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Udine. Aperto al pubblico il tumulo di Sant’Osvaldo

Udine. Aperto al pubblico il tumulo di Sant’Osvaldo

Dopo un lungo periodo di gestazione, che ha visto il restauro e la valorizzazione della struttura, è stato inaugurato, nella località chiamata Pras de Tombe, a Udine, il tumulo protostorico di Sant’Osvaldo, che conserva la sepoltura indagata nel 2002 dall’equipe di ricerca protostorica dell’Università di Udine. La collina artificiale in ciottoli e terra, eretta attorno al 1900 avanti Cristo per inumare un giovane di circa trent’anni, è stata studiata dal 2000 al 2002, grazie alla guida di Paola Cassola Guida.

I lavori per il recupero della tomba, che presenta attualmente un diametro di ventisei metri e un’altezza di quattro, si sono rivelati lunghi e complessi. Grande cura è stata rivolta agli aspetti rituali dell’area. Nello spazio scavato è stata realizzata una specie di cella quadrata che mostra l’intervento attuale là dove originariamente non c’era alcuna stanza sotterranea, ma solo lo spazio utile ad accogliere un corpo inumato. Il problema più difficile da risolvere è stato proprio quello di mettere i visitatori in condizioni di capire che il tumulo di Sant’Osvaldo si differenzia dalle sepolture etrusche o dalle tholoi micenee perché non contiene una tomba a camera accessibile dall’esterno. I lavori, incominciati nel 2010, sono costati complessivamente 113 mila euro, messi a disposizione dalla Fondazione Crup, dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia di Udine nell’ambito del piano “I tumuli funerari dell’età del bronzo in Friuli Venezia Giulia e nella protostoria europea”.

Quello eseguito dall’equipe dell’Università di Udine su Sant’Osvaldo è stata la prima indagine di un tumulo friulano, non sollecitata da motivi di urgenza e perciò gestita attraverso un procedimento rigorosamente stratigrafico. La stretta sinergia tra gli esperti degli Atenei di Udine e Trieste e la collaborazione di alcuni tecnici dotati di diverse competenze hanno permesso di applicare alcune innovative tecnologie, come le prospezioni geoelettriche e sismiche che mirano all’individuazione di resti sepolti preliminarmente allo scavo, e di effettuare una serie di esami scientifici per ottenere tutte le informazioni possibili che un tumulo è in grado di fornire.