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Ulpia Severina

Ulpia Severina

nome: Ulpia Severina

famiglia: moglie dell’imperatore Aureliano

Delle auguste imperiali di età tarda, nella maggior parte dei casi, sono state tramandate poche notizie; tuttavia, proprio nell’epoca attraversata dalle tensioni che sfociarono nella caduta dell’Impero e, soprattutto, in assenza ormai di un chiaro principio di regolamentazione della successione al trono, le mogli degli imperatori, in alcuni casi, giungevano ad assumere, sia pure per poco tempo, i pieni poteri, diventando sovrane di diritto come i mariti. Non si esclude che tale sia stato il caso di Ulpia Severina, figlia di Ulpio Crinito o, in base ad altre ricostruzioni, dell’imperatore Filippo l’Arabo, regnante tra il 244 e il 249, e andata sposa ad Aureliano, sul trono per il quinquennio compreso tra il 270 e il 275.

Lucio Domizio Aureliano, originario della Pannonia, fu uno degli ultimi “grandi” sovrani che regnarono su Roma nei secoli della decadenza, alla quale si oppose strenuamente per mezzo di una convinta azione sul fronte militare, di una politica orientata al ristabilimento dell’unità dell’impero, di una propaganda religiosa inneggiante al dio Sole “invitto”. L’imperatore cadde vittima di una congiura organizzata, per motivi di ritorsione privata, da uomini del suo entourage: si trattò di un colpo molto duro per Roma, che con Aureliano aveva potuto contare su un condottiero di valore, determinante soprattutto sul turbolento fronte germanico.

Proprio nel periodo di un anno dell’interregno tra la morte di Aureliano e l’ascesa al potere di Marco Claudio Tacito si collocherebbe, secondo alcune ipotesi, il “regno” di Ulpia Severina. La notevole scarsità di informazioni sul suo profilo rende, però, estremamente arduo delineare un quadro di riferimento certo intorno alla sua vita, al ruolo da lei svolto nella vita di Aureliano e, specificamente, dopo la sua prematura scomparsa. Le principali, per non dire uniche, attestazioni in base alle quali si pensa ad Ulpia quale imperatrice con pieni poteri tra il 275 e il 276 sono di carattere numismatico: a quel periodo risale, infatti, una cospicua emissione di monete con l’effigie della donna ed è quantomeno singolare il fatto che il conio risalga proprio ai mesi successivi alla tragica fine di Aureliano.

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