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Una svastica “lappone” in Puglia: intervista agli scopritori

Sulla Chiesa di San Cirillo, a Caprino, l’Associazione ARGOD ha scoperto un rarissimo simbolo raffigurante una svastica lappone. Abbiamo intervistato il responsabile del sodalizio per saperne di più su questo rinvenimento giudicato davvero “eccezionale”.

Quando e come è stato scoperto il simbolo?
Il simbolo è stato scoperto nella primavera del 2009, durante una perlustrazione effettuata da uno dei nostri componenti, Domenico Sergio Antonacci, insieme al fratello, Antonio Antonacci, originari di Carpino. Un mese prima della scoperta della svastica lappone, i due avevano già analizzato in parte le incisioni presenti sul portale più antico della Chiesa di San Cirillo, dove avevano individuato chiaramente un Nodo di Salomone ad otto solchi. Tornati sul posto, verso la fine di marzo, e osservando più attentamente il portale, notarono un altro simbolo a loro sconosciuto. Ritenendo l’incisione degna di nota avevano deciso di mandare le immagini a me (Direttore del Team Archeo – Speleologico ARGOD) e a Giovanni Barrella (Presidente del Team Archeo- Speleologico ARGOD), poiché entrambi studiosi di simbologia ed incisioni da diversi anni.
Ai nostri occhi il simbolo non era affatto sconosciuto, in effetti non ci mettemmo molto ad identificarlo.

Cosa rappresenta e da quali elementi è composto questo simbolo, noto come Mursunsydän?
Tursaansydän, o Mursunsydän, cioè Cuore di Tricheco, nonché Svastica Lappone è un simbolo conosciutissimo in Finlandia, specialmente nella parte settentrionale occupata dai Sami (Lapponi). Il simbolo consiste in una svastica i cui bracci si estendono fino a formare 4 quadrilateri dalla stessa area, che sembrano intersecarsi. Nel caso specifico di Carpino, analogamente a quelle esistenti in Lapponia, i bracci formano quattro rettangoli che a fasi alterne poggiano sul lato corto e sul lato più lungo.
Seppur difficilmente databile sembra fosse presente in Lapponia già nel Neolitico.
Fu utilizzato per la decorazione di edifici ed oggetti in legno per centinaia di anni; era un simbolo di buon augurio, dalla valenza positiva, e nella credenza popolare del luogo veniva molto probabilmente utilizzato anche per proteggersi da entità soprannaturali. Spesso era anche presente sui tamburi usati dagli sciamani.
Utilizzata fino al 18 ° secolo, pian piano scomparve per essere sostituita da una svastica semplice.

Perché questa scoperta risulta “eccezionale” in ambito italiano?
La scoperta risulta essere fuori dall’ordinario per una serie di motivi:
– Si tratta di una delle varianti di svastica più rare esistenti al mondo.
– Ad oggi raramente è stata ritrovata al di fuori della Lapponia, e cmq tali ritrovamenti non sono mai stati supportati da prove fotografiche.
– Gli esperti finlandesi dell’Università di Helsinki non avevano mai ricevuto una segnalazione del genere in territorio italiano. Risulta, quindi, la prima segnalazione ufficiale di una svastica lappone in Italia.
– Il ritrovamento inaspettatamente è stato effettuato in sud Italia, in un territorio, quello garganico, fortemente frequentato, nei secoli, da pellegrini e cavalieri crociati diretti al Santuario dell’Arcangelo Michele.

Quali sono le particolarità della Chiesa di San Cirillo?
La chiesa è decisamente una delle strutture ecclesiastiche più particolari esistenti in territorio garganico. L’ edificio attualmente visibile, nella piazza centrale della piccola cittadina, è in realtà la chiesa più recente, costruita intorno al 1770 d.C., inizialmente rurale poi leggermente modificato in stile barocco, che ha sostituito la chiesa più antica, sempre dedicata allo stesso santo, eretta, secondo i documenti, intorno al 1310 d.C.
La particolarità consiste nel fatto che sul lato sinistro della chiesa (avendo la facciata anteriore giusto di fronte) è incastonato ancora il portale della chiesa più antica, su cui sono visibili moltissime incisioni, alcune tipiche dei pellegrini devoti, diretti a Monte Sant’Angelo, ritrovabili ad esempio, anche sul portale della Chiesa di Santa Maria di Stignano, a San Marco in Lamis, oppure nella Chiesa di Santa Maria di Devia, a San Nicandro Garganico, oltre che naturalmente nel Santuario dell’Arcangelo Michele, proprio a Monte S. Angelo.

Come si sono svolte le indagini per contestualizzare il simbolo?
Ogni volta che effettuiamo delle scoperte, o comunque identificazioni di questo tipo, cerchiamo subito di avere un riscontro da esperti accademici che in materia hanno maggiore esperienza e competenza.
Inizialmente ho sottoposto le immagini ad una mia amica, collaboratrice del Team ARGOD, Cristina Pertosa, che ha studiato lingue e letterature straniere la cui prima lingua è proprio il finlandese (la seconda è il norvegese).
Cristina è cultrice di folkloristica e filologia ugro-finnica, esperta e studiosa di Sciamanesimo, e ha prestato servizio presso l’Istituto Italiano di Cultura ad Helsinki, sezione culturale dell’ Ambasciata Italiana in Finlandia.
E’ stata lei a darci una prima conferma e a fornirci le prime informazioni in merito.
Il passo successivo è stato quello di mandare tutto il materiale ad esperti accademici dell’Università di Helsinki. Naturalmente Cristina si è occupata della traduzione in finlandese dei documenti da noi stilati, inoltre ha mediato per noi con gli studiosi scandinavi.
Gli esperti hanno confermato che il simbolo rappresenta la Svastica lappone, o Mursunsydän, ma tengono a rimanere cauti per eventuali supposizioni riguardo alla sua presenza nel nostro territorio.

Quali sono le vostre conclusioni sulla presenza di questi simboli così rari?
E’ troppo presto per parlare di conclusioni. Personalmente penso che bisogna raccogliere più dati possibili per iniziare a delineare un’ipotesi ragionevole.
Lo studio dei simboli percorre strade tortuose e complicate. Strade che spesso sembrano non condividere nulla, ma che inaspettatamente s’intersecano per svelare indizi sconcertanti, da cui poi si dipartono altre strade che alimentano la complessità della ricerca. Non a caso il mondo accademico affronta la simbologia con distacco e scetticismo, poiché affetta da troppe variabili, carente di documentazione, viziata da soggettive e variegate interpretazioni, ma soprattutto perché non univocamente identificabile. Questo perché ad oggi, non è stata ancora sviluppata una corretta e generalizzata metodologia scientifica per lo studio dei simboli.
Per ora ci limitiamo ad una documentazione seria e rigorosa, cercando di collaborare con esperti di varie Università italiane ed estere, e Associazioni culturali che si occupano di Archeologia e Beni culturali.
Posso certamente dire che alcuni simboli rari, come la Triplice Cinta Sacra, il Nodo di Salomone o Svastiche di differenti tipologie, e Fiori di Loto, spesso sono incisi sulla stessa struttura. Inoltre, sono stati sempre ritrovati su edifici eretti in epoca medievale (naturalmente questo comprovato dalla documentazione riferita alla struttura presente negli archivi e biblioteche della provincia).
Ricordo che nel caso specifico della svastica, ogni sua variazione corrisponde ad una cultura e tradizione differente. C’è da capire come mai sul nostro territorio ci ritroviamo simboli la cui origine è da collocare in terre straniere, come le svastiche greche ritrovate alla Tomba di Rotari, a Monte Sant’Angelo, e la stessa svastica lappone sull’antico portale della Chiesa di San Cirillo a Carpino.
Per ora non azzardiamo risposte. Ma ricordo che il Gargano è stato continuamente visitato da pellegrini provenienti da varie parti del mondo, ed il Medioevo da questo punto di vista rappresenta un periodo particolarmente fervido.
Io credo che le sorprese non finiranno qui. In questi ultimi mesi abbiamo ritrovato altre due svastiche di tipologia differente in luoghi assolutamente isolati e sconosciuti. Una di queste, addirittura, potrebbe dimostrare che il simbolo della svastica è presente sul Gargano già da qualche millennio, e non solo, ma potrebbe dare ulteriore supporto a coloro che sostengono che tale simbolo sia di origine antropomorfa, e che solo successivamente sia diventato, nelle varie culture, un simbolo solare. Presto pubblicheremo un articolo in merito.

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