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Uadi Milian: cippi etruschi in Tunisia

Circa un secolo fa tornarono alla luce otto cippi terminali recanti un’epigrafe in lingua e caratteri etruschi. Essi però costituiscono un unicum poiché sono stati trovati in Tunisia, alla distanza di 50 km da Cartagine, in direzione sud-ovest, e a circa 10 km dalla città romana di Thuburbo Maius, nella valle del greto chiamato Uadi Milian.

Uadi Milian: cippi etruschi in Tunisia
in rosso il luogo del ritrovamento dei cippi etruschi

L’iscrizione si ripete su tutti i supporti litici rinvenuti (termini e stele), distanti fra i 5 e i 7 km l’uno dall’altro, e si presenta in scriptio continua (senza punteggiatura o separazione tra parole) col seguente testo:

MVNATA
ZVTASTVL
TARTANIVM TINS M

Qui le interpretazioni hanno richiesto i pareri di tre grandi figure accademiche, Jacques Heurgon, Onofrio Carruba e Massimo Pittau, linguisti e studiosi delle lingue antiche, compresa quella etrusca.

Heurgon tradusse così: “Confine (TVL) di Marce UNATA Sutio (ZVTAS) al Tinia-Giove (TINS) dei Dardani (TARTANIVM). M(ille passi)”.

Di diverso avviso è il prof. Pittau il quale, nel 1996 propose la traduzione: “Confine di Marco Unata Sutio e di Tinia Dardanio – Mille (passi)” ma, rispetto a quell’intervento, ora il prof. Pittau ha cambiato parere circa la parola MVNATA, da leggere, concordemente con Carruba (vedi in bibliografia), MVNA – TA cioè “predio questo” per una interpretazione simile: “Questo predio è di Sutio e il terreno di Tinia Dardanio – mille (passi)”.

Si può notare come i termini e i confini vengano posti sotto la protezione di Tinia, il Giove degli etruschi, proprio come si usava fare a Roma con Iuppiter Terminalis e col dio Terminus.

Il riferimento ai Dardani è una citazione colta che rimanda alla saga troiana; il proprietario del campo si riteneva forse di origine dardanica (infatti si credeva che Cortona etrusca fosse stata fondata da Corito, padre di Dardanio).

Carruba e Heurgon ritennero di poter inquadrare i cippi nel periodo della guerra civile tra Mario e Silla, attorno all’82 a.C., anno in cui il mariano Cneo Papirio Carbone si rifugiò a Chiusi, unica sede attestata di una famiglia Munata. Da qui gli esuli sarebbero fuggiti in Africa fondando una colonia di breve vita, distrutta l’anno seguente da Pompeo.

Pittau rifiuta categoricamente tale ipotesi argomentando la sua tesi in base alla quale:

  • Le lettere mostrano un tratto arcaico (e non “arcaicizzante” come sostenne Heurgon) come quello della grafia etrusca tra VII e IV-III secolo a.C.
  • La vastità del terreno (13 km di lato) impedisce di pensare a una rapida colonizzazione del territorio in una fase critica come quella della fuga degli esuli dall’Italia. Si aggiunge inoltre il pericolo delle incursioni di tribù nomadi numidiche. È molto più probabile che l’operazione di acquisizione della terra in questione avvenne nel periodo prima delle guerre tra Roma e Cartagine.
  • Risulta improbabile, nel I secolo a.C., l’uso dell’etrusco al posto del latino, per iscrizioni ufficiali come quelle che marcavano i latifondi, anche se la lingua etrusca non si era ancora estinta (l’imperatore Claudio studiava la lingua etrusca ancora nel I sec. d.C.)
  • Marco Unata sarebbe stato un proprietario terriero etrusco giunto in Africa nel periodo di alleanza economica tra Cartagine e le città dell’Etruria. Questa fase storica è inquadrabile nello spazio cronologico tra la battaglia di Sentino (295 a.C.) e l’inizio della prima guerra punica (264 a.C.), quindi nella prima metà del III secolo a.C.

Bibliografia

  • O. CARRUBA 1976, Nuova lettura dell’iscrizione etrusca dei cippi i Tunisia in Athenaeum, 54, 1976 pp. 163-173.
  • J. HEURGON 1969, Comptes Rendus de l’Académie des Insciption et Belles Artes (CRAI), pp. 526-551.
  • M. PITTAU 1996, Gli Etruschi e Cartagine: i documenti epigraficiin L’Africa romana: atti dell’11° convegno di studio, 15-18 dicembre 1994, Cartagine, Tunisia. (Pubblicazioni del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari, 28.3). Visionabile su http://eprints.uniss.it/5195/ (vedi intervista su http://www.archeorivista.it/009743_intervista-al-linguista-e-glottologo-massimo-pittau/ )
  • http://www.cortonamaec.org/nuove_sale/5.%20Origini%20Cortona.pdf

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