

Gli esperti mettono in evidenza il fatto che una simile immagine era un invito a lasciare doni votivi di cibo e di vino presso la tomba di un morto. L’egittologo Joseph Wegner, studioso dell’University of Pennsylvania, ha puntualizzato che nelle regioni mediorientali era un’usanza piuttosto diffusa quella di portare ai defunti delle offerte votive, sebbene, sino ad ora, non esistevano prove che testimoniassero la convinzione religiosa della scissione tra corpo e anima in questi popoli. Inoltre, la scoperta nel sito archeologico di alcune urne che sembra contenessero le ceneri dei morti fa ipotizzare che la pratica della cremazione fosse diffusa tra i popoli di Sam’al. Quindi, questa stele costituisce il più antico monumento dedicato all’anima mediorientale.

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